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Il potere della musica nel racconto.

Creato il 04 dicembre 2019 da Luz1971
Il potere della musica nel racconto.Eccomi al termine di un lungo "travaglio scrittorio", che mi ha tenuta occupata fra ottobre e novembre. Ho ultimato due copioni, uno riguardante Anna Magnani, l'altro è Notre Dame de Paris. Spossata e sollevata, posso adesso passare a un'ulteriore fase di questo processo creativo. Non tutti sanno che una parte fondamentale di ogni mio progetto teatrale è costituito dalla... musica.Mi spiego meglio. A volte succede che proprio una musica ispiri il racconto, il che è già di per sé straordinario, oppure dopo averne scritto ogni passaggio non resta che completare la scena del corredo di musiche che andranno a costituire un parte per me fondamentale.
Mi capita di assistere a spettacoli teatrali in cui emerge la poca cura nei riguardi di questo ingrediente fondamentale. Commedie o drammi in cui rare volte una melodia ha solleticato il mio udito e mi ha meglio introdotto in ciò che viene rappresentato. Invece io ritengo che il regista di uno spettacolo non possa trascurare questo aspetto. Certo, come si suol dire, ci vuole orecchio. E tanta tanta pazienza e passione. Questo perché la ricerca di brani per uno spettacolo teatrale è lunga, a volte può estendersi per diversi pomeriggi senza arrivare a nulla che piaccia davvero. 
Nelle migliaia di ore trascorse su You Tube, ho potuto conoscere un universo che ignoravo totalmente, il che, anche quando non trovo nulla, è consolante, perché diventa occasione di conoscenza. Non sapevo esistessero compositori di talento, alcuni dei quali penso rappresentino il genio contemporaneo. Dalla musica pop, ai musicisti che reinterpretano brani classici in chiave moderna, fino ai grandi compositori di colonne sonore, il campo d'azione è vastissimo. La musica, anche questo tipo di musica, ha un potere evocativo enorme. Moltissimi spettatori dei miei spettacoli hanno menzionato le musiche nei loro apprezzamenti, molti ne hanno chiesto titolo e autore, insomma, via via ho sempre più compreso che la musica occupa un ruolo fondamentale in ogni spettacolo. 
Nel mio lungo percorso di ricerca, ho conosciuto compositori come Dario Marianelli, Yann Tiersen, Max Richter, Olafur Arnalds, Johann Johannson, Shigeru Umebayashi e molti altri. Ciascuno con le proprie caratteristiche, scrivono musica potente, adattissima al mio tipo di teatro. Poi ho ricevuto conferma del genio di Hans Zimmer e di Danny Elfman, per dirne due che adoro letteralmente. Così come mi è piaciuto riscoprire Howard Shore, Michael Nyman, Alan Menken, John Williams, Luis Bacalov, John Barry e ovviamente il nostro Morricone, insomma tutti i grandi compositori di bei film che ho tanto amato. Nella ricerca infatti a volte mi perdo e vago malinconica fra vecchie note. 
Come sarebbe stata la scena in cui la giovane attrice Anna immagina di incontrare Anne Frank, se non avessi usato quel determinato brano? O come non servirsi del brano perfetto per la scena in cui Anne viene per così dire "risucchiata" dalla Storia, varcando riluttante la soglia di una porta che la conduce verso il suo destino? Serviva un crescendo, dopo estenuante ricerca, lo trovai. E il momento in cui il Piccolo Principe dice addio al pilota e si allontana? Lì c'era un dramma da raccontare, la morte, e trovai un violino che sembra perdere una nota. Così come anni prima il momento in cui le compagne di scuola piangono la morte di Jane Perry, nel remake de L'attimo fuggente, lì trovai un brano di Morricone perfetto. 
La musica, esattamente come accade nel cinema, si ritaglia un ruolo primario anche nel teatro, diventa supporto al racconto, sottolinea la drammaticità di una sequenza, aiuta lo spettatore a salire idealmente sul palcoscenico e a prendere parte emotivamente alla scena. Ecco perché ritengo sia un dettaglio irrinunciabile.
Qui trovate il meglio di un gigante: Hans Zimmer.

Quali colonne sonore in particolare vi piacciono, escludendo il musical? Vi è mai capitato che un brano ispirasse la vostra scrittura? 

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