Il prevalente cretino di N. Losito

Creato il 13 febbraio 2012 da Nictrecinque42 @LositoNicola

(Charles M. Schulz, Peanuts)

Il 2012, per colpa della crisi economica/sociale/politica in atto, è cominciato malissimo. Molte delle nostre certezze hanno subito un deciso scombussolamento.

Sorge quindi spontanea una domanda: siamo pronti ad affrontare l’odierna emergenza?

Ad andare in giro, a guardare la tv, a leggere i giornali, parrebbe di no…

Tempo fa, scorrendo un articolo di G. Arturo Ferrari, in commemorazione dello scrittore Carlo Fruttero (*), deceduto di recente, mi ha molto colpito la frase: “Il prevalente cretino (p.c.) è tale perché è inconsapevole: crede di parlare, ma altri parlano in lui; crede di pensare, ma altri pensano in lui…”

Il p.c. – dunque – non ha libertà interiore, ma appartiene a qualcosa o a qualcuno, è servitore involontario (volontario?) di qualcosa o di qualcuno.

Ciò detto, potremmo sbizzarrirci a cercare la natura del “qualcosa” o del “qualcuno” a cui il p.c. inconsapevolmente (?) è subordinato.

(Disegno di autore sconosciuto, scaricato da Internet)

Un’idea politica, un credo religioso, un modo di agire, seppur buoni in partenza ma portati avanti acriticamente, cioè senza mai essere messi in discussione, li si può considerare elementi distintivi di un p.c.?

Io dico di sì.

Ma qui mi fermo.

Non voglio fare della filosofia un tanto al tocco. La discussione potrebbe espandersi a macchia d’olio e prendere direzioni che ci porterebbero troppo fuori dai temi futili che tratto di solito nel mio blog.

La riflessione della settimana, dunque, stoppiamola a questa nuova domanda: quante volte nella nostra vita siamo stati dei p.c.?

Absit iniuria verbo (**), naturalmente, per chi ha saputo e sa adattarsi sempre e comunque alle difficili contingenze della vita…

Giacomo, il mio alter ego, mi ha chiesto la parola e volentieri cedo a lui la conclusione del post odierno.

Dunque, hanno ragione i nostri tre amici qui sotto ad essere preoccupati?

Nicola

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(*) Fruttero & Lucentini: “La prevalenza del cretino”, Mondadori 1985

(**) Sia detto senza intenzione di offendere.


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