Magazine Cinema

Il primo Natale di Ficarra & Picone: la recensione

Creato il 06 gennaio 2020 da Ussy77 @xunpugnodifilm

Il primo Natale di Ficarra & Picone: la recensioneNon ci resta che pregare

Ficarra e Picone tentano (malamente) di seguire le orme di Benigni e Troisi. Il loro Il primo Natale è un viaggio indietro nel tempo che fonde gag (più o meno riuscite), amicizia e variazioni caratteriali (il ladro che si redime, il prete che rifugge l’immobilismo della preghiera impegnandosi per cambiare le cose). Una commedia deludente e raffazzonata, che tenta di far riflettere senza riuscirci davvero.

Salvo è un ladro d’arte sacra, mentre Valentino è un prete che crede fortemente nella preghiera e nel presepe. Quando Salvo ruba il bambinello del presepe di Valentino, quest’ultimo lo insegue e si ritrovano entrambi nella Giudea dell’anno Zero.

Inizialmente erano Franco e Ciccio a far parodia nelle diverse epoche, successivamente Benigni e Troisi cercarono di impedire a Colombo di scoprire l’America, ora Ficarra e Picone tentano di cogliere l’umanità della natività attraverso un percorso lastricato di difficoltà. Difatti le gag funzionano con il contagocce, mentre la storia si compie ed entrambi non fanno nulla per ostacolare il corso degli eventi o facilitarlo.

Non si coglie l’obiettivo de Il primo Natale, la riflessione dietro il sorriso stiracchiato, l’interesse che ha mosso i due comici siciliani a spendere il proprio tempo per far “ironia” religiosa. Certamente c’è un’evidente evoluzione dei due personaggi, che riescono a cambiare i rispettivi interessi e comportamenti nei confronti del prossimo. Infatti se Salvo è un ladro religiosamente “razionale”, che ruberebbe senza grossi problemi reliquie e oggetti sacri dalle chiese, Valentino è un prete affetto da un insopportabile immobilismo, che preferisce pregare piuttosto che impegnarsi in prima persona. Entrambi vivranno un’avventura che aprirà loro gli occhi nei confronti degli altri e della vita, dell’impegno e della generosità, ma tutto ciò è sufficiente per costruire una convincente commedia di Natale?

Purtroppo no ed è evidente la narrazione slegata e la mancanza di un obiettivo chiaro; dopotutto abilmente nascosta dietro alla risata nei loro film c’è (quasi) sempre una riflessione più profonda, legata all’attualità o agli stereotipi dell’italiano del Sud. Ne Il primo Natale tutto ciò è racchiuso in una piccola sequenza che non può essere esaustiva, mentre la convinzione che sono gli uomini a realizzare il proprio personale miracolo non è un’affermazione soddisfacente.

Uscita al cinema: 12 dicembre 2019

Voto: **


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog