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Il problema delle braccia

Creato il 06 febbraio 2020 da Andreapomella

Ieri sera ero a un aperitivo, c'era tanta gente, eravamo quasi tutti in piedi, con un bicchiere in mano. Si doveva solo conversare e apparire disinvolti. Ma noi che per natura non siamo disinvolti fatichiamo come bestie a conversare e ad apparire disinvolti, quindi capita spesso che ci concentriamo su cose a cui voi disinvolti non pensereste mai. Ieri quindi mi concentravo su una di queste cose: il problema delle braccia. Noi che per natura non siamo disinvolti abbiamo troppe braccia e non sappiamo dove metterle. I disinvolti invece hanno un numero adeguato di braccia e quando sono in mezzo a tanta gente, senza niente in particolare da fare, sanno perfettamente dove metterle e come usarle, conoscono la giusta postura, il movimento fluido. Noi che per natura non siamo disinvolti invece non lo sappiamo fare, tendiamo a credere di occupare troppo spazio, di essere ingombranti, di affollare più del lecito con la nostra sola superficie corporea. Noi che per natura non siamo disinvolti pensiamo di non meritare tutti quei centimetri cubici. Soprattutto pensiamo che le braccia, con il loro raggio potenziale d'azione, minaccino in ogni istante di occupare ulteriori centimetri cubici, moltiplicando a dismisura il nostro imbarazzo. Noi che per natura non siamo disinvolti ci sentiamo come i difensori moderni nel gioco del calcio, costretti dal nuovo regolamento sul fallo di mano a giocare in area di rigore con le braccia dietro la schiena, perdendo continuamente l'equilibrio, snaturando i loro movimenti, assomigliando a ridicoli birilli di plastica leggera in balia del vento.


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