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Il proprio orizzonte

Creato il 09 febbraio 2020 da Dfalcicchio

Viviamo in anni ineducati. Lo sport più praticato, perlomeno in Italia, è mandarsi a quel paese. Lo fanno più o meno tutti, dai social media alla televisione, ai posti pubblici. Lo sport nazionale italiano è avere un nemico e insultarlo. Se non si ha un nemico, lo si cerca. La televisione che ben rispecchia il Paese è piena di gente che si comporta così. Basti vedere i talk show che dovrebbero infornare (come accade invece sempre in USA e UK), spiegare e invece sono sedi di vaffanculismo continuo. Guardateli: c’è l’anziano giornalista che forse eccede con la bottiglia, l’anziano critico provincialotto che insulta tutti e urla come un ossesso, il musicista un po’ stonato che abbandona i palcoscenici e molti altri, più o meno sfigati. Eppoi, tanta gentuccia che vuole apparire, che se non appare muore. Apparire, sia chiaro,  senza saper fare niente e senza aver nulla da dare. Tutta gente senza un proprio orizzonte, che sopravvive perché ottiene un po’ di povera visibilità. In realtà, par di vedere un mucchio di disperatelli che tira a campare, questuando piccoli, grandi aiuti dai politicanti di turno e chissà chi altro. Io sono sempre grato ai miei genitori che mi hanno dato, fin da bambino, un orizzonte, mi hanno spiegato che chi va avanti con le proprie forze, poi avrà una sua vita, positiva o negativa, ma sua, un proprio orizzonte da difendere e coltivare, da onorare e portare con sé. Nella mia vita, mi è capitato di apparire su palcoscenici e in studi televisivi. Poi ho messo a fuoco che quell’apparire era moscio e quasi sempre inutile, da onanismo mentale e sto bene a fare le mie cose, con gioia, girando il mondo facendo confronti e sorridendo alla vita. Cheers.

A presto. See you soon. A la prochaine

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