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“Il pubblico narratore”: al via la raccolta di racconti per “1984”

Creato il 05 dicembre 2012 da Autodafe

di Cristiano Abbadessa

È partita la raccolta di racconti per la prima serata della rassegna “Il pubblico narratore”, dedicata al confronto sui temi proposti dal romanzo di George Orwell “1984”. Sul SITO del festival potete leggere titolo e parole chiave che costituiscono la traccia tematica per la narrazione.
Confesso che sono molto curioso di vedere come gli autori si cimenteranno con la scrittura “a tema”, anche in riferimento ai progetti che stiamo per lanciare come casa editrice. Credo, e lo dico anche come suggerimento per chi si appresta a inviare un racconto, che la discriminante decisiva, oltre alla qualità letteraria dello scritto, stia nella capacità di sviluppare una narrazione che riconduce la riflessione attorno a uno (o più) dei temi suggeriti ma che è capace di procedere in maniera fortemente originale, autonoma e differenziata. Per capirci meglio, e rimanendo al confronto con l’opera della prima serata, spero venga recepito il messaggio che è meglio evitare di scimmiottare Orwell riproponendo immaginari futuri, per puntare invece sulla capacità di affrontare le tematiche proposte partendo da situazioni, punti di vista e contesti narrativi del tutto differenti. Saranno racconti con queste caratteristiche a rendere efficace e interessante la pubblica lettura alternata di brani di Orwell e dei racconti; perché è bene ricordare che l’intento del “pubblico narratore” non è quello di organizzare un certame letterario in cui vince chi esprime più talento (condizione necessaria ma non sufficiente per essere selezionati) bensì quello di costruire attraverso le narrazioni una nuova forma di dibattito sociale e culturale.
Questo, e mi rifaccio qui al commento della nostra autrice Virginia Less, è infatti l’aspetto innovativo che il FestivaLetteratura vuole sperimentare attraverso i cinque incontri. È infatti chiaro che la raccolta di racconti non è, di per sé, un elemento di novità: molti lo hanno fatto e lo fanno, per produrre raccolte da pubblicare o per animare pubbliche letture; talvolta persino per lanciare concorsi (magari a pagamento) che diventano una fonte di sostentamento ancor prima che un evento.

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Gli incontri del “pubblico narratore” non sono un concorso letterario, e questo va tenuto presente. È vero che saranno selezionati per ogni serata cinque “vincitori”, ma non ci sono poi giurie nè voti; e, casomai, questo tipo di competizione potrebbe svilupparsi a margine, sul sito del festival, dove i racconti migliori saranno integralmente pubblicati e potranno essere letti in forma completa. Durante gli incontri, avendo deciso di accettare anche racconti medio-lunghi, sarà infatti normale che vengano letti brani scelti, estrapolati dal racconto e inseriti in scaletta in modo da rendere efficace quel dibattito letterario che è la finalità dell’iniziativa (credo non sfugga a nessuno quanto potrebbe essere inutile e letale proporre al pubblico in sala una lettura di un intero racconto di, poniamo, 30.000 battute). In qualche misura, possiamo dire che il successo dell’iniziativa sarà in effetti decretato in due contesti diversi e solo in piccola parte sovrapponibili: da una parte, certo, ci sarà la qualità dei racconti, che saranno raccolti sul sito; ma dall’altra parte, più importante e appunto innovativa, ci sarà la capacità di costruire il dibattito atraverso la narrazione, nel corso dell’incontro, alternando in modo intelligente e stimolante le letture.
Mi fa piacere sottolineare questi aspetti, che probabilmente necessitavano di una messa a fuoco. Mi fa piacere per offrire un ulteriore contributo alla rassegna “Il pubblico narratore”, definendone più in dettaglio intenti e modalità. Ma mi fa piacere anche perché quanto detto mi consente di richiamare l’attenzione sull’importanza essenziale delle finalità come strumento dirimente per stabilire il valore di ogni iniziativa. Penso, è ovvio, al progetto che a breve lanceremo come Autodafé: anche in questo caso la formula sarà la raccolta di racconti e la creazione di una comunità di narratori; ma, a differenza di tanti altri pur lodevoli esempi (ci sono, in questo campo, siti e gruppi che già operano splendidamente), a connotarci in maniera specifica saranno ancora una volta il contenuto delle narrazioni e gli obiettivi del progetto. Appunto, le finalità.


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