Il rasoio di Okkam e la cameriera di Flaubert

Creato il 04 luglio 2011 da Giorgiofontana

La caccia all’insostenibile leggerezza dell’essere in Google plus continua.Ma serpeggiano, qua e là, da noi giudizi un po’ fuori dal coro.
Giovanni Barbieri scrive questo su Google+.
La sua tesi è che lo stile Google sia barocco, come in tanti altri vecchi suoi prodotti aggiunge , invece che togliere,  zavorrandosi nei progetti che mette sul mercato.
Il nuovo progetto Plus non fa eccezione, scrive Giovy, tutto sa di farraginoso, troppista, incasinato e complesso.
Induce a dover capire, invece che lasciarsi intuire, pessimo pregio laddove non si vedano vantaggi che ne giustifichino l’investimento.
Quello che stupisce è il fatto che il prodotto di punta della Google inc. è un motore di ricerca raffinatissimo col quale l’utente non deve fare altro che scrivere quello che vuole cercare e…funziona semplicemente così.

A leggere una recensione abbastanza dettagliata e neutrale su la Repubblica scritta da Mauro Munafò Google plus non sembra accendere molti entusiasmi, carina l’idea dei circles, il resto è scopiazzatura, spesso peggiore dell’originale, poco efficacie oppure inutile. Sostanzialmente complicazioni senza valori aggiunti.

Davide Pozzi è categorico “Mia madre non utilizzerà mai Google+” significando con questo che un utente normale non sentirà il bisogno di lasciare la comoda collocazione dentro il nido feisbukiano, dove, ce ne dimentichiamo spesso, tantissime persone hanno mosso i primi passi col il web. Google+ non è un paese per vecchi ma per geek, ed infatti sono stati loro ad avere avuto gli inviti centellinati dal marketing e saranno loro a incasinarlo ancora di più, dando giudizi roboanti sulle cose inutili ma gran figate e a richiedere funzioni speciali per soddisfare i convegni salottieri sull’hi tech fetish che si terranno da qui in poi.

Cito l’articolo di Ernesto Belisario che prende in considerazione quello che, a detta della maggioranza, sarebbe il passo avanti nella regolazione della privacy.
Non sembra che il giudizio sia particolarmente conciliante con questa tesi, anzi la complicazione regnerebbe sovrana la moltiplicazione di più contesti di agreement (Google+ e PicasaWeb)  contrapposti invece che armonizzati.

Su twitter leggo alcuni giudizi estemporanei, il sentiment comune dell’utente twitter, un eletto del tipo cavaliere templare, è che Google + è il social network che stavano aspettando, complicato, pieno di opzioni, esoterico, in grando di sviare e intrappolare coloro che fino a ieri neppure sapevano cosa fosse un mouse.

Non ho usato Google+, gli inviti tardano ad arrivarmi, ma non scalpito, lascio che il popolo dei visionari ascetici, invece che accettare una trascendenza fatta di centinaia di divinità caciarone, s’inventino un unico Dio, diviso in tre.

Questo post è volutamente intitolato al rasoio di Okkam ed alla cameriera di Flaubert per motivi semplici e immediati.


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