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Il regno dei lupi di George R.R. Martin. Capitolo 17: Tyrion

Creato il 27 marzo 2014 da Martinaframmartino

Il regno dei lupi di George R.R. Martin. Capitolo 17: TyrionAd Approdo del Re Eddard Stark è stato invischiato in una rete di intrighi da cui non è riuscito a uscire. Vero, lui ha fatto il grandissimo errore di dire a Cersei che aveva scoperto il suo incesto e la regina per salvarsi ha accelerato i tempi del decesso di Robert Baratheon. Ma si è anche fidato di Ditocorto sapendo che Ditocorto non avrebbe mai fatto del male a Catelyn e dimenticando che lui stesso non era Catelyn. Ditocorto, ricordo, è quello che ha detto a Ned dove si trovava il bordello con la figlia di Robert proprio la sera in cui lord Stark aveva deciso di partire per Grande Inverno. Lo ha trattenuto in città quando lui avrebbe voluto andare via, al sicuro. E all’uscita di quel bordello Ned è stato attaccato dagli uomini di Jaime a causa della cattura di Tyrion da parte di Catelyn.
Domanda: come faceva Jaime a sapere dove trovare Ned se neppure Ned sapeva dove sarebbe andato? Chi glie lo ha detto? Lo so, detta così la risposta sembra puntare in un’unica direzione. È colpa della domanda che è tendenziosa, ma a volte io sono tendenziosa.
Ned, che voleva andarsene, si è ritrovato con una gamba spezzata, due uomini morti e il suo amico Robert fuori a caccia di cinghiali, con i cinghiali a caccia di Robert. Altro grave errore: non accettare l’offerta di Renly. Non sarà stata onorevole, ma certo era molto più sicura. E poi si è fidato di Ditocorto (ancora!) e di Janos Slynt. Per forza l’hanno ammazzato.
Nel Regno dei lupi Tyrion non intende fare gli stessi errori e gioca al gatto col topo. Pycelle, e la lettera a Doran Martell. Ancora non abbiamo visto nessun Martell in scena, sono troppo offesi per l’omicidio di Elia, sorella di Doran, avvenuto durante la guerra contro Aerys il Folle, ma di una cosa si può stare sicuri con George R.R. Martin: lui trova sempre il modo di far entrare in scena nuovi personaggi. Per i Martell è solo questione di tempo.
Bronn ci dimostra ancora una volta come ha fatto a sopravvivere nei suoi anni come mercenario, anche se qui tutto quello che fa è parlare. Si parla anche di Lady Tanda e di sua figlia Lollys, vergine a trentatré anni. Il bello è questo: per ogni scena c’è un’attenta pianificazione. Capito perché Martin è così lento a scrivere? E poi abbiamo Thorne.
Ricordate? Lui e Jon Snow non si possono sopportare così Mormont, in segno di ringraziamento a Jon per avergli salvato la vita dal non morto, ha allontanato Thorne mandandolo ad Approdo del Re. Ha dato sollievo al giovane Guardiano della notte senza punire l’altro, anzi, di fatto lo ha onorato inviandolo a parlare con un re. L’idea alla base è anche che Thorne è un cavaliere, e quindi una persona che un re dovrebbe essere disposto ad ascoltare più facilmente rispetto a qualche bracconiere o stupratore ignorante, come sono molti dei Guardiani della notte in questo periodo. Thorne ha pure la mano del non morto a conferma delle sue parole, peccato che Tyrion non lo possa soffrire e gli faccia fare un bel po’ di anticamera. Notato come a volte sono questi dettagli che possono cambiare le cose? Se Thorne fosse stato meno stronzo probabilmente Tyrion lo avrebbe ricevuto subito, e invece…
Il regno dei lupi di George R.R. Martin. Capitolo 17: TyrionSimpatico scambio di battute fra Cersei e Tyrion, l’amore fraterno come sempre è alle stelle. Lui a livello tattico ha le idee decisamente più chiare di lei, bisognerà comunque vedere cosa faranno i vari sovrano che nel continente stanno spuntando come funghi.
Con Ditocorto il gioco è davvero difficile, e Tyrion lo sa. C’è di mezzo un pugnale fra loro, le accuse di Ditocorto che hanno spinto Catelyn a catturare Tyrion, e il Folletto ripensa all’ascesa di Petyr Baelish. Storia interessante, dal nulla il lord di quel territorio da schifo che sono le Dita e prima Jon Arryn e poi Robert Baratheon hanno favorito la sua ascesa. Come mi ha ricordato Nicholas nei commenti al precedente capitolo dedicato a Tyrion Shae, in una scena della serie televisiva Il trono di spade, dice a Sansa che nessuno si fida di Ditocorto, ma nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco tutti (a quanto pare tranne Tyrion) si fidano di Ditocorto.

“Era un uomo furbo, geniale, sorridente, amico di tutti, sempre in grado di trovare l’oro di cui il re o il Primo Cavaliere avevano bisogno. E al tempo stesso, un uomo di origini non rimarchevoli, poco al di sopra di un cavaliere, di cui nessuno riteneva di dover avere paura. Non aveva vessilli da chiamare a raccolta, lord Ditocorto, né un codazzo di cortigiani, né una grande fortezza, né proprietà eclatanti, né prospettive di un matrimonio grandioso.”
Il regno dei lupi, pag. 275.

Eppure Tyrion si chiede se oserà toccarlo. Ricordiamo il bellissimo indovinello di Varys (pagina 73 e ancora 136) su dove risieda il potere. Ditocorto comunque dice di essersi preso la verginità delle ragazze Tully quindi sta parlando sia di Lysa che di Catelyn. Mente o dice la verità? Ricordiamo che Catelyn era promessa sposa di Brandon Stark, e che ha dato a lui il suo pegno d’amore quando Ditocorto lo ha sfidato per la sua mano, anche se poi ha chiesto a Brandon di non ammazzare quello che per lei era un fratello. Noi nella mente di Catelyn ci siamo stati, e non abbiamo trovato alcun accenno al fatto che i due siano andati a letto insieme. Certo, Martin potrebbe averci raggirati, in fondo siamo stati anche nella mente di Ned e lui non ha mai pensato “la mamma di Jon Snow è…”. Chi è la mamma di Jon ormai lo sappiamo, se avete dubbi dentro questo blog ci sono due articoli che ne parlano in abbondanza: http://librolandia.wordpress.com/2013/05/10/il-trono-di-spade-e-la-mamma-di-jon-snow/ e http://librolandia.wordpress.com/2012/10/23/sulla-mamma-di-jon-snow/. Ne parlo anche altrove, ma le cose più importanti sono qui.
Il lettore ormai sa che Ditocorto è un bugiardo matricolato, quindi bolla la frase come una bugia. Ma se dietro ci fosse una storia interessante? Anche se Catelyn sembra proprio una Tully, con impresse nella mente e nel cuore le parole della sua Casa: “Famiglia, dovere, onore”.
Arya continua a essere dispersa, solo noi sappiamo – più o meno – dov’è, mentre Ditocorto riceve un’offerta per Lysa Tully Arryn. Noi sappiamo (e Tyrion pure) che lei è fuori di testa. Cosa ne penserà? Intanto Ditocorto riceve in offerta Harrenhal, che già fu di casa Whent, già fu di Janos Slynt e che non è una proprietà trascurabile come le Dita, anche se ha una fama pessima ed è nel bel mezzo di un territorio in guerra.
Con Varys rivanghiamo la vicenda di Elia Martell e di quella bestia di Gregor Clegane. Varys, forse perché è il terzo o forse perché è un’ottima spia, lui e i suoi uccelletti, conosce l’offerta a Ditocorto, perciò con lui non può usare Myrcella. Probabilmente non l’avrebbe usata lo stesso, comunque in questo caso Tommen viene offerto a Doran Martell. Notare che Varys sottolinea come Tommen sia più malleabile di Joffrey. Dubito che un doppiogiochista come lui possa farsi sfuggire per caso una frase come questa. Sta tastando l’opinione di Tyrion in vista di qualche mossa futura?
E tre. Ora sediamoci sulla riva del fiume e aspettiamo il cadavere del nostro nemico.



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