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Il remake di Carrie, come distruggere un cult – La recensione

Creato il 14 gennaio 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Il remake di Carrie, come distruggere un cult – La recensione

14 gennaio 2014 • Recensioni Film, Vetrina Cinema •

Il giudizio di Rosa Maiuccaro

Summary:

Dopo un ottimo film come Boys Don’t Cry ed uno discreto come Stop-Loss, la regista americana Kimberly Peirce si è dedicata al remake di Carrie – Lo sguardo di Satana. La prima versione del 1976 era stata diretta da Brian De Palma, tratta dall’omonimo romanzo scritto da Stephen King nel 1974. La graziosa Chloe Grace Moretz interpreta la timida teenager Carrie White che è fortemente condizionata dagli insegnamenti religiosi della madre Margaret (Julianne Moore). La ragazza è talmente ingenua da rimanere atterrita quando le arriva il primo ciclo mestruale dopo una lezione di nuoto. Le perfide compagne di classe umiliano la ragazza prendendosi gioco di lei. La sera del ballo studentesco sarà lo scenario perfetto per la resa dei conti tra Carrie e i suoi coetanei.

Nonostante le aspettative riposte da tutti i cinefili in questo remake di una delle pietre miliari della storia del cinema horror, non si può non constatare quanto misero si sia rivelato questo tentativo. Inutile sottolineare come non ci sia paragone tra le due sceneggiature. E a livello visivo il film è altrettanto privo di elementi originali o quantomeno interessanti. La versione di Peirce si avvicina molto di più ad un episodio della saga Twilight che non ad un classico del genere horror. La storia di Carrie è ancora oggi attuale ed atipica. Decisamente goffo il tentativo di attualizzare il racconto facendo riferimento ad episodi legati all’era digitale, i social media ed il cyber bullismo. Allo stato dei fatti non vi è nulla di originale in questo remake, che risulta una pedante imitazione del film di Brian De Palma, di cui vengono riciclati la maggior parte dei dialoghi. L’unica cosa che la Peirce sembra sia stata abile a fare è distruggere le leggendarie scene finali del film.

La sua versione provoca risate involontarie e, probabilmente, si dimostra un fallito tentativo di accennare alla strage di Columbine, e a quell’apocalisse dell’odio e della miseria adolescenziali. Nulla rimane di quel “thriller gotico sul paranormale che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili ed interessanti.” (Il Morandini). Assente qualsiasi tipo di omaggio a Hitchcock ed il punto di vista femminile, che sarebbe stato interessante riscontrare, considerata la scelta di una regista donna, è del tutto trascurabile.

Chloe Moretz in una delle scene finali di Carrie

Chloe Moretz in una delle scene finali di Carrie

Chloe Grace Moretz non riesce neanche lontanamente a destare la stessa inquietudine che un solo sguardo di Sissy Spacek poteva suscitare né si avvicina alla sua straziante fragilità. La Moretz non è certo all’altezza di una delle migliori performance della storia del cinema horror. La giovanissima attrice, che si era fatta valere nella serie televisiva 30 Rock ed al cinema con Kick-Ass e Kick-Ass 2, è assolutamente fuori ruolo. Appare addirittura fin troppo dura per interpretare una giovane fragile come Carrie e avrebbe forse fatto meglio ad interpretare uno dei bulli. I dialoghi tra lei e la madre sfiorano il ridicolo e Julianne Moore, nei panni della madre squilibrata di Carrie, non è stranamente efficiente come al solito. La sua è una buona interpretazione che non riesce però a convincere quanto fece Piper Laurie negli anni Settanta. Per il resto il livello delle recitazioni è ai minimi storici. Tutti ricorderanno una delle scene cult del film di De Palma in cui madre e figlia di confrontavano così:

Piper Laurie: “Sei scandalosa Carrie…ti si vedono quelle due odiose escrescenze…le vedranno tutti.”
Sissy Spacek: “I seni mamma, si chiamano seni…e tutte le donne li hanno!”

Sarebbe forse stato interessante vedere la stessa Spacek vestire questa volta i panni della madre. Questo sarebbe bastato a dare un valore ad un remake per il quale, chi scrive, ha difficoltà ad esprimere commenti positivi. Nulla è rimasto di quella storia di solitudine universale. La terribile trasformazione di Carrie da adolescente a donna era stato un incubo indimenticabile e sanguinoso. Oggi quel percorso ci sembra pressoché anonimo.

Carrie – Lo sguardo di Satana uscirà nelle sale italiane a partire dal 16 gennaio 2014.

Di Rosa Maiuccaro per Oggialcinema.net

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