Il ricamo

Da Safil
Il ricamo a macchina è una serie di punti che automaticamente vengono eseguiti dalla macchina domestica o da una macchina da ricamo semi-professionale o industriale.
Ma cosa fa la differenza tra un ricamo di pregio e una serie di punti? Le variabili sono tante e proverò a spiegarvele:
• punchatura o digitalizzazione: molto dipende da questa operazione, chi puncha un ricamo deve tenere conto del tipo di capo dove il ricamo verrà eseguito. Un ricamo che apparentemente è uguale su una T-shirt e su una giacca a vento, non lo sarà in fase di creazione (cambiano variabili come impuntura/imbastitura, densità del punto e compensazione). Dovrà tenere conto dei sormonti tra cambi colore, annodature,direzione del punto, ma di questo parlerò più avanti.
• Stabilizzatore: esistono centinaia di tipi di stabilizzatore ed ognuno serve per una tipologia di capo, per tipo di ricamo e alle volte cambia anche in base al tipo di intelaiatura che si intende fare.
• Filo: il ricamo risulterà diverso se fatto con Rayon/Viscosa, Poliestere, cotone, ecc. e sottospola con vari titoli di grossezza
• Tensioni filo della macchina.
• Tipo di ago montato e vita dell'ago montato
• Intelaiatura
• tipo di tessuto che si và a ricamare.
Come vedete, una persona alle prime armi avrebbe di che impazzire!
Ma iniziamo per gradi... La prima cosa da osservare a video è il ricamo vero e proprio e porsi la seguente domanda: questo ricamo, che mi piace tanto, lo vorrei fare su un capo ma è adatto?
• Tele sostenute tipo jeans, tovagliato, ecc.: in genere vanno bene quasi tutti i tipi di ricamo, che siano pieni, a punto croce, a cordoncino, punto scritto, applique (in questo caso scegliere un tessuto simile alla base e ritagliarlo nello stesso senso di drittofilo), ecc.
• magline, T-shirt: anche qui vanno bene la maggior parte di ricami. Tenete conto che se il tessuto è morbido e la maglina è al di sotto dei 150gr/mq. tenderà a produrre dei forellini negli angoli dei cordoncini e sulle curve dove c'è una maggior concentrazione di punti. Inoltre ricami con troppi sormonti o una densità alta (maggiore concentrazione di punti in un'area) produrrà gli stessi effetti di foratura e il più delle volte risulterà “corazzato” cioè duro al tatto.
• Tessuti elasticizzati tipo Lycra: in questo caso è meglio scegliere ricami con pochi punti, poche aree di riempimento. Saranno più adatti ricami a punti scritti fantasia e cordoncini. Il ricamo troppo pieno risulterebbe rigido e impedirebbe al tessuto di “muoversi” nella sua elasticità.
• Tessuti leggeri tipo tende, chiffon, velo da sposa (tulle), ecc.: ricami leggeri, anche con aree a punto pieno ma con densità bassa (poca concentrazione di punti) per evitare un appesantimento del tessuto e relativa “pancia” del ricamo.
Una volta scelto il soggetto per il nostro capo, si sceglierà il tipo di stabilizzatore da porre sotto e quello eventuale da porre sopra. Per questo vi preparerò una scheda a parte.
Terzo passaggio: l'intelaiatura. Spauracchio di molte, non sempre è così difficile una volta capito come si deve fare. Ci sono vari metodi:
• Primo metodo foglio di stabilizzatore più grande di 3/4 centimetri rispetto al telaio che vogliamo usare

IL RICAMO A MACCHINA
si centra il ricamo sul capo, si centra lo stabilizzatore e si attacca con colla spray sul rovescio del tessuto


e poi si intelaia tutto insieme


• Secondo metodo: due fogli di stabilizzatore incollati con colla spray e intelaiati. Si segnano i centri sullo stabilizzatore intelaiato e anche sul capo (in questo caso una T-shirt)

si incolla lo stabilizzatore e si pone il capo sullo stabilizzatore, in questo caso ruotato di 180° per permettere una migliore intelaiatura, avendo cura di controllare che non rimangano parti di maglia tra il punto da ricamare e il telaio. Si ferma il tutto con degli spilli.

Bisogna ricordarsi di girare anche il ricamo di 180° e per le T-shirt fermate in questa maniera sarebbe buona norma , adoperare dell'idrosolubile sopra affinché i punti non spostino la maglia.
Passiamo al ricamo: come siamo messi a tensioni dei fili????????????
La risposta in genere è :” il mio rivenditore mi ha detto di non toccare nulla e io non mi fido!”
Però con l'andare del tempo, le tensioni si modificano sulla macchina: i motivi sono molteplici dalle ganasce pressafilo che si riempiono di polvere e fili rotti, alle molle che tengono le ganasce che con gli anni non tengono come una volta. E poi una volta capita la tensionatura si può usare il filo metallico che fa impazzire tutte...
Per capirla basta fare un cordoncino largo 1 cm a ricamo. Giriamolo e osserviamo:
deve comparire in questa maniera:

e cioè il filo da ricamo deve occupare 1/3 del rovescio, poi 1/3 filo sottospola e di nuovo 1/3 di filo da ricamo, se il sottospola è più grande allora bisogna allentare la tensione superiore. Si prova per gradi: si allenta, si prova a ricamare e si controlla. Al contrario se il filo sottospola è più piccolo allora bisogna stringere la tensione superiore e si fanno sempre i controlli.
Anche da questo dipende un buon risultato di un ricamo, perchè se il filo non è ben calibrato, poi ci lamenteremo di spazi vuoti o di asole.
Alla prossima spiegazione.