Il Ritorno del Cinema di Genere: Suburra

Creato il 25 ottobre 2015 da Marco Giorgio @MarcoGiorgioGM

Scritto da Walter O'Dim

Questo film è stata una vera rivelazione, basta come premessa?


Stefano Sollima ci ha regalato quest'anno una pellicola di Genere con un'orgogliosa maiuscola che non si vedeva da tanti, troppi anni nel panorama del cinema italiano, tanto che alla fine ammetto che non ci sperassi più, speriamo sia un segno del tempo che cambia.
Impressione rafforzata dal fatto che per una volta lo Stato Italiano ha evitato di sovvenzionare il classico raccomandato per un film penoso, ma per qualcosa che, speriamo, sarà il precursore di una nuova epoca aurea per il nostro cinema, sognare è gratis.
Sollima lo ricorderete maggiormente per le sue produzioni seriali del calibro di Romanzo Criminale e Gomorra la serie, robetta insomma, condividevo però un dilemma con tutti gli altri suoi fan: sarebbe riuscito un regista di serie tv ad amministrare un budget più alto, ad abbandonare un tono televisivo per uno cinematografico?
Non saltiamo le tappe, e come al solito partiamo con un assaggio di trama Spoiler Free.


2011, a Roma molte cose bollono in pentola, il Papa ha intenzine di dimettersi, il governo rischia di cadere e nel sottobosco criminale si organizza un'immensa speculazione edilizia, atta a trasformare il litorale di Ostia in una nuova Las Vegas, che promette di fruttare miliardi di euro alla malavita organizzata.

In questa storia nera, nerissima, troviamo diversi personaggi le cui storie ruotano attorno all'attuazione questo affare, per primo troviamo il politico Malgradi ( Pierfrancesco Favino)


un uomo di poco conto nel partito, ma che a causa di alcune sue sconsideratezze, dovrà impegnarsi a far passare una legge per dare il via alla cementificazione selvaggia di Ostia.

"Numero 8" ( Alessandro Borghi) è un piccolo boss, giovane, spregiudicato e deciso a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno.


Viene coinvolto nell'affare perchè Ostia è la sua zona, e si occuperà di convincere i vari proprietari della zona a vendere, che lo vogliano o no.

Manfredi Anacleti ( Adamo Dionisi) è il capofamiglia di un grosso clan gitano, non viene coinvolto nell'affare, ma ci si ritroverà coinvolto a seguito di uno sgarro nei suoi confronti.

Egli è uno degli uomini più pericolosi di tutta Roma, e nessuno si permetterebbe di pestargli i piedi, complice il suo temperamento estremamente violento.

Sebastiano ( Elio Germano) è il proprietario di una villa, che usa per organizzare turpi festini per i vari personaggi della Roma "bene", si troverà pericolosamente invischiato al momento di saldare un debito col suddetto Anacleti.


Ultimo ma non ultimo viene "Samurai" ( Claudio Amendola) Sopravvissuto della banda della Magliana, è l'uomo più importante della malavita romana, è lui il referente delle "Famiglie del Sud" che finanziano tutto l'affare, è colui che si occuperà di trattare sia col sottobosco che coi piani alti, quello che dovrà risolvere i problemi, un samurai che per l'appunto porta a termine il suo mandato a costo della vita.


Sono dispiaciuto di non aver fornito la descrizione di altri personaggi che sicuro l'avrebbero meritata, ma desidero fortemente che siate voi stessi (a seguito di una visione del film) ad inquadrare i vari caratteri.

Cominciamo dalle note tecniche, era da tanto tempo che non vedevo una Roma fotografata così, gli ambienti sono magnificenti, visto che con la Capitale come soggetto era inevitabile, posso solo darvi una nota negativa, che per carità, ammetto che potrebbe essere un gusto personale: non sopporto le riprese con la camera a mano, e questo film ne è pieno! Comprendo che per produzioni non eccessivamente ricche i Carrelli vadano evitati, ma non sopporto di essere immerso in ambienti così magnifici, e poi trovarmi il soggetto della scena a fuoco e tutto il resto dell'inquadratura letteralmente carbonizzata, fuori fuoco! Non so, mi sembra uno spreco bello e buono.

Nonostante questo, non posso non menzionare un comparto sonoro davvero incredibile, delle sonorità elettroniche davvero piacevoli, ed hanno svolto bene il loro lavoro, conferendo un'immersività maggiore alla pellicola.


Questo film è letteralmente, perennemente immerso nella pioggia, quasi che possa in qualche modo lavare via i peccati, dando l'idea di un N oir vecchio stile; una scelta azzeccatissima, poichè rispecchia l'animo nero dei personaggi, non ce n'è uno con cui lo spettatore possa immedesimarsi (a differenza invece di romanzo criminale), e perdonatemi la caduta di tono, sono tutti delle merde! Tutti hanno costruito la loro fortuna sulle spalle di chi lavora onestamente, non c'è nemmeno un malsano prestesto per giustificare il loro operato come una rivincita proletaria.
Questo è in breve, uno di quei film che vi fa uscire dalla sala incazzati come tigri siberiane, ma per ragioni slegate alla qualità del film stesso, che anzi vanta un cast di attori che ti fa domandare più volte com'è che in altri ambiti siano dei cani infami, Amendola per primo che qui è fenomenale!

È interessante notare che il film è stato prodotto prima che scoppiasse lo scandalo Mafia Capitale, ed è impossibile non notare le inquietanti somiglianze tra un Claudio Amendola (in stato di grazia) e Massimo Carminati, così come tra gli Anacleti e gli spregiudicati Casamonica.


Come già disse qualcuno: quando un film di genere riesce a rispecchiare la realtà più di un film d'autore, avendo abbracciato una fetta di pubblico incredibilmente più ampia, lascerà inevitabilmente un segno molto più profondo ai posteri.
C'è un solo altro difetto in questo film che mi preme farvi notare, ed è un po' di retorica di fondo; senza fare spoiler, c'è un momento in cui viene fatto notare tra i malavitosi che un politico vale l'altro, e per il prossimo affare ne sceglieranno un altro "magari della parte opposta"... Gesù! Ma davvero non c'era un modo meno diretto per farmelo capire? Mi è sembrato quasi di essere preso per stupido.
Anche il finale ha dei tratti piuttosto retorici, ma vi ho promesso una recensione spoiler free, e così sarà!

Non posso che consigliarvi di recuperare questo film incredibile, che speriamo davvero, riporti in auge il genere italiano, ricordando una volta per tutte che siamo stati noi ad insegnare al mondo come questo si fa!


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