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IL RUOLO DEL  SERVIZIO SOCIALE QUALE STRUMENTO ESSENZIALE PER LA RICOMPOSIZIONE   DEGLI INTERVENTI CONNESSI ALL’EMERGENZA SANITARIA, di Luigi Colombini, 6 aprile 2020

Creato il 06 aprile 2020 da Paolo Ferrario @PFerrario

PREMESSA

La drammatica ed angosciosa situazione che vive la popolazione italiana di fronte all'aggressione determinata dal "coronavirus", per come si esprime a livello delle singole persone delle famiglie, dei gruppi, delle comunità, richiama una condizione già vissuta settantacinque anni or sono con la fine dell'immane tragedia della seconda guerra mondiale e la ripresa, decisa e irresistibile, che caratterizzò l' immediato dopoguerra, con le sue speranze, con la volontà generale di un cambiamento profondo della società, della affermazione di rinnovati valori che ebbero la loro sintesi magnifica nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione universale di diritti dell'uomo nel 1948.

E' in tale contesto che ebbe ad affermarsi il servizio sociale, secondo la felice iniziativa di Emilio Sereni, ministro della ricostruzione post-bellica, che già a Tremezzo, nel 1946, affermò con decisione il ruolo e la funzione dell'assistenza sociale - profondamente rinnovata, come ebbe a sottolineare Maria Calogero Comandini, che assieme al marito prof. Guido Calogero (autore, fra l'altro, del libro ABC della democrazia) - individuata nella sua propria funzione di promozione della democrazia e dello sviluppo della comunità, intesa questa quale entità sociale ed interrelata, che al suo interno poteva individuare e risolvere i propri problemi e ipotizzò il "nuovo assistente sociale", quale agente di cambiamento e di ricostruzione della stessa comunità.

La straordinarietà, la drammaticità crescente che si determina con l'emergenza scaturita dal coronavirus, richiede una analoga risposta, potenziamento e rilancio nel paese di altrettante efficienti politiche di ripresa di quegli ideali e di quei propositi, che deve coinvolgere a livello statale, regionale, comunale il complesso degli interventi e dei servizi.

I riferimenti ideali, concettuali e operativi che sono quindi a monte del servizio sociale, nel corso degli anni sono venuti a consolidarsi, con riferimento alla legge 84/93 che ha istituito l'Ordine degli Assistenti Sociali, e la legge n. 328/2000, che in effetti ha riconosciuto il servizio sociale professionale (con il segretariato sociale) quale livello essenziale delle prestazioni (LEP) secondo l'art. 22.

Con il Piano Nazionale Sociale 2010-2020 (intervenuto dopo il primo Piano che risale al maggio 2001, circa venti anni or sono), a conclusione di un lungo percorso che ha coinvolto le Regioni, gli Enti locali, la società civile, è stato in effetti definito con chiarezza il complesso Sistema dei Servizi Sociali, che pertanto deve essere individuato, come per il versante sanitario il Servizio Sanitario Nazionale, il riferimento normativo, amministrativo, regolamentare per lo svolgimento di tutto il complesso del Servizi alla persona ed alla comunità, così come definiti nel d. lgs n. 112/98, che a suo tempo ha definito i servizi sociali e istituito il Fondo nazionale per le politiche sociali.

LO STATO ATTUALE DEL SISTEMA

Sul versante europeo, la crescente attenzione verso le politiche di welfare, sfociata nella Carta sociale europea, ha portato alla definizione di specifici Fondi dedicati per lo sviluppo dei servizi sociali (POR, FSE, FEAD, ecc.) e quindi impegnato gli Stati aderenti all'UE a definire i propri sistemi di protezione sociale rivolti alla lotta alla povertà ed all'inclusione sociale; tale legame con le politiche europee suddette ha portato quindi a consolidare il sistema dei servizi sociali, che allo stato attuale si ritiene possano essere individuati, alla luce degli atti normativi, amministrativi e regolamentari vigenti, nelle seguenti linee:

    Allo Stato competono specifiche funzioni quanto a definizione di linee guida, di indirizzo e coordinamento nel contesto di specifiche politiche di intervento (servizi sociali rivolti alla persona ed alla comunità, lotta e contrasto alla povertà; famiglia; non autosufficienza; persone con disabilità; morosità incolpevole; giovani; immigrazione, terzo settore). Definisce gli specifici Piani nazionali (Piano sociale Nazionale, Piano Nazionale per la non autosufficienza, Piano biennale per le persone con disabilità) e specifici atti normativi intorno al Reddito di cittadinanza. Definisce i relativi Fondi di finanziamento, da ripartire fra le Regioni, con specifiche azioni di monitoraggio e di verifica sull' andamento delle risorse.
    Alle Regioni compete l'adozione di provvedimenti normativi, di programmazione, e di specifici atti regolamentari, deliberativi, per lo svolgimento delle suddette politiche, avendo quali riferimenti amministrativi gli Enti locali singoli o associati negli ambiti sociali, curando i relativi finanziamenti, il monitoraggio, l'assistenza tecnica.
    Agli Enti locali, singoli o associati negli ambiti sociali, attraverso l' Ufficio di Piano e la definizione del Piano Sociale di Zona, compete la progettazione, la gestione, la verifica delle singole politiche sociali, della definizione dei servizi ed interventi sociali, e integrazione con i servizi sanitari, scolastici, formativi, ricreativi, culturali, edilizi, ecc.

LA RICADUTA DELL' EPIDEMIA "CORONAVIRUS" SUL SISTEMA DEI SERVIZI SOCIALI

Già con il decreto legge sul reddito di cittadinanza e i susseguenti atti, oltre al Piano Sociale Nazionale e con Piano nazionale per la non autosufficienza, è stato definito in effetti il sistema dei servizi sociali, intesi quali servizi di prossimità che si caratterizzano per essere i referenti primari per la domanda sociale espressa dai cittadini, attraverso il PUA ed il segretariato sociale e il servizio sociale professionale, basato sulla rete dei comuni associati negli ambiti sociali.

In tale contesto già le Regioni con apposite direttive e piani specifici hanno svolto la loro parte, così come i Comuni, singoli o associati negli ambiti sociali, attraverso gli Uffici di Piano e gli specifici piani attuativi, hanno fatto e stanno facendo altrettanto.

E' quindi su tale scenario che va inquadrata la situazione dell'emergenza epidemiologica, a fronte dei decreti attuati dal governo per farvi fronte, che non solo ne sottolineano la drammaticità, ma determinano condizioni esistenziali, personali, familiari e di comunità di disagio, di smarrimento, di incertezza, di abbassamento della qualità della vita, tali da richiedere non solo interventi di carattere economico, ma anche adeguati interventi di sostegno e di aiuto psico-sociale rivolto alle stesse persone ed alle famiglie, costrette all'isolamento con la drastica limitazione degli spostamenti non strettamente necessari.

La situazione emergenziale, ricade, quindi, "in medias res" su un sistema già operante, ma che richiede un suo deciso potenziamento ed una ulteriore definizione di un piano straordinario di intervento che si connette e si innesta sul complesso delle politiche sociali in atto già operanti.

L' AZIONE DELLO STATO

Con il complesso dei provvedimenti i emanati dal Governo: Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 marzo, 9 marzo, 11 marzo, 22 marzo u.s. e Decreti Legge 9 marzo 2020 , n. 14, 17 marzo 2020 n. 18 e 25 marzo 2020 n. 19, sono state adottate misure volte a contrastare la diffusione del virus.

ORDINANZA 29 marzo 2020, Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all'emergenza relativa al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

In linea generale la drammaticità e la situazione generalizzata di disagio, a fronte dell' espandersi dell' epidemia ha coinvolto non solo il versante prioritario della sanità, che vi fa fronte con la propria organizzazione e articolazione dei servizi, ma anche il sistema dei servizi sociali, che, in base alla sopra descritta configurazione normativa ed amministrativa, si pone nella condizione di dovervi rispondere con le proprie competenze e prerogative.

Nel contesto dei suddetti provvedimenti, sono stati individuati specifici interventi relativi alla Assistenza a persone e alunni con disabilità ed alle persone non autosufficienti (art. 9 DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020 , n. 14, art. 47 DECRETO LEGGE 17 marzo 2020, n. 18) fino alla richiamata ORDINANZA del 29 marzo, che ha ripartito 400 mln di euro fra i Comuni risorse per solidarietà alimentare, che ha individuato l'ufficio dei servizi sociali di ciascun comune per individuare la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall'emergenza, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.

L'AZIONE DELLE REGIONI

In tale contesto, le Regioni hanno risposto in modo non omogeneo, e secondo proprie specifiche iniziative.

La Regione Campania (DGR 17 marzo 2020, n. 141) ha garantito agli Ambiti sociali le risorse necessarie per mettere in atto tutte le misure idonee a fronteggiare la situazione emergenziale mirate a fornire i servizi sociali essenziali in favore dei cittadini destinatari degli stessi, nelle more del completamento delle procedure di predisposizione e presentazione dei Piani di Zona sociali.

La Regione Lombardia (DGR 16 marzo 2020, n. XI/2954) nell'ambito del Programma operativo regionale a favore di persone con gravissima disabilità e in condizione di non autosufficienza e grave disabilità conseguente alla emergenza COVID-19 ha garantito la continuità della Misura B1, che si riferisce all'assegno di cura, a prescindere dalle scadenze già previste. Inoltre (DGR 16 marzo 2020, n. XI/2954) ha approvato l'accordo di collaborazione tra Regione Lombardia, Anci Lombardia, Confcommercio Lombardia e Confesercenti Lombardia per la promozione dell'iniziativa "Negozi a casa tua".

La Regione Piemonte ha fornito (DGR 13 marzo 2020, n. 21-1132) Indicazioni di dettaglio per i servizi sociali durante l'emergenza del virus COVID-19 per tutti i servizi di natura sociale dell'intero territorio della Regione Piemonte, a seguito delle disposizioni previste nel D.P.C.M. del 9 marzo 2020 e fatte salve quelle impartite dalle autorità locali; pertanto tutte le disposizioni inerenti prestazioni socio-sanitarie devono essere adottate in accordo con le Aziende Sanitarie Regionali, in particolare con i Distretti Sanitari e le diverse unità di valutazioni multidimensionali competenti anche in relazione alla possibile riconversione/riorganizzazione dei servizi; a seguito dell'eventuale riconversione\riorganizzazione dei servizi socio sanitari, gli Enti gestori corrispondono le risorse per le attività effettivamente rese nei limiti degli accordi economici già in essere con le ASR..

L Regione Toscana (ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 15 marzo 2020, n. 12) ha disposto la sospensione, a far data dal 16 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020, dell'attività delle strutture semiresidenziali (centri diurni), a valenza socio-sanitaria, per anziani e per disabili, fermo restando che, nei casi ritenuti necessari dai servizi competenti, sulla base dei singoli piani assistenziali personalizzati, l'assistenza sarà garantita, ove possibile, dalle strutture predette in raccordo con i servizi territoriali aziendali di riferimento, al domicilio o, eventualmente, attraverso la predisposizione di piani residenziali temporanei.

Ha inoltre istituito un'apposita Commissione di esperti con il compito di definire le linee guida di indirizzo per il percorso diagnostico-terapeutico in ambito ospedaliero e peri-ospedaliero per i pazienti affetti da COVID-19, delineando, in particolare, le caratteristiche cliniche e terapeutiche che è necessario attivare, in un crescente livello di intensità di cura, dal momento dell'entrata del paziente in ospedale, sino all'eventuale ricovero in terapia intensiva.

La Regione Veneto (DGR 17 marzo 2020, n. 342) ha approvato la deroga disciplina relativa alle misure Reddito di Inclusione Attiva (RIA), Sostegno all'Abitare (SOA) e Povertà educativa (PE) con efficacia fino al 31 maggio.

CONSIDERAZIONI

A fronte di quanto determinato dalla drammatica crisi epidemiologica, si ritiene opportuno riprendere il quadro di riferimento già esistente sopra descritto, che, anche in relazione alle prospettive di un prossimo futuro, non potrà non tenere conto della immediata necessità di potenziare e rilanciare il servizio sociale di competenza dei comuni singoli o associati negli ambiti sociali, e del personale socio-assistenziale ivi impiegato, con riferimento particolare agli assistenti sociali, intesi quali professionisti competenti nello svolgimento delle prestazioni di orientamento, di accompagnamento, di aiuto e di sostegno psico-sociale per persone famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio.

In tale contesto Infatti il servizio sociale professionale per come si esprime quale livello essenziale delle prestazioni sociali (art. 22 della legge 328/2000) si conferma quale primo servizio di prossimità, collocato nel livello comunale, che rappresenta il primo livello di sussidiarietà verticale, perché rappresenta la prima risposta ai bisogni ed agli interessi dei cittadini.

Lo stesso servizio, inquadrato nel contesto dell'Ufficio di Piano, che rappresenta lo strumento di programmazione, realizzazione, coordinamento del complesso dei servizi presenti sul territorio, monitoraggio, con il Piano di Zona, sua espressione operativa, si pone quale struttura fondamentale per lo svolgimento dei servizi alla persona ed alla comunità, come indicato dal d. lgs. n. 112/98.

Tale situazione pone l'esigenza della definizione a livello statale di un Piano sociale di emergenza specifico - e relativa cabina di regia - con il relativo finanziamento aggiuntivo, in grado di indicare alle Regioni attraverso linee-guida le azioni da svolgere per una uniforme attuazione del complesso degli interventi e dei servizi rivolti alle persone, alle famiglie, ai gruppi.

Come già verificatosi per il Piano nazionale per la non autosufficienza, a loro volta le Regioni devono elaborare specifici piani regionali coordinati ed integrati per l'emergenza sociale, per la formulazione a livello di Ambito Sociale, nel contesto dei Piani di zona, di cui vi sono accenni nelle iniziative della Regione Campania e della Regione Piemonte, di specifici piani sociali per l'emergenza sociale, sulla base dei finanziamenti per l'assunzione di personale necessario secondo specifici parametri in rapporto al bisogno espresso, che non riguardano solo il lato economico, ma tutto il complesso delle condizioni di disagio, di incertezza, di fragilità, di abbattimento della qualità della vita, che colpisce ormai tutta la popolazione.


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