Il sacro e il profano di Castilla y León. Part I: il sacro

Da Elle_lx
Quest'anno la Pasqua è stata in Castilla y León, la regione storica confinante col nord del Portogallo, cuore della Spagna medievale e cinquecentesca, culla dell'arte romanica nonché teatro di battaglie epiche.Qui, come in tutta la Spagna, le processioni della semana santa sono molto sentite. A tal proposito ricordo che anche in Sicilia ed in Puglia sono presenti, l'ennesima eredità che gli spagnoli ci hanno lasciato. 

La semana santa ha molte facce: oltre alla fede e all'identità cristiana e spagnola, vi è l'aspetto della tradizione. Tutto è accuratamente preparato dalle confraternite religiose di ciascuna città durante il corso dell'anno: i gesti, gli abiti curati e di vari colori,  le capas alistanas eventualmente a punta che coprono il volto dei figuranti, le  litanie ed i  ritmi -tutti si muovono come se si cullassero- formano uno spettacolo praticamente teatrale a cui la folla assiste incantata. A Zamora, gioiellino romanico, con chiese tutte bellissime ad ogni angolo, esistono le confraternite più antiche di Spagna, risalenti al XII secolo. E si vede. 



Guai a provare ad infilarsi davanti nelle prime file tra la folla in attesa del passaggio della processione! Potrebbero rispedirvi indietro senza tanti complimenti, con esperienza millenaria. Ehm...provare per credere. Anche un osso duro come me ha dovuto gettare la spugna ed arretrare miseramente, arrendendosi alla folla agguerrita.Mentre i figuranti si fanno più vicini, gli occhi son presi da questo spettacolo di persone, statue e fiori che si svolge per le strade romaniche perfettamente conservate. 
La musica accompagna le processioni,  e sono bande formate dagli strumenti più disparati: dai classici tamburi, alle trombe, alle cornamuse, mentre nell'aria è forte l'odore dei fiori e dell'incenso.

Pioveva, e mentre noi impavidi assistevamo alla sfilata senza equipaggiamento, tutti gli altri sfoderavano i loro ombrelloni formato spiaggia, rendendo ostile la visione per le retrovie.Però la pioggia ha contribuito a rendere il tutto più suggestivo.





La pioggia lascia pian piano il posto al bel tempo. Finalmente!La Domenica di Pasqua a Valladolid è una bella giornata di sole. Tra i rintocchi a festa delle campane sfilano tutte le confraternite, questa volta a testa scoperta e portando in mano un fiore. Sfilano tutti, dai bambini piccolissimi agli anziani.L'atmosfera è di pura festa, è qualcosa che si percepisce nei volti e nell'aria.
E quel qualcosa mi ha colpito in questi giorni, e più ci ripenso più capisco il perché ho resistito persino sotto la pioggia e con temperature tutt'altro che primaverili. E' il fatto che quella folla ci credesse, che vivesse quel momento con partecipazione vera, come se si stessero sfilando "cose di famiglia" per quelle strade. Niente applausi e niente lacrime per quel che ho visto, solo una grande partecipazione e la sensazione di essere tutti parte di un' unica cosa.
Per il profano rimando i curiosi al prossimo post!

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