Magazine Astronomia

Il saluto di BepiColombo alla Terra

Creato il 08 aprile 2020 da Sabrinamasiero
Il saluto di BepiColombo alla Terra

La sonda BepiColombo in una rappresentazione artistica. Crediti: ESA

Passerà accanto alla Terra, a meno di due raggi terrestri, cioé a meno di 13 mila chilometri, alle 4.25 UTC (Universal Time, le 6.25 italiane) di venerdì 10 aprile 2020, salutando la Terra l’ultima volta per un obiettivo davvero incredibile: raggiungere Mercurio nel 2025. È la sonda BepiColombo dell’Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con quella giapponese, JAXA. Più di sette anni di viaggio dalla Terra a Mercurio, sfruttando l’azione gravitazionale di Terra e Venere, per poter risparmiare quanto più carburante possibile. Effetto fionda o gravity assist, così viene chiamato questo avvicinamento o flyby con il nostro pianeta e, in generale, con tutti i corpi del Sistema Solare che permettono ad una sonda di accelerare o decelerare per poter raggiungere un preciso target.

“Con questo flyby, BepiColombo ci saluterà definitivamente per essere lanciato verso la parte più interna del nostro Sistema Solare e, dopo 17 anni che lavoro su questo progetto, mi dispiace pensare che si sta definitivamente allontanando da noi”. È Valeria Mangano a raccontarci la storia di questa missione, ricercatrice INAF-IAPS di Roma del team scientifico di SERENA, strumento a bordo di BepiColombo. “In questi giorni mi sembra di tornare ai momenti emozionantissimi dei giorni prima del lancio, nell’ottobre 2018”.

Ma qualcosa, lo sappiamo bene, è cambiato da allora. Tutti noi siamo chiusi in casa per effetto della pandemia da COVID-19 per le misure adottate dai vari paesi per rallentare il virus e controllare la pandemia, misure che stanno mettendo a dura prova le società e le economie, ma anche le imprese spaziali.

I ricercatori astronomi saranno da casa in collegamento con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e, in particolare, con il Mission Control Centre di Darmstadt, in Germania. “Purtroppo il coronavirus non ci permetterà di andare ai telescopi o nei posti più bui a vederla passare nel cielo come avremmo voluto” continua ancora Valeria Mangano, “ma al Centro di Darmstadt ci sono dei colleghi che lavoreranno durante il flyby. Siamo fortunati perché altrimenti non si sarebbe potuta fare nessuna misura degli strumenti a bordo e BepiColombo sarebbe passato accanto alla Terra senza ‘accendere’ nulla. In altre parole sarebbe stato completamente ‘cieco’. Per fortuna questo rischio sembra sia scongiurato”.

Il saluto di BepiColombo alla Terra

La Terra e la Luna viste da BepiColombo il 5 marzo scorso a circa 14 milioni di chilometri di distanza. Crediti: Esa/BepiColombo/Mtm

Questo avvicinamento con la Terra rappresenta un momento cruciale, perché servirà a fare un test importante per una buona parte degli strumenti: potranno misurare l’ambiente intorno alla Terra, che resta ancora quello a noi più conosciuto. Un grande test per valutare il buon funzionamento della strumentazione di bordo.

BepiColombo lascerà uno sguardo al nostro pianeta agognato, come non lo è stato mai da quando la tecnologia ha permesso di inviare sonde nello spazio.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog