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Il sangue di Brotther Dominic:fr.Beppe Gaido racconta Chaaria Mission Hospital (Kenya)

Creato il 04 novembre 2018 da Marianna06
 

Ieri pioveva, ma come al solito i pazienti hanno continuato ad affluire numerosi. La sala operatoria e’ stata pienissima, tanto che anche ieri non abbiamo finito la lista, anche perche’ alle 17,30 e’ suonato il telefono della sala mentre ancora ero alle prese con una frattura complessa: "vieni subito in maternita’ perchè c'è un REFERRAL da un dispensario governativo con mamma malata di malaria in travaglio, e distress fetale". 
Ormai è una prassi avere cesarei tutti i momenti. Affretto la fine dell’intervento in corso e dico a me stesso: "meglio ora che a mezzanotte".
Infatti alle 18 già siamo in sala piccola, e, nonostante l'assenza dell'anestesista ancora impegnato con chi sta finendo di chiudere la cute del fratturato, riusciamo a finire il tutto per le 19. Era stato un cesareo senza problemi, ed eravamo rimasti di stucco quando ci eravamo resi conto che il bambino non respirava dopo l'estrazione.
Però fortunatamente le nostre infermiere di sala parto, erano riuscite a rianimare proprio bene, e, prima di chiudere la cute dell'addome già avevamo avuto la notizia: "ha pianto, e respira da solo". Che sospirone di sollievo!
Dopo l'operazione mi affretto a raggiungere la cappella, per il rosario ed il Vespro. Sono in ritardo, come al solito, ma almeno arrivo...
Subito dopo la preghiera però vengo chiamato in ospedale: la mamma appena cesarizzata ha una torrenziale emorragia post partum; la sua pressione è già sparita ed il polso è appena percettibile. 
Che dramma!! il sangue esce a fiotti, ed oramai deborda sul pavimento. E' difficile anche avvicinarsi al letto senza essere imbrattati. Io mi avvio verso il laboratorio e mi rendo conto che l'emoteca è vuota.

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta                                                      a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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