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Il sapore dell’acqua.

Creato il 31 gennaio 2018 da Scurapina

Quando ero bambina, come credo moltissimi della mia generazione, bevevo abitualmente l’acqua, l’acqua del rubinetto (che in estate lasciavo scorrere un po’ perchè fosse fresca, l’acqua delle fontanelle e persino, incredibile a dirsi, l’acqua dei ruscelli (“quando fa tre salti, spiegava una leggenda diffusissima, l’acqua diventa potabile”).

E’ incredibile che sia sopravvissuta senza l’acqua “che elimina l’acqua” o senza “l’acqua della salute”, è incredibile che non mi sia mai dovuta preoccupare del troppo sodio o del poco calcio.

L’acqua era la panacea di tutti i mali, un bicchiere d’acqua esorcizzava gli effetti di uno spavento o di una forte emozione, in caso di slogatura, distorsione o incidente analogo capitato durante il gioco non era necessario perdere tempo per correre dalla mamma, bastava mettere l’arto colpito sotto un getto d’acqua e tutto passava, se il sole picchiava duro bastava inzuppare il berretto e infilarselo in testa per ripigliarsi.

Ogni tanto andavamo in gruppo a giocare al torrente e allora l’acqua freddissima diventava un giocattolo incredibilmente versatile: con i piedi e le mani a mollo costruivamo dighe e mulini e saltavamo nelle pozze schizzandoci a vicenda fino a diventare fradici, ma incredibilmente i raffreddori erano veramente rari.

E poi, quando avevo sete, infilavo la testa sotto il getto di una fontanella e assaporavo l’acqua che, soprattutto in montagna, era gelida e sapeva di neve.

giochi d'acqua


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