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Il servitore

Da Loredana V. @lorysmart

Il servitoreNon so dove sia successo che il mestiere di servitore sia caduto in discredito. È il rifugio del filosofo, il cibo dei pigri, ed è una posizione di potenza, anzi di amore, se è preso come si deve. Non capisco perché le persone intelligenti non prendano questa carriera, non imparino a farla bene e a ricavarne gli utili. Un buon servitore ha una sicurezza assoluta, non per la gentilezza del suo padrone, ma per abitudine e indolenza. È difficile che uno cambi i gusti o si lavi le calze da sé. Piuttosto che cambiare terrà un cattivo servitore. Ma un buon servitore, e io sono ottimo, può dominare completamente il padrone, dirgli cosa deve pensare, come deve agire, chi sposare, quando divorziare, ridurlo al terrore come una disciplina, o distribuirgli la felicità, e infine essere menzionato nel suo testamento. Se avessi voluto avrei potuto rubare, spogliare e picchiare chiunque, Ho lavorato per molta gente e quando me ne sono andato mi han ringraziato. E poi, io sarei stato senza protezione. Invece il padrone mi difende e mi protegge. Voi dovete lavorare e preoccuparvi. Io lavoro meno e mi preoccupo meno. E sono un buon servitore. Un cattivo servitore non fa nulla e non si preoccupa, eppure è nutrito, rivestito e protetto. Non conosco altra professione dove il campo sia più gremito di gente insufficiente e dove l’eccellenza sia così rara.

(John Steinbeck, La valle dell’Eden)


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