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Il Signore degli Anelli e la figura dell’eroe

Da Marcofre

Il Signore degli Anelli e la figura dell’eroe

di Marco Freccero. Pubblicato su YouTube il 27 febbraio 2020 e ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

Piccola riflessione sulla figura dell’eroe che abbiamo all’interno de “Il Signore degli Anelli”.

Buona visione!

Che eroe abbiamo ne “Il Signore degli Anelli”?

Forse il romanzo di Tolkien è una delle poche opere del Novecento dove è presente un tipo di eroe che dopo, nel resto della letteratura europea, si è come eclissato. Infatti o non c’è proprio (il suo posto è stato preso dall’uomo comune), oppure l’eroe è un tipo che “tira a campare”; che resiste; che cerca di vivere con uno striminzito stipendio.

Al contrario nel Signore degli Anelli un eroe c’è perché si carica di una responsabilità enorme e compie una scelta. Dalla quale dipenderà il destino del mondo.

Ma non è mai solo. Prima la Compagnia dell’Anello; poi con Sam e Gollum. È un eroe che vive di relazioni, di amicizia. Pone la sua fiducia nell’altro, anche quando questo è un traditore (come Gollum).

Tolkien nel Signore degli Anelli propone uno strano eroe: Frodo. Costui è sì armato; ma trascorre tutta la sua avventura a scansare il nemico. A sfuggirgli. Se per caso lo affronta, viene ferito. Quindi deve occultarsi.
È indispensabile portare a termine la missione e questa non vuole battaglie; ma nascondimento.

Non è sfrontato come Ulisse che dopo aver accecato Polifemo ed essere uscito dalla caverna, lo irride. Solo verso la fine del romanzo, c’è quasi un “confronto” tra Sauron, l’oscuro signore, e Frodo.

E qui che cosa succede all’eroe Frodo? Che invece di gettare l’anello nel ventre del monte Fato, esita. La missione pare sul punto di fallire. E se invece va tutto come deve andare, lo si deve all’infido, al traditore: Gollum.

Sam non taglia la corda perché Frodo a un certo punto sembra aver perso. Le difficoltà lo inducono a stare più vicino al suo padrone. A tenere duro. E se la missione alla fine avrà successo, è perché il suo contributo è ben presente.

Ma perché Tolkien alla fine utilizza Gollum per far sì che tutto vada a posto (almeno per un poco)? Per quale ragione ricorre a questa figura strisciante?

Facciamo un passo indietro. Torniamo all’Iliade e ricordiamo Tersìte.

Un combattente brutto, sporco, mi pare pure zoppo, e che parla a sproposito. Un codardo per Omero, uno che cerca di battersela. Che non vuole morire per i signori.

Perché Omero (o chi per lui), mette questa figura nella sua opera? Non solo per deriderla, per farne uno zimbello.

Tersìte è carico di un sacco di difetti perché così doveva essere. Chi ascoltava l’Iliade doveva avere ben chiaro che c’erano due tipi di uomini; e doveva comprendere al volo da quale parte stare.

Tersìte come Gollum?


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