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IL SOMMELIER di Prentice Penny - La recensione

Creato il 31 marzo 2020 da Ifilms
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Scritto da Marialuisa Miraglia
Categoria: Film in streaming
Pubblicato: 31 Marzo 2020

sommelier

Su Netflix

Diretto da Prentice Penny, Il Sommelier (Uncorked) è una nuova produzione Netflix, da qualche giorno nella Top Ten dei titoli più popolari in Italia. Un film tragicomico che narra una storia classica, ma comunque apprezzabile, di riscatto sociale e desiderio di realizzare i propri sogni. Sullo sfondo, il mondo dell’enologia, oggetto ricorrente di molte trame cinematografiche da Sideways (Alexander Payne, 2005) a Un’ottima annata (Ridley Scott, 2006).

Elijah (Mamoudou Athie) è un ragazzo afroamericano di Memphis che lotta per diventare un Master Sommelier, nonostante il padre Louis (Courtney B. Vance) lo voglia a capo del ristorante barbecue di famiglia. Elijah si dimena dunque tra lo studio in accademia, il lavoro e la volontà di compiacere la famiglia e la fidanzata Tanya (Sasha Compère).

La pellicola procede scorrevole, tra momenti più leggeri e punte di commozione. Tra i membri del cast spicca sicuramente Sylvia (Niecy Nash), una madre forte e carismatica che tenta in tutti i modi di appianare le divergenze che separano Elijah e Louis. Nucleo del film non è infatti l’enologia, ma la dinamica padre – figlio. L’evoluzione della relazione tra i due, pur trattata in forma classica, risulta fluida agli occhi dello spettatore; il regista ci conduce infatti gradualmente da una situazione iniziale di ostilità e incomunicabilità fino a un ascolto reciproco, in grado di commuovere soprattutto nell’ultima mezzora. Se il rapporto tra padre e figlio convince, più piatta resta invece la figura di Elijah, che non brilla certo per introspezione psicologica.

La pellicola, infine, è arricchita dalla colonna sonora hip-hop e R&B francese, che conferisce ritmo alla narrazione e contrasta con il sofisticato mondo della degustazione di vini.

In definitiva, Il Sommelier non colpisce per l’originalità dei temi trattati. Molto si sarebbe potuto dire, per esempio, sul conflitto razziale, che resta appena accennato; così come sul tema del vino, affascinante, ma pur sempre di contorno. Eppure, nella sua semplicità, la sceneggiatura di Prentice Penny risulta piacevole e fresca, decisamente spontanea. Una produzione da assaporare in famiglia, magari con un bicchiere di Barolo rosso.

Voto: 2/4


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