Il successo Starbucks

Creato il 04 settembre 2010 da Francescas

Devo ancora capire perchè le mode nascono e si sussegono, nella maggior parte dei casi, senza fondamento, gusto e qualità. In tutto il globo tra le fashioniste, dive di hoollywood e comuni mortali la parola caffè è diventata sinonimo di Starbucks. Com’è possibile? La genesi avviene quando i fotografi a caccia di gossip hanno cominciato ad immortalare le dive con il bicchierone bianco made in Starbucks. Il contenuto non ha mai fatto notizia, invece il suo packaging si. Come mai? Perchè quelli dei piani alti alla Starbucks c’hanno visto lungo.  Chissà quale stratega avrà creato un contenitore per caffè – o simile è il caso di dirlo – accattivante, singolare e semplice. Secondo me non si aspettavano neanche questo ritorno di immagine alla creazione del brand.

La partenza in sordina con il classico american coffee, per noi italiani allungato con litri d’acqua, ha aperto la strada ad una vasta gamma di gusti legati al cappuccino e caffè macchiato. Ovviamente, tutto rigorosamente ipercalorico poichè vi è l’aggiunta di creme e cioccolate a dismisura. In fondo, questa è la firma tipicamente americana. Ma alla fine non è questo che rende Starbucks la meta di ogni persona in territorio straniero. Non a caso chi rientra da un viaggio all’estero non racconta quanto era buono il caffè, piuttosto fotografa e custodisce gelosamente come cimelio il bicchierone.

La domanda allora sorge spontanea: possibile che l’immagine, lo status e la moda superano la qualità, la garanzia e l’esclusività? La risposta è si. Affermazione che ha delle basi solide poichè Starbucks sta ampliando i suoi canali di vendita e diventando sempre più capillare, i suoi coffee diventano sempre più ambiti dalle fashion addicted (e dio solo sa quanto regnano l’opinione pubblica nella moda!) come le maxi cup oggetti del desiderio e da collezionare.
Se pensiamo che le catene come Nespresso, Caffè Nero e Costa Coffee per i turisti all’estero sono quasi sconosciute viene da pensare seriamente al peggio; soprattutto per le ultime due che hanno materie prime made in Italy.
Eppure i clienti che puntano sulla qualità rimangono sempre e solo gli estimatori del settore (senza presunzione rientro nella categoria per fortuna).

Le favole che ci raccontavano da bambine devono pur aver insegnato qualcosa.  Cosa? Biancaneve è morta per una mela rossa. Sembrava così seducente eppure era marcia e avvelenata. Una mela rossa o un packaging azzeccato,  seppure di bell’aspetto, non potranno mai superare la qualità e la consistenza del contenuto.
Chi si crea uno status a passeggio grazie ad un contenitore di carta pecca di contenuto, qualità e carattere. Se proprio avete bisogno di crearvi l’immagine grazie ad un bicchiere di carta per il caffè, cercate su internet quelli proposti dai vari designer, e riempiteli di bevande sane dal gusto decente!


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