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Il tempo della sciocchezza.

Creato il 23 febbraio 2018 da Scurapina

Gli ultimi giorni della campagna elettorale equivalgono praticamente all’apertura del vaso di Pandora: è il tempo delle “bufale” più smaccate, delle promesse elettorali irrealizzabili, del fango sparso a piene mani.

E’ il tempo dei cervelli in fuga (e non sto alludendo ai giovani talenti che cercano lavoro all’estero), il tempo in cui l’irrazionalità sembra farla da padrone, in cui i discorsi da bar prendono strade incredibili.

Poi per fortuna si entra in una fase di silenzio elettorale che dovrebbe essere dedicata a raccogliere le idee e a riflettere sulla scelta, o almeno una volta, prima dei social, era così.

Ai tempi di facebook e di twitter nulla è più anacronistico del “silenzio elettorale” visto che non si può più parlare, ma si può continuare a scrivere e la rete contribuisce a diffondere i messaggi alla velocità della luce.

L’unica via di fuga è cercare di raccogliere gli ultimi neuroni sopravvissuti alla devastazione dei discorsi e delle discordie e, possibilmente, cercare di usarli.

roma


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