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Il tempo, unica ricchezza.

Creato il 28 dicembre 2017 da Freeskipper
di Maria Pia Caporuscio. Anche io come tutti rimpiango spesso la mia infanzia, quel grande desiderio di imparare, di scoprire cose nuove, di provare cose nuove e la sensazione meravigliose di sentire il vento giocare coi miei capelli.Tutto mi appariva come un miracolo, il sole che illuminava tutto e mi riscaldava le mani e il viso, la luna che rischiarava il buio della notte circondata da stelle che illuminavano il cielo, mi piaceva il vento e la pioggia che danzava sulle tegole della mia casa. Ci sono momenti in cui mi rivedo piccina col naso schiacciato contro i vetri della finestra ad osservare incantata la pioggia che scendeva in rivoli sui vetri e lavava le foglie della magnolia in giardino. Mi pareva un miracolo la pioggia che veniva a lavare i tetti delle case, le strade e le piante e allora correvo in giardino e la lasciavo cadere anche su di me e mi divertivo da matti a pestare nelle pozzanghere fino a quando mia madre veniva a riprendermi strapazzandomi un poco e io non capivo perché, se la pioggia era così buona da lavare tutto che male c'era se lavava anche me? E mentre la mamma mi toglieva gli abiti inzuppati e mi asciugava i capelli, guardavo con invidia quei passerotti che sui fili della luce si lasciavano lavare senza che nessuno li sgridasse. Solo ora capisco il perché questi ricordi non ci abbandonano mai, ora ho capito che l'infanzia è il solo periodo della nostra vita in cui siamo realmente noi stessi senza essere condizionati da nulla. Il solo periodo in cui sappiamo che vivere è una cosa meravigliosa, che il mondo che ci circonda è la cosa più bella che ci sia capitata. Se solo riuscissimo a mantenere vivo l'amore per la natura invece di esserne distrattamente immersi, se invece di farci prendere dal desiderio di accaparrarci cose inutili e sprecare i preziosissimi giorni che ci sono stati concessi, il mondo non sarebbe come una terra di conquista, ma la nostra casa e cercheremmo di curarla, amarla, rispettarla invece di piegarla ai nostri voleri, umiliandola per quell'insano e ridicolo desiderio di volersi sentire più sopra degli altri e solo alla fine rendersi conto di avere stretto solo nebbia nelle mani. Solo quando si sta perdendola la vita si capisce il suo vero valore, di essere diventati vecchi senza aver mai vissuto!

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