Magazine Informazione regionale

Il terzo statuto è lontano

Creato il 07 luglio 2018 da Gadilu

Il terzo statuto è lontano

“È impensabile che un italiano sia nominato al vertice della sovrintendenza ai beni culturali”. Si è espresso così Oswald Schiefer, capogruppo Svp in Consiglio provinciale. L’opinione non può essere sminuita a semplice uscita infelice, magari frutto di un guasto al ventilatore o all’impianto dell’aria condizionata. “Unvorstellbar, impensabile”, è infatti qualcosa che la mente si rifiuta di pensare, che non riesce a definire, giacché indicherebbe una realtà assurda e fuori dal mondo. Sarebbe, per esempio, impensabile realizzare una figura professionale creata per restaurare l’immagine ammaccata del Sudtirolo cercandola tra candidati ignari di cosa sia questa terra, incapaci di riconoscerne i tratti peculiari e che non siano neppure in grado di parlare un po’ di tedesco standard. Eppure, molte cose impensabili diventano poi perfettamente pensabili, mentre altre, che dovrebbero risultare ormai più che pensabili, restano per l’appunto “unvorstellbar”.

Ma chi è Oswald Schiefer? Anche se il nome non è sicuramente tra i più noti, non si tratta di un politico di terza fila. Passando in rassegna le sue cariche di spicco, dal 1980 al 2010 lo troviamo sindaco di Cortaccia, dal 1990 presidente del consorzio di bonifica Monte-Salorno, dal 1991 presidente della comunità comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina, dal 2000 al 2010 presidente del comitato per le politiche comunali della SVP, e dal 2010 presidente della sezione Bassa Atesina della SVP. Qualcuno ricorda il suo impegno rivolto, anni fa, alla cancellazione della toponomastica italiana periferica. E nel recente profilo tracciato sulla pagina del Bauernbund si legge che il suo obiettivo prioritario è quello di salvare il suolo dall’urbanizzazione incontrollata. Un conservatore vecchio stampo, quindi, esponente della potente lobby dei contadini tradizionalmente cauti (è un eufemismo) a considerare il Sudtirolo pronto a sperimentare significativi cambiamenti. Esclusi ovviamente quelli cari ai sognatori del futuro “neocacanico”, tanto che in rete si trova una sua foto mentre davanti al consiglio provinciale brandisce, tutto sorridente, l’ambito doppio passaporto.

Quanti sono, nelle sfere influenti, quelli come Schiefer? Quanto è ancora radicata la mentalità secondo la quale, prima di ogni possibile merito, è solo l’appartenenza (di casta o di etnia) a conferire ruoli di spicco all’interno delle istituzioni? Se pensiamo che la legislatura doveva essere quella capace di farci intravedere il contorno del terzo statuto di autonomia, la delusione non è poca.

Corriere dell’Alto Adige, 7 luglio 2018

Annunci

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :