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Il “tira e molla” nelle relazioni sentimentali

Da Ettoreschmitz74 @ettoreschmitz74

IL “TIRA E MOLLA” NELLE RELAZIONI SENTIMENTALI

Inutile osservare che di pari passo alla crisi dei valori che per secoli sono stati i capisaldi della nostra società, le relazioni affettive in generale e forse ancor di più quelle sentimentali hanno subito un grave scacco sul piano della stabilità e della durata.

Cosa influisce maggiormente sulla mente di un partner che abbandona?

Spesso si tratta di un meccanismo di imitazione. Se nell’infanzia siamo stati abbandonati, potremmo sviluppare la tendenza ad abbandonare. Spesso, però, la parola “abbandono” non è da intendersi in modo letterale. Ci sono molti piani, sociali ed emotivi in cui si può essere abbandonati. Certi individui possono percepire come abbandono il naturale cessare delle cure parentali in età adulta, qualora l’adulto in questione (per età anagrafica, ma non per reale maturazione) non abbia sviluppato le necessarie autodifese per affrontare il mondo esterno al nucleo parentale in modo autonomo. In altri casi si percepisce un abbandono dopo aver sviluppato impropriamente un attaccamento per persone diverse da chi rappresenta la figura genitoriale, qualora la persona oggetto di un simile attaccamento rifiuti una simile relazione.

Che dire del “tira e molla”?

Ci sono persone che abbandonano e poi ritornano più volte.

Cerco di dare una interpretazione alla mia esperienza personale.

Per questo faccio una ipotesi.

Partirò da un fatto: per lungo tempo, nell’infanzia, nell’adolescenza e per buona parte della vita adulta, ho avuto a che fare con due “sistemi filosofici” entrambi fonte di grande pressione sulla mia mente: quello della setta dei testimoni di Geova e quello più scientifico e razionalista che ho appreso a scuola e all’università.

Il sistema dei testimoni ha probabilmente sollecitato più del necessario (tramite il timore di un imminente fine del mondo e del potere demonico) i circuiti neuronali dell’ansia e della paura e (tramite una appresa morale eccessivamente rigida) ha inibito i circuiti neuronali legati al piacere e alla gioia di vivere.

In questo contesto, la cultura scientifica e razionalista ha preso troppo piede nella mia mente, come se cercasse di sostituirsi come unico antidoto contro uno scompenso, lasciando poco spazio ad una sana visione dell’aspetto umano ed emotivo della vita.

Dunque, disattendendo il comando di Gesù Cristo, ho seguito per molto tempo due signori. E sono stato disponibile per entrambi, rendendo loro dispotici nei miei confronti.

Nella mia più importante relazione, credo, faccio questa ipotesi, di aver seguito questo schema.

NON sono stato mai innamorato di due donne, altresì amavo una donna e ogni tanto mi facevo influenzare da critiche negative provenienti dalle mie amicizie. Queste critiche erano possibili perché avevo aperto una porta che dovrebbe restare sempre chiusa: quando avevo un problema con la mia donna chiedevo consigli ad altri. Ho capito che quando ho un problema con una persona devo risolverlo parlando con tale persona.

Credo di poter risolvere il tira e molla in modo simile a come ho fatto in relazione alle mie credenze.

Qualcuno potrebbe pensare che ho rinnegato un signore per concedermi solo all’altro. Forse desta sorpresa la mia scelta: rinnegarli entrambi.

Ho rinnegato dottrine che per me non hanno logica. Ho rinnegato anche la logica assoluta: la stessa matematica sa bene che non può spiegare tutti i fenomeni del reale (teoremi sull’indecidibilità).

In questo modo ho dato spazio al mio pensiero, guidato dai miei sentimenti ed emozioni.

Per quanto riguarda il tira e molla seguirò questi punti:

  • Starò dalla parte della mia donna, anche a sacrificio della logica (quindi sarà lei “il mio signore” una volta per tutte)
  • Risolverò i problemi che ho con la mia donna parlandone solo con lei
  • Darò minore importanza alle amicizie e impedirò ogni interferenza
  • Cercherò di resistere allo stress delle discussioni e per farlo farò un lavoro di analisi con uno psicoterapeuta

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