Il Top da cima a fondo

Creato il 26 ottobre 2012 da Rightrugby
Terminato il primo pit stop di Coppa, finalmente affrontiamo il titanico compito (ci scusiamo sin d'ora per la prolissità) di fare il punto sul campionato francese Top14, per come vi abbiamo abituato a farlo, cioè tentando di condurvi un po'  oltre titolone e tabellini partita - altrimenti che ci staremmo a fare? Basterebbero e avanzerebbero quelli che il rugby è come la mischia per Graham Henry: un giuoco come un altro.
Il Top14 disputerà nel weekend la nona giornata su ventisei, quindi siam a un terzo del cammin di nostra vita; prevede incontri di cartello come l'anticipo serale  Clermont-Biarritz e il classico tra gli Stade, Francais e Touloisain. Il problema del Top14 è che per un motivo o per l'altro, son tutti incontri di cartello anche se alla lunga, d'accord, passan più o meno sempre quelle, se non altro per la legge dei grandi numeri (26 giornate).
Ordunque procediamo seguendo la classifica; visto che abbiamo citato il Sommo Poeta, lo faremo iniziando dal basso a salire: e quindi uscimmo a riveder le stelle.
La zona rossa
- In fondo langue l'ultima delle promosse, il Mont-de-Marsan, ancora a zero vittorie, peggior attacco e difesa del torneo. I campioni di Francia del 1963 (unico titolo maggiore nel loro palmarés) stanno crescendo pian piano, han finalmente preso un punto di bonus nell'ultima partita di campionato giocata in casa, un 28-30 con lo Stade Francais in cui han recuperato dal 8-21 di inizio secondo tempo e giocato testa a testa la parte finale quando i due numeri otto, Alex Ricaud e Sergio Parisse, sono finiti in panca puniti.  La ritrovata compattezza e disciplina (un solo giallo dopo i tre, quattro a partita regolarmente presi) ha avuto la scia di un risultato decente persino nella partita casalinga di Euro Challenge contro Gloucester (6-11). Nel weekend riceveranno la penultima Bordeaux in un match già decisivo per tentare di rilanciarsi: per dove sta l'équipe diretta da Marc Dantin e allenata dal 2007 e fino a fine stagione da Stéphane Prosper, si tratta già di un dernier appel.
- L'Union Bordeaux-Bégles sta dieci punti più in alto ma è pur sempre zona rossa; due le vittorie in stagione, sfortunata nelle ultime gare (perde di quattro punti ad Agen e poi di soli due in casa dal Tolosa, capace di recuperare un 29-10 nei venti minuti finali). Anche nella scorsa stagione, da neopromossa, la squadra diretta da Vincent Etcheto con Raphael Ibanez nello staff era partita piano, poi aveva fatto una ottima parte centrale per cedere pericolosamente nel finale di campionato. E' ancora a portata del pacchetto delle medio-basse (tre punti il distacco dall'Agen), quindi la visita nelle Landes di questo turno è importante. E' una bella piazza (lo stadio del calcio Chaban Delmàs è già stato riempito diverse volte), può contare su di un roster esperto soprattutto in fondo (Bruce Reihana, Blair Connor e Lachie Munro dietro, in "cerniera" LopezSanchez e Heini Adams).
Il pacchetto delle "medio-basse"
La fascia attualmente dai 14 a 16 punti copre dalla nona alla dodicesima posizione in classifica, fuori dalla zona rossa retrocessione e anche da quella playoff, tutte con tre vittorie in carniere su otto partite. Sono quattro club che la popolano, uno "logico" e gli altri "nobili decadute": dal fondo Agen, Bayonne, Stade Francais, Perpignan.
- Agen ha inizialmente pagato caro l'entusiasmo per la seconda metà della stagione precedente e per la salita in sella del mitico Patrick Sella (nello staff c'è anche un altro mito dei tempi d'oro, Crenca); ultimamente s'è ripresa mostrando superiorità sulle due in "zona rossa" ( vittorie in sequenza 16-28 a Mont-de-Marsan e 19-15 sull'UBB), per poi tonfare decisamente male a Bayonne nell'ultima di campionato (37-16, ben nove punizioni concesse e piazzate e un giallo). Nel turno riceverà i non facili vicini del Castres, diventati ambiziosi anche fuori casa. Conta sempre sui piazzati del miglior realizzatore della stagione scorsa Coenie Barnard (97 punti sinora) e Sebastien Lorée in mediana, su Agulla, Greg Goosen, Ben Blair, Sylvere Tian, Jamie Robinson in fondo e tra gli altri Ross Skeate, Esteban Lozada, Gert Muller e John Schwalger davanti.
- Che dire di Bayonne che non abbiamo già detto? Roster stellare più volte qui elencato ma risultati deficitari, l'équipe diretta da Deylaud e Lanta è ancora in bilico tra il rilancio e i risultati pessimi della stagione precedente, quando segò tal Gajan, fu retrocessa sul campo e salvata dalle finanze altrui. C'è da dire che il momento parrebbe orientato al rilancio. Infatti se il sack subito in casa dal Tolosa (6-35) ha segnato il raggiungimento del fondo,  l'Aviron s'è rilanciato poi nella settima giornata col sentitissimo derby vinto a Biarritz  per 15-16 (penalty all'ultimo secondo del rilanciato piazzatore Benjamin Boyet), per poi bissare alla grande in casa con l'Agen (eroe ancora Boyet) e inanellare due vittorie in Euro Challenge - passeggiata con Mogliano in casa a parte, è importante la vittoria 19-22  a Newport, anche questa risolta da Boyet. Striscia positiva ancorché molto "operaia" (sfruttando i piazzati, da vera provinciale francese in lotta per la salvezza) a pesantissimo rischio nel presente turno: i baschi sono attesi a Tolone ...
- A inizio stagione avremmo puntato qualche liretta sullo Stade Francais: finita l'epoca glamour con relative magliette freak (ma i calendari li fanno ancora), sciolto il rapporto con Cheika per affidarsi ad onesti operatori locali - Auradou e Laussuq più Pool-Jones - avevano fatto una campagna di rinnovamento del team apparentemente savia anche se non a livello dei top club. Invece sempre lì si ritrova la squadra capitanata da Sergio Parisse, gestita da Dupuy-Fillol e Warwick-Contepomi, con "cavalli di ritorno" come Sackey, Turinui, Attoub, begli acquisti come Bézy, Porical Mostert e campioni come Papé e Paul Williams: a dover sudare sette camicie per restar alla fine fuori dai playoff, dedicarsi alla Euro Challenge ma senza vincerla. Forse una chiave per capirli è guardare agli ultimi turni di campionato:  han battuto in casa Perpignan (anche grazie alla prestazione dell'ex Porical), son riusciti a far preoccupare il più forte Clermont (28-25 subendo un drop all'ultimo secondo) e poi zoppicano con l'ultima in classifica facendosi pericolosamente recuperare. Parrebbe insomma squadra forte coi forti e debole coi deboli: vale anche in Euro Challenge, dove passano Grenoble "in casa" a Le Havre solo con un penalty all'ultimo di Contepomi; in tale prospettiva sarà interessante l'ospitar Tolosa nel prossimo turno.
- USA Perpignan, oggetto misterioso: l'anno scorso il club catalano aveva confermato la squadra innestandovi solo James Hook, ed era andata male, mancando i playoff e quindi la Heineken Cup; questa stagione han rifatto la squadra con le cessioni di elementi storici come Porical e Mermoz e diversi arrivi (tra tutti TaumaloloCharteris e Mafi ma anche ottenendo diversi no, come a quanto pare quelli di alcuni avanti benettoniani). Risultato: il team guidato da Marc Delpoux con Guido DeCarli nello staff par diventato "Hook-dipendente" (è il secondo marcatore del torneo). Ultimamente ha perso con lo Stade e a Grenoble, vincendo solo - malino - coi Montois in casa. S'è rifatta in Euro Challenge coi 170 punti rifilati tra Polesine e baschi d'oltrefrontiera, ma ora deve tornare a vedersela con ticci di altra categoria ospitando il Racing Métro.
Lotta e passi falsi ai piani alti
Dopo un gap di tre punti dalla cima del gruppetto di cui sopra, tra quarta e ottava posizione si trovano cinque club raggruppati tra i 19 e i 23 punti, con 4 vittorie (cinque le prime due) che si giocano tre posti nei playoff con accesso alla Heineken Cup dell'anno prossimo. Sono dal basso Racing Métro e Biarritz, la non più sorpresa Castres e la sorpresa Grenoble, la conferma Montpellier.
- Per i parigini sponda Hauts-de-Seine (Colombes) con Mirco Bergamasco, Andrea LoCicero e Santiago Dellapè still on board, il patròn Jacky Lorenzetti ha deciso di cambiar rotta dopo un paio di stagioni d'alto livello ma senza guizzo finale: "promosso e parcheggiato" per rimuoverlo dal campo il polemico Pierre Berbizier, si affida a uno staff nuovo con Patricio Noriega e  Gonzalo Quesada, tanto per non smentire la posizione di club numero uno per argentini in rosa assieme a Montpellier. Rinforzatisi davanti (Szarzewski, Ducalcon) e dietro (Estebanez), forse non han fatto bene i conti in mediana, dove crescono Descons e  Machenaud ma si son trovati privi di aperture (JM Hernandez impegnato nel Championship, Jonathan Wisniewski in rottura prolungata come sovente gli è capitato); problema risolto reclutando nientepopodimeno che Olly Barkley come joker medical. Sta di fatto che dopo una partenza decente, con le assenze di Imhoff, Hernandez e Orlandi, in campionato paiono essersi incartati dopo la stentata vitoria 13-12 su Biarritz: sono arrivate le sconfitte a Grenoble e in casa contro il Montpellier (12-16, è bastata una meta subita). In Heineken Cup han mostrato in casa bello spirito nel resistere alla rimonta del Munster - col contributo di Bergamirco, mentre fuori si sono sciolti coi Saracens (30-13). Nel weekend si vedrà a che categoria appartengano, se questa o quella inferiore: saranno in visita proprio ai primi del "pacchetto delle medio basse".
- I baschi del Biarritz han riscattato già a fine stagione scorsa col titolo Euro Challenge una stagione da incubo; quest'anno il club presieduto da Serge Blanco con Rodriguez, Milhas e Isaac in panca ha mostrato di aver imparato se non altro  a gestire le assenze di Yachvili e Harinordoquy. Grazie anche all'azzeccato acquisto di Aled Brew, al ritorno ad alto livello di Lakafia e alla tenuta degli eterni Peyrelongue, Balshaw e del sempre affidabile Ngwenya. Partiti bene, ora sono in un momentaccio, iniziato guarda caso con la sconfitta per un punto in casa nel derby basco. Dopo è arrivata l'autentica  stracciata in casa da Tolone (9-36, tre mete a zero a rovinare l'esordio da titolare di Matt Berquist all'apertura), seguita dall'altrettanto pesante sconfitta con gli Harlequins in Heineken Cup (40-13),  mitigata dalla vittoria in piscina con le Zebre per 38-17. Ora si riprende, ma non certo in discesa: stasera arriva il Clermont.
- Castres ultimamente s'è riportata a fare la roccaforte: i risultati del club gestito dallo storico duo Labit - Travers dimissionario a fine stagione (diretti proprio a Parigi sponda Racing) sono infatti altalenanti tra vittorie casalinghe e sconfitte fuori. Così dopo la sconfitta a Tolone per 33-12 e quella a Montpellier per 19-12 è arrivata la vittoria in casa sul non facile Clermont per 16-13, . Uguale in Coppa Europa: subiscono a Belfast (40-13) ma battono i Saints (21-16). Se l'arrivo di Wannenburg non mitiga certo il peso della dipartita di Masoe, a Castres registrano con soddisfazione l'esplosione del mediano sudafricano Rory Kockott dopo una stagione così così: primo realizzatore del campionato davanti a Hook e Porical, è ben messo in classifica anche delle mete segnate (tre).
- Le cinque vittorie di Grenoble in otto gare che valgono due punti in classifica più di Castres sono la vera sorpresa della stagione; meriterebbe ben altri approfondimenti che magari, se dura, faremo a parte. Sorpresa fino a un certo punto: società ben finanziata da un ex azionista del Biarritz nonché salvatore seriale del limitrofo Bourgoin, han stravinto il ProD2 e chi ci riesce solitamente fa bella figura anche nel campionato Top. Significa che era già "attrezzato", pur privo a grandi stelle: ha raccattato "scarti" altrui come Shaun Sowerby nr.8 del Tolosa per tanti anni, o l'apertura Nicolas Laharrague dall'Usap.
Dopo la battuta d'arresto a Clermont Ferrand (44-20), si sono tolti la soddisfazione di battere il Racing (27-13) , poi James Hook pardon, il Perpignan 28-23 (tutti di Hook i punti catalani , ma 23 i punti anche per  l'esperto mediano di casa Valentin Courrent). Anche in Coppa, dopo aver appiedato i Cavalieri Prato, nella seconda giornata han fatto vedere i sorci verdi all'altra parigina Stade Francais, perdendo solo per un penalty all'ultimo minuto. Nel turno sono attesi in casa di un'altra tosta, Montpellier che li sopravanza di un punto.
- Quanto al club dell'Herault, la squadra di Fabien Galthié con in staff Stehane GlasMario Ledesma emigrato da Parigi, ha sopportato meglio del Racing la dipartita dei suoi vari argentini per il Championship  - Amorosino, Creevy, Figallo, Fernandez, Bosch. Reduce da tre vittorie consecutive di cui due fuori casa, a Bordeaux e a Parigi sponda Racing (12-16), han subito in Heineken un'altra francese, Tolone (37-16) ma si sono riscattati in casa coi ringalluzziti Sharks (33-18). Il team guidato da Ouedraogo con Trinh Duc e Tomas in cernera è per ora davanti a quel pugni di club capaci di tutto ma non di primeggiare nel Top14.
Le padrone delle ferriere
Le solite rivali degli ultimi lustri sono Tolosa e Clermont. Sei vittorie in otto incontro per entrambe, dominerebbeor la scena se non fosse che una nuova stella è maturata giù, sulle coste del Mediterraneo ...
- Tolosa campione in carica, paradigma di stabilità e gestione professionale, un budget che vale quello della Federazione Italiana Rugby intera. Ne abbiamo già lodato il roster rinnovato  e dalla doppia copertura in tutti i ruoli, con Luke McAlister mai stato così leader, affidabile, preciso (e "gonfio") manco ai tempi All Blacks. La squadra diretta da Guy Novés coi due ex giocatori Elissalde e Servat (ma è da vedere se rimarranno: uno magari per tornare in campo) è potenzialmente in grado di rifilare quaranta punti a chiunque (più di cinquanta no: son troppo professionali e poco frustrati da non aver mai bisogno di stravincere), ma anche di incartarsi da soli per prudenze eccessive. Le due sconfitte sono arrivate a Biarritz (e ci stava, quando i baschi eran leader della classifica) e col Perpignan in quel di Barcellona, alla sua prima vittoria nel torneo. Stiamo comunque parlando di settembre. Nell'ultima giornata prima del doppio weekend di Coppa, a Bordeaux comunque han rischiato grosso, segno di quanto complicato sia il Top14 e dell'importanza dell'Europa nelle teste dei rossoneri.
A proposito di Europa, la prima temuta partita coi Tigers, in casa (tutte le pressioni del mondo) è filata in modo sontuoso, mostrando una squadra "cinica" e in controllo anche senza l'iniziativa. La seconda a Treviso invece no: prova ne sono i commenti lievemente stizziti di quel gran signore di Novés. Quel primo tempo 18-9 non gli è andato  giù, la sua mischia release 1.0 è stata messa sotto di brutto dagli italiens con la collaborazione dell'arbitro, secondo lui. Difendere i suoi uomini ci sta e gli fa onore, probabile che l'irritazione trasbordi per via degli esiti post vittoria: Dusatoir e Tolofua sono fuori per sei settimane, anche se per motivi molto diversi ma entrambe per colpa di ah, les italiens. Vedremo i campioni testati a Parigi da uno Stade solitamente forte coi forti.
- l'ASM Clermont è seconda in classifica senza offrire gran dimostrazioni di potenza in campionato: ha vinto diverse partite segnando 12, 13, 16 punti e concedendo quindi diversi bonus difensivi. Ha perso a Bayonne e a Castres, dove faticano tutti ma quelle "forti" passano. Questo andamento lento è riscattato dai turni di Coppa Europa, dove il team guidato da Vern Cotter è l'unico a punteggio pieno , devastando le opposizioni con quell'attacco composto come la "difesa" (gli avanti): solo da pesi massimi. Qualcuno dice che se nel campionato tutti sono tatticamente e fisicamente in grado di frenare chiunque, mentre in Europa hanno trovato due squadre relativamente leggere. Lo vedremo a dicembre quando arriva  Leinster; per intanto stasera c'è l'anticipo a Biarritz, dove si parrà (Parra?) la loro nobilitade.
La prima della classe
Tolone, la Legione Straniera resa più efficace dei Sas. Merito dei continui acquisti sul mercato - dopo quelli estivi come Delon Armitage, Alexis Palisson etc. continuano a firmare: torna Rudi Wulff ad esempio, dove lo metteranno? Merito va anche a Bernard Laporte, che si sta mostrando migliore a lavorare coi giocatori che non coi soldi (ci riferiamo ai due tentativi di gestire, a Bayonne e allo Stade, che stavano per procurargli il primo qualche manata in faccia, il secondo quasi la galera). Merito ovviamente anche  del mercuriale presidente Boudjiellal, uno che "regala" Saint'André alla Francia guadagnandoci, che sa spender più di tutti pur non avendo il budget più ricco e senza essere un Creso. Sette vittorie in otto gare, l'unica sconfitta arrivata a Tolosa, dove decisero di togliere il piede dall'acceleratore, dando agli uomini un periodo di vacanza. Beau geste, reso con gli interessi dai protagonisti anche in Coppa Europa di due nette vittorie.
Questa stagione è la maturità dopo le cocenti delusioni nel finale della stagione precedente e si contraddistingue per l'emergere di un trio non tanto pensante ma agente: con le mani, coi piedi, coi tagli e offload: Frederick Michalak, Johnny Wilkinson, Matt Giteau da soli valgono il prezzo del biglietto, tutti gli altri super campioni in squadra sono omaggio extra. Nel turno riceveranno Bayonne che certamente proverà a capitalizzare "alla francese" i falli procurati dal pack. Peccato per loro sia un'arte portata al diapason dalle tre linee dei leader Carl Hayman, Bakkies Botha, Steffon Armitage, che poi si affidano a un campione del Mondo 2003 che ancora adesso scende in campo quattro ore  prima per provare i piazzati. Sempre che gli altri due in "cerniera allargata" non trovino o faccian trovare la strada per la meta  a qualcuno o a sé stessi (Giteau ha 4 mete sinora).

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