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Il torrentismo nelle Prealpi Varesine: quale futuro per i rospi?

Creato il 08 novembre 2019 da Stivalepensante @StivalePensante

Dalle Bustecche al Gambarogno, dalle corna di cervo ai copertoni abbandonati, dal porfido di Cuasso al calcare del Campo dei Fiori. Il gruppo dei Rospi del CAI di Varese ha presentato ieri la propria attività attraverso una conferenza tenuta dal fondatore Peter Beatrice.

Il gruppo, nato con alcune prime esplorazioni sul monte Chiusarella, si è progressivamente arricchito di nuovi elementi e ha esplorato e disceso diversi torrenti delle Prealpi Varesine, sia in Italia, sia in Svizzera; nell'alto varesotto sono stati discesi, tra gli altri, il torrente San Giulio (che forma le cascate di Cittiglio), il Viaschina, il torrente Molinera e il torrente Froda che forma le cascate di Nasca, oltre alla forra delle Bustecche a Varese.

L a serata ha presentato immagini e video delle prime esplorazioni e la progressiva crescita tecnica del gruppo, che si è cimentato in percorsi via via più impegnativi in termini di numero e lunghezza delle calate. Il torrentismo si caratterizza infatti per la discesa dei corsi d'acqua con l'ausilio di tecniche e attrezzature mutuate dalla speleologia e dall'alpinismo, opportunamente adattate; gli elementi da tenere in considerazione per ciascun percorso sono la lunghezza, la portata del torrente, il numero di calate necessario (cioè quante volte ci si dovrà "appendere alla corda" per discendere una cascata), la lunghezza della calata più alta, la possibilità o meno di uscire dall'alveo del torrente durante la discesa, le presenza o meno di ancoraggi.

Per questo, il gruppo sta mappando i diversi percorsi, costruendo una raccolta di schede e mappe, disponibile sul sito web del CAI di Varese.

Durante le esplorazioni è interessante notare la flora e la fauna presenti, adattatesi a sopravvivere in un ambiente ostile, con forti correnti; un ambiente in cui talvolta gli animali restano intrappolati: in una forra il gruppo ha infatti rinvenuto il teschio con grandi corna di un cervo. Altri ritrovamenti sono molto meno felici: l'impatto antropico, ha fatto notare il gruppo, è particolarmente forte nelle vicinanze dei centri abitati o in presenza di ponti.

La forra delle Bustecche, nella città di Varese, è costellata di copertoni, e un po' ovunque è facile ritrovare bottigliette di plastica e altri rifiuti, nonché scarichi più o meno regolari. Le prese d'acqua, invece, specialmente quando prelevano alte percentuali della portata idrica, impoveriscono l'ambiente a valle, consentendo la sopravvivenza solo alle specie più resistenti ma più comuni, impoverendo di conseguenza la biodiversità.

Nel corso delle esplorazioni, il gruppo ha notato le tracce di precedenti esplorazioni e ha voluto saperne di più. La serata è stata così arricchita dai racconti e dalle diapositive delle prime esplorazioni dei corsi d'acqua, condotta negli anni Ottanta da un gruppo di speleologi di Varese che cercava grandi verticalità per allenarsi ad alcune esplorazioni speleologiche in Algeria. Il gruppo dei "Rospi", incardinato ora nel CAI di Varese, si prefigge diversi obiettivi per il futuro: innanzitutto continuare le esplorazioni, arricchendo la raccolta di schede tecniche e mappe che potrebbe diventare una pubblicazione per una maggiore diffusione.

Mira inoltre al riattrezzamento dei percorsi, in modo che la discesa sia più sicura e accessibile. La ricchezza di corsi d'acqua delle Prealpi Varesine, infatti, permette di immaginare interessanti prospettive per il torrentismo e un promettente sviluppo per questa modalità di frequentazione delle montagne di casa nostra.


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