Magazine Informazione regionale

Il Vaticano oggi protegge i danarosi correntisti dello Ior o sostiene il papa?

Creato il 06 maggio 2013 da Cremonademocratica @paolozignani

20130506-050307.jpg

Strano giorno per una smentita. È il primo maggio e la mattina Il Giornale pubblica un redazionale. Papa Francesco smentirebbe non si sa quali frasi sullo Ior. Si deduce che smentisca l’intenzione di sopprimere lo Ior, attribuita al pontefice da alcune testate ma palesemente non vera. Papa Francesco vuole semmai che lo Ior rispetti le norme. Il segretario di Stato Tarcisio Bertone, regnante Ratzinger, ha già protetto quanto possibile la privacy dei correntisti privati. È noto che vi sono correntisti celebri e potenti, alcuni legati al caso Mps, ma ovviamente l’argomento è più ampio. La Chiesa dovrà procurarsi risorse in altri modi, quali saranno è un argomento di grande rilievo. Si prefigura una riforma storica e un’economia meno opaca quindi più costosa, per il Vaticano, che dunque pensa a una spending review. Quale riforma può permettersi il Vaticano? Se può permettersela e in quanto tempo.
Ma quanto costa la trasparenza, che cosa cosa, chi la paga, che cosa va nascosto? I pm romani che indagano da anni sullo Ior avrebbero molte domande da porre. Città del Vaticano, come vuole Bergoglio, dovrebbe diventare uno stato in regola con la trasparenza finanziaria Europea. Le informazioni bancarie dovrebbero quindi essere accessibili alla magistratura. La giustizia umana, proprio quella.
Il papa, dice un monsignore, è “stupito” dalla stampa.
Ma il papa si sente solo? La curia vaticana e Bergoglio non sono in sintonia. Bergoglio si comporta come un prete di campagna, scrive Il Foglio, fa omelie a braccio imbarazzanti, libere. Non segue un protocollo prevedibile e ufficiale, come invece l’abitudinario Ratzinger, professore e studioso.
I consiglieri per la rifoma non li ha nominati bergoglio ma ratzingeri. Sempre Il Foglio sostiene che “da gesuita alla fine deciderà da solo”.
E allora, se ha ragione il Foglio, questo valzer di consiglieri non serve a nulla. È già delegittimato, se così farà veramente il papa. Ma chi lo crede? Perché il Foglio deve scriverlo e in una frase che chiude un articolo? È una dichiarazione di guerra? Becciu nei giorni scorsi ha detto a Radio Vaticana che della riforma non si sa nulla se non che si farà.

Monsignor Becciu è il vice Bertone, nominato da Ratzinger che l’ha conosciuto come nunzio apostolico. Becciu ha grande esperienza diplomatica: è stato nunzio a Cuba, dove senza contrapporsi al regime, come facevano i predecessori, ha ottenuto più concessioni alla libertà religiosa, come afferma il Foglio. Becciu fa pressioni in silenzio, smussa gli spigoli. Se parla Bertone è fragoroso. Il Vaticano vuole smorzare i toni: c’è ansia e preoccupazione
I correntisti Ior saranno spaventati dal papa. Lo temono. Vogliono fermarlo. Il Vaticano chi protegge? I danarosi correntisti anonimi o il papa?
Informazioni, aggiunge chi scrive, tornando a quel che il Foglio scrive del’ovattato Becciu, che hanno sempre l’aria dell’indiscrezione e il limite di un rapporto personale. Segue qui sotto la strana smentita del Giornale.

PARLA UN MONSIGNORERiforme e Ior primi malumori nella Curia
Redazione – Mer, 01/05/2013 – 07:42
Troppe spinte ad accelerare i cambiamenti, troppe pressioni sui consiglieri. «Il Papa non ha ancora incontrato il gruppo di consiglieri che si è scelto e già i consigli piovono», dice con una certa insofferenza il Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu. Anche sullo Ior, la «banca» vaticana, circolano notizie che non risponderebbero a realtà. Anzi, «il Papa è rimasto sorpreso nel vedersi attribuite frasi che non ha mai pronunciato e che travisano il suo pensiero», dice ancora Becciu in un’intervista all’Osservatore Romano. E anche padre Lombardi frena.

45.284879 9.845941

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :