Magazine Astronomia

Il vicinato galattico si allarga: scoperte nuove galassie nane in orbita intorno alla Via Lattea

Creato il 11 marzo 2015 da Aliveuniverseimages @aliveuniverseim

Un team dell'Università di Cambridge ha individuato nuove galassie satelliti della Via Lattea, ben nove in un sol colpo.
La scoperta, che potrebbe aiutare gli scienziati a svelare i segreti dell'enigmatica materia oscura, arriva grazie ai dati del , che lavora nel visibile e vicino infrarosso con lo scopo di sondare le dinamiche dell'espansione dell'Universo e la crescita della struttura su larga scala.

Questi risultati segnano anche la prima scoperta di galassie nane nell'ultimo decennio, dopo che ne furono identificate una dozzina tra il 2005 e il 2006 sopra l'emisfero settentrionale. Le nuove galassie satelliti, invece, sono state sorprendentemente identificate nel cielo australe che finora aveva restituito ben poco, in prossimità della Grande e Piccola Nube di Magellano, le più grandi e note conosciute che fanno parte del nostro vicinato galattico.

Lo studio degli astronomi di Cambridge si è basato sui dati DES pubblicamente rilasciati, relativi al primo anno di attività ed è stato confermato da un gruppo indipendente di ricercatori del Dark Energy Survey.

Beasts of the Southern Wild. Discovery of a large number of Ultra Faint satellites in the vicinity of the Magellanic Cloud [abstract]

We have used the publicly released Dark Energy Survey data to hunt for new satellites of the Milky Way in the Southern hemisphere. Our search yielded a large number of promising candidates. In this paper, we announce the discovery of 9 new unambiguous ultra-faint objects, whose authenticity can be established with the DES data alone. Based on the morphological properties, three of the new satellites are dwarf galaxies, one of which is located at the very outskirts of the Milky Way, at a distance of 380 kpc. The remaining 6 objects have sizes and luminosities comparable to the Segue 1 satellite and can not be classified straightforwardly without follow-up spectroscopic observations. The satellites we have discovered cluster around the LMC and the SMC. We show that such spatial distribution is unlikely under the assumption of isotropy, and, therefore, conclude that at least some of the new satellites must have been associated with the Magellanic Clouds in the past.

Gli oggetti scoperti sono un miliardo di volte meno luminosi della Via Lattea e un milione di volte meno massicci.

L'oggetto più vicino di questo prezioso bottino si trova a 97.000 anni luce di distanza nella costellazione del Reticolo, circa a metà strada per le Nubi di Magellano. Purtroppo però, è soggetto alle incredibili forze di marea esercitate dalla Via Lattea e quindi, è destinato a finire in pezzi.

La più lontana e luminosa galassia nana è a 1,2 milioni di anni luce di distanza nella costellazione di Eridano, proprio ai margini della Via Lattea e sta per essere attratta dalla sua gravità.

Il vicinato galattico si allarga: scoperte nuove galassie nane in orbita intorno alla Via Lattea

Credit: S. Koposov, V. Belokurov (IoA, Cambridge). Background: 2MASS

Secondo il team di Cambridge tre sono sicuramente galassie nane mentre gli altri potrebbero essere o galassie nane o ammassi globulari.

"La scoperta di così tanti satelliti in una piccola area del cielo era completamente inaspettata", ha detto il dottor Sergey Koposov dell'Institute of Astronomy di Cambridge, autore principale dello studio. "Non potevo credere ai miei occhi", ha aggiunto.

Le galassie nane sono le strutture galattiche più piccole che contengono in media 5.000 stelle, contro la Via Lattea che ne ha centinaia di miliardi.
I modelli cosmologici standard prevedono l'esistenza di centinaia di galassie nane in orbita intorno alla nostra ma la poca luce che emettono e le ridotte dimensioni le rendono difficili da scovare anche se si trovano dietro l'angolo.

"Queste nuove galassie satelliti della Via Lattea sono un risultato significativo per l'astronomia e la fisica anche in termini di materia oscura", ha detto Alex Drlica-Wagner del Fermilab, parte del team di analisi Dark Energy Survey.
Dato che le galassie nane sono ritenute contenere fino al 99% di materia oscura e solo l'1% di materia visibile, sono gli oggetti ideali per verificare l'attendibilità dei modelli che prevedono l'esistenza di questa misteriosa componente che, pur costituendo circa il 25% di tutta la materia ed energia del nostro Universo, risulta invisibile ed osservabile solo tramite i suoi effetti gravitazionali.

"Questi risultati sono molto intriganti. Forse, una volta questi oggetti erano delle galassie satelliti delle Nubi di Magellano e poi sono state scagliate lontano dall'interazione gravitazionale con la Piccola e la Grande Nube di Magellano. Forse, un tempo, erano parte di un gruppo più numeroso di galassie che, insieme alle Nubi di Magellano, stavano per essere attratte dalla Via Lattea", ha concluso Wyn Evans sempre dell'Istituto di Astronomia di Cambridge e co-autore della ricerca.

Nel 1915 Einstein completò le leggi della relatività generale, segnando una svolta nella concezione dello spazio e del tempo. Si apriva così la nuova frontiera degli studi sul misterioso fenomeno astronomico dei buchi neri. In questo volume, Kip Thorne racconta le scoperte e le false piste della ricerca sull'argomento, esamina le conseguenze della teoria dello spazio curvo e le possibilità offerte dalla fisica dei quanti.. Leggi tutto: " Buchi neri e salti temporali. L'eredità di Einstein

"


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :