Ilaria D'Amico: ''Tanti auguri Sky! Insieme fin dal primo ciak''

Creato il 20 luglio 2013 da Digitalsat

«Gli inglesi dicono: it's my cup of tea. Ecco, per me Sky è questo. Credo di somigliare molto a Sky e Sky mi somiglia». Se c'è un volto in grado di identificare  Sky Italia è quello di Ilaria D'Amico.

Era il 31 luglio del 2003, giusto dieci anni fa, quando la tv satellitare sbarcò nel Belpaese. In quei giorni fu proprio la giornalista romana a battere il primo ciak, fu lei ad accompagnare gli italiani che si lanciavano nella novità delle dirette della serie A.

«Sky Calcio Show diede il là alle trasmissioni - ricorda con l'ANSA -. C'era un'atmosfera incredibile, uno spirito pioneristico. Avevamo visto Sky all'estero, ma non sapevamo cosa sarebbe successo in Italia».

Per gli appassionati di calcio la giornalista è un volto nuovo. La conoscono all'estero, quelli che vedono Rai International, dove conduce La giostra del gol. Poi arriva la chiamata di Giovanni Bruno, ex direttore di Rai Sport, passato a Sky.

«Mi chiese se volevo fare La giostra del gol su Sky - spiega -. Ed infatti Sky Calcio Show era la copia de La giostra del gol».

Il passaggio dalla tv pubblica alla tv satellitare è un salto in un mondo tutto nuovo.

«Un mondo superorganizzato, senza fronzoli. Niente codazzi o uffici al settimo piano con poltrone di pelle umana - aggiunge D'Amico -. Un giorno venne in studio da solo un signore con il maglioncino della domenica. Pensai fosse uno degli australiani che si occupavano della produzione. Gli raccontai le cose che non andavano, poi lo congedai alla buona. In quel momento sento chiamare Tom. Era Tom Mockridge, l'ad, il grande capo. La domenica dopo quello che avevo chiesto era stato fatto».

«C'era una logica in ciò che si faceva - spiega -. Niente guerre di potere, regnava la meritocrazia. Questo era rivoluzionario allora e lo è adesso. La filosofia non è cambiata: Andrea Zappia (attuale ad, ndr) non ha neanche una sua stanza, è nel loft dei dirigenti, c'è una vetrata e lo vedi da fuori».

Nel 2003 Sky arriva come un treno a rompere il duopolio televisivo. E con Mediaset inizia una lunga guerra.

«In azienda non si è mai parlato di questo - rivela -. Mai una riunione su questo tema, era bandito lamentarsi. Certo, ci sono stati momenti difficili per la dirigenza. Sono stati anni di grande anomalia, speriamo ora qualcosa sia cambiato».

Sky Calcio Show è ancora uno dei punti fermi di Sky.

«La vittoria dei Mondiali del 2006 fu il momento più bello, con l'urlo di Fabio Caressa diventato un'icona - ricorda D'Amico -. La nazionale ci fece anche una dedica, dicendo che il Mondiale era anche un pò nostro. Eravamo 50 in tutto per 18 ore di diretta. Una grande operazione con un decimo degli inviati che utilizzavano gli altri». «Fu un momento magico, ma non posso scordare la gravidanza - racconta ancora -. Sono andata in onda fino all'ottavo mese, nel mondiale del 2010 allattavo Pietro in camerino e ho sempre sentito l'abbraccio dell'azienda».

Arrivano l'HD e il 3D, quindi le Olimpiadi 2012 su 12 canali, il mosaico, la diretta per tutte le gare. Un'esperienza che nel 2016 non si ripeterà dopo l'accordo con la Rai che trasmetterà l'evento.

«È stata una scelta molto controversa, ma tutte le aziende devono fare i conti con la crisi - spiega -. Si è preferito rinunciare a un evento seppur bellissimo, per continuare a garantire una offerta ricca tutto l'anno».

Nel mezzo l'avventura a La7 per condurre l'approfondimento Exit.

«Ne abbiamo sempre parlato serenamente in Sky - confessa D'Amico -. Io sentivo l'esigenza di occuparmi anche di politica. I tempi però non erano ancora maturi in Sky per quel tipo di programmi».

Poi, dopo l'apertura di Sky ad approfondimento e intrattenimento, nel 2011 la firma di un triennale in esclusiva. L'anno prossimo ancora Sky Calcio Show, che ha chiuso la passata stagione con un incremento del 30%, e incursioni nella politica, dopo le interviste dell'ultima campagna elettorale de Lo spoglio.

«Stiamo ragionando a un nuovo programma - rivela -. Seguiamo gli eventi e decideremo. Comunque sarà in autunno inoltrato»


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