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Imparare R con RCommander

Creato il 23 settembre 2018 da Agnese Vardanega

Imparare R con RCommander

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco (attribuita a Confucio)

Imparare ad usare RCommander ha dei pro e dei contro

non è certamente un sistema elegante, il codice che viene prodotto è complicato, non ci sono tutte le procedure

Ho deciso di adottare RCommander in base alla mia personale esperienza: avevo fretta di svolgere una analisi delle corrispondenze multiple … e non avevo mai usato R.

Il principale vantaggio che offre RCommander è quello di avvicinarci alle procedure di R senza aver bisogno di scrivere il codice, e cioè utilizzando il menu. Attenzione, ho usato il termine procedure, e non funzioni.

Ad esempio gli sviluppatori dell’interfaccia per l’analisi delle corrispondenze (citare) hanno impostato anche una serie di output, e delle funzioni per esportarle in csv.

La procedura dell’Anova produce la tabella delle statistiche descrittive delle variabili, la tabella dell’Anova e volendo anche il test di Welch.

Chi usa R, sa che questo è molto diverso da quello che accade quando si lavora con il codice, per due ragioni: la prima è che per avere lo stesso output, dobbiamo usare più di una funzione e diverse righe di comando; la seconda è che i risultati sono essi stessi degli oggetti, e quindi vanno costruiti ed esplorati, oppure visualizzati e buttati. Ma questo, chi è alle prime armi non lo sa.

Una persona che non abbia mai commesso un errore non ha mai cercato di fare qualcosa di nuovo (Albert Einstein)

L’utente alle prime armi è in grado di avvicinarsi a tecniche complesse senza commettere errori.

Va detto che la necessità di imparare almeno a leggere e modificare il codice subentra immediatamente.

RCommander e il learning by doing

Il libro si rivolge ad utenti che sono alle prima sia con la statistica che con R. Nel corso di diversi anni di laboratori di R (il primo credo di averlo svolto nel 2012), ho trovato che fosse utile, applicando il metodo del learning by doing.

Lo studente inizia a lavorare con i dati e ottiene dei risultati; l’insegnante (o il testo) lo guidano nella riflessione sulle pratiche, sia per quanto riguarda il linguaggio di R, che per quanto riguarda la statistica. Anzi: all’inizio R viene usato come poco più di una calcolatrice scientifica, per svolgere i primi calcoli, quali la media aritmetica, il che significa funzione sum(); vettore numerico; operatore /; lunghezza del vettore (length). E poi funzione mean() e trattamento dei dati mancanti.

Si lavora in parallelo: da una parte con RCommandere si producono tabelle e grafici, e dall’altra si apprendono le basi del linguaggio soprattutto allo scopo di apprendere le basi dell’analisi dei dati.

Del resto, non si può scrivere il codice di R se non si conoscono le tecniche di analisi che si stanno utilizzando.


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