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Impariamo a cucinare in una lavastoviglie brillante.

Da Idabricioleincucina

Ci vuole coraggio. Fiducia nell’ermeticità di un barattolo di vetro o di un sacchetto per il sottovuoto. Follia e curiosità. Qualche verdurina ben lavata, una lavastoviglie e un carico di piatti sporchi.

Ci vuole coraggio soprattutto a mangiare ciò che si cucina in lavastoviglie, mentre lava le stoviglie.

Tra le cose più bizzarre che ho scoperto, da quando ho un blog di cucina, vi è proprio il metodo di cottura che suggerisce Lisa Casali nel suo libro “Cucinare in lavastoviglie“. Lisa nel suo blog ecocucinain cui è possibile trovare consigli su come ridurre il proprio impatto ambientale in cucina, nel 2010 comincia a parlare della possibilità di cuocere alcuni cibi sfruttando l’acqua calda e il vapore dell’elettrodomestico. L’originale soluzione è basata sul metodo di cottura a bassa temperatura (inferiore ai 100°), tecnica ampiamente utilizzata dagli chef, che garantisce un perfetto mantenimento organolettico degli alimenti. Soprattutto le carni risultano più tenere conservando intatto il gusto. Nella sua ricerca continua di benefici in termini ambientali, Lisa si spinge oltre e suggerisce di cuocere alcuni cibi in lavastoviglie mentre lavora a pieno carico. Immaginare, ora, il barattolino o il sacchetto con il nostro pranzo, incastrato tra le stoviglie, abbracciato vorticosamente da residui di cibo e detergente, “intimidisce”, certo. Riflettendoci qualche minuto o ora in più, supponendo che i contenitori siano a perfetta tenuta ermetica, l’idea non sembrerà più così assurda. Almeno a me così è successo. Più che altro mi è sopraggiunta la curiosità di testare il risultato.

Oggi post senza ricetta. Devo ancora approfondire l’argomento e trovare il pieno coraggio di sperimentare. Comincerò con qualche verdurina e vi comunicherò i risultati al più presto.

Spingermi a parlare di quest’argomento è stata la proposta di recensire alcuni prodotti Pril dell’Henkel. Azienda tedesca fondata nel 1867 e nel 1933 nata in Italia con il nome di Henkel Italia, che da sempre persegue obiettivi non solo economici e sociali, ma anche ecologici. Proposta accettata soprattutto perché già avevo testato i loro prodotti, convinta dall’ottimo rapporto qualità/prezzo e anche perché gli stessi mi hanno risolto alcuni problemi legati agli scarichi. Da sposina, la prodigiosa scatola lavapiatti, inventata nel 1865 in America, mi era ostile. La pazienza che occorre per incastrare le stoviglie mi demoralizzava. Mi ero convinta di risparmiare tempo lavandoli a mano. Ora che la famiglia è aumentata, ogni tanto l’abbraccio. I modelli più moderni ormai sono molto efficienti ed ecocompatibili. Una lavastoviglie di classe A con il programma “eco” consuma circa 13-14 litri di acqua. A mano, considerando il solo risciacquo, a parità di stoviglie lavate, ne consumo molti di più, anche con un rapido calcolo a occhio. A parte il discorso del risparmio economico, troppo ampio e articolato, solo il fatto di avere più tempo libero a disposizione per me e la mia famiglia è già un ottimo vantaggio. Altro dato importantissimo è l’igiene che si ottiene con un lavaggio in lavastoviglie. Un solo germe in otto ore può moltiplicarsi fino a 4milioni di volte! L’alta temperatura di lavaggio rimuove molti più germi e batteri. Le mani, inoltre, non saranno aggredite dai detergenti. Grazie al sito Pril, dove si possono trovare altre utili indicazioni a riguardo, ho scoperto che la mia lavastoviglie unita all’efficacia detergente dei prodotti Pril, lava perfettamente anche a cicli con temperature un po’ più basse. Solo un’occhiata all’Econometro del loro sito e già ho cominciato a risparmiare. Per calcolare il vostro risparmio, basta inserire le vostre abitudini: vi promuoverà o vi convincerà a cambiarle, come nel mio caso.

In linea generale per ridurre i consumi e ottimizzare le prestazioni della macchina, bisogna seguire alcune regole fondamentali: rispettare le dosi di detersivo, farla funzionare a pieno caricoevitare i prelavaggi,  aggiungere con regolarità il sale e per la pulizia dei filtri (oltre a rimuovere i residui dei cibi dalle stoviglie con un tovagliolino di carta o con una spazzola, prima di inserirli nella macchina) si consiglia ogni 1-2 mesi l’uso di un additivo che, oltre a far brillare la lavastoviglie, agisce sulle parti meccaniche più nascoste rimuovendo calcare e grasso ostinato.

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Il Pril cura-lavastoviglie azione 3X, è un valido suggerimento. La sua confezione, di un rosso brillante, oltre ad essere stata una modella impeccabile, è dotata di un comodo e stabile gancio. Tolta la pellicola protettiva argentata, basta agganciarla al cestello della lavastoviglie e programmare un ciclo a vuoto ad alta temperatura, che scioglie il tappo di cera permettendo la fuoriuscita dell’additivo.

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Non ho smontato la lavastoviglie, ma dal risultato esterno, brillante e profumato, mi fido. Il Pril cura-lavastoviglie ovviamente non fa miracoli. E’ uno di quegli additivi che va usato con costanza dall’acquisto della lavastoviglie, assicurando un rendimento sempre elevato, traducendosi in risparmio economico, e che, oltre a preservare la lavastoviglie da malfunzionamenti, gli allunga l’esistenza. Una serpentina incrostata ha bisogno di più energia elettrica per portare l’acqua a una stabilita temperatura, rispetto a una pulita.

Ora che la mia lavastoviglie è messa a punto, non mi resta che in-lavastovigliare qualche pietanza e invitarvi a cena!


Archiviato in:Uncategorized Tagged: bassa temperatura, cottura a bassa temperatura, ecocucina, impatto ambientale, lavastoviglie, Lisa Casali, metodo di cottura, stoviglie, tecnica di cottura

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