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In Angola la pesante criminalità giovanile e la notevole disoccupazione vanno combattute creando nel Paese lavoro dicono i vescovi

Creato il 25 marzo 2019 da Marianna06

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Disoccupazione, criminalità giovanile, politica fiscale che distrugge le piccole imprese, diffusione dell’AIDS, proliferazione di sette religiose. Sono queste le problematiche che affliggono la società secondo i Vescovi dell’Angola. In una dichiarazione pubblicata al termine della loro prima Assemblea Plenaria annuale, i Vescovi denunciano “la crescita dilagante nella disoccupazione e della criminalità tra i giovani, che si sentono disperati e senza soluzioni immediate. La lotta per la moralizzazione della società deve quindi essere seguita da misure chiare e urgenti per promuovere l'occupazione e combattere la povertà. Inoltre è controproducente perseguire il mercato informale senza offrire misure alternative di sopravvivenza”.
Le condizioni economiche di gran parte della popolazione sono aggravate dal peso “di tasse sempre più aggressive che soffocano e uccidono le piccole e medie imprese, danneggiando le frange più svantaggiate della società”. I Vescovi affermano che “nonostante gli investimenti effettuati dall'Esecutivo nel settore dell'istruzione, ancora un gran numero di bambini è al di fuori del sistema educativo, per la cronica assenza di insegnanti nelle zone remote del Paese” 
Sul piano sanitario nel documento si afferma che “la crescita diffusa dei casi di HIV-AIDS è evidente”. I Vescovi chiedono a tutti di impegnarsi in campagne di sensibilizzazione e responsabilizzazione per ridurre il rischio di contagi ulteriori. I Vescovi inoltre affermano che nonostante gli sforzi compiuti dal governo, continua la proliferazione di sette religiose, che propagano “dottrine contrarie alla nostra cultura e alla fede cristiana, che stanno distruggendo le famiglie e minano il nostro tessuto sociale”.
Ricordando che “la libertà di espressione e di manifestazione sono due pilastri della democrazia”, i Vescovi concludono chiedendo “la salvaguardia di questi diritti, tutelati costituzionalmente, in tutto il Paese”. (Fonte Agenzia Fides)

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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