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In galera per corruzione il sindaco anti-natale di nazareth.

Creato il 29 dicembre 2010 da Madyur

Il Natale e gli addobbi natalizi quest’anno sono stati motivo di scontro fra gli ebrei tradizionalisti e le varie minoranze cristiane d’Israele. Se gli haredim a Gerusalemme avevano minacciato il boicottaggio del Mamilla Mall – perché alcuni negozianti avevano esposto alberi di Natale e arredi colorati – Shimon Gapso, sindaco della città di Nazareth Ilit , piccolo centro a minoranza ebraica che sovrasta la storica Nazareth , aveva vietato per decreto l’esposizione di un solitario e piccolo albero con le luci colorate.

Haredim-jerusalem

Meno di una settimana dopo Gapso è stato arrestato con l’accusa di corruzione. Avrebbe intascato migliaia di shekel da un costruttore in cambio di concessioni governative.

La coincidenza non è cambiata ai 10 mila cristiani della città. Nei bar, nei caffè e nei ristoranti della parte araba della città la battuta più frequente era “Hai visto, su Gapso si è finalmente abbattuta la vendetta divina”. Il primo cittadino si difende, dicendosi convinto della propria innocenza e che presto sulla vicenda verrà fatta chiarezza. Sembra che l’opposizione abbia passato il materiale incriminante, e il motivo è stato il divieto del Natale.

Certo le relazioni sia con la popolazione cristiana che con gran parte del consiglio comunale erano su un piano inclinato , soprattutto dopo che Gapso aveva difeso la sua scelta con “Sono stato eletto per garantire il carattere ebraico di Nazareth Ilit , ed è tutto fuori luogo qualsiasi ostentazione di simboli cristiani”. “Se a qualcuno non sta bene – aveva detto in un’intervista – alle prossime elezioni votate un sindaco diverso”.

In netto contrasto con Gapso , il sindaco della vicina Nazareth Ramzi Jeraisi , aveva incoraggiato l’esposizione degli alberi di Natale . Cipressi, non abeti ( non sono presenti nella regione) , che davano alla città un’aria di festa.

Il tentativo di Gapso di ridimensionare il clima natalizio rientra in una campagna – fallita almeno nella laica Tel Aviv – che mira a dissuadere gli israeliani dal partecipare a veglioni e alle feste natalizia, addebitate come baccanali.

Da diversi anni i rabbini oltranzisti e gli attivisti nazional-radicali conducono una battaglia contro gli stolti simboli cristiani.


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