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In giro per… il kenia

Da Dolcipensieri

Sono arrivate le vacanze 2019… quest’anno ho realizzato uno dei miei tanti sogni sbarcando in Africa, meta il Kenia!!! non è stato un viaggio fai da te, bensì organizzato anche con lo scopo di rilassarsi… quindi non aspettatevi scenari da brividi!!!

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La domanda che tutti mi hanno fatto al ritorno è stata: “Com’è l’Africa?”… e la mia risposta non ha mai tardato ad uscire dalla mia bocca! “Emozionante e contraddittoria… ma bellissima!!!” La prima sensazione che i miei occhi hanno captato è la diversità di paesaggi e realtà che ho visto nel solo viaggio dall’aeroporto al nostro resort in quel di Watamu. Dalla cittadina di Mombasa caotica, disordinata e sporca inizi a gustare un po’ di quell’Africa di cui se ne parla nel nostro occidente… condomini e palazzi in cemento accostati a baracche in eternit, villaggi con qualsiasi tipo di attività con sedi di multinazionali con accanto negozietti per la vendita di prodotti tipici, negozi di parrucchieri per treccine fino ad arrivare ai primi villaggi sparsi con capanne ancora di fango e tetti realizzati in legno e fogliame di cocco.

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La nostra guida, mentre ci trasferivamo a Watamu su strade sterrate, ci ha spiegato un po’ la realtà di chi vive vicino alla costa che a differenza di coloro che abitano nell’entroterra, è più facile… si fa per dire! Nel senso che i nostri occhi hanno comunque percepito le povertà ma anche la voglia di continuare a rimanere attaccati alle loro origini e abitudini; e se noi italiani siamo ben visti perchè abbiamo portato energia elettrica, costruito scuole, aperto il turismo, questa parte di Kenia rimane comunque affascinante grazie agli abitanti ancora legati ai loro usi e costumi! Fino a circa 6-8 anni fa, non c’era corrente elettrica e le strade erano completamente di sassi e terra; oggi hanno la luce nei villaggi più grandi, le strade principali sono asfaltate, nelle scuole i ragazzi hanno tutti una divisa e studiano regolarmente inglese e italiano. Molti ragazzi sono stati addottati da italiani che li hanno ospitati nelle proprie case per poi alcuni tornare in Africa con la possibilità di aprire una propria attività legata ovviamente al turismo.

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Per la strada sempre tantissima gente del posto: gli uomini impegnati nei servizi taxi con apecar detti “tuc tuc” o motociclette anni ’60, le donne nei negozietti vari e tanti bimbi che salutano sempre! E se anche assonnata e un po’ stanca per il viaggio in notturna in aereo, non sono riuscita a chiudere occhio durante questa trasferta che vi assicuro non è stata fatta nelle comodità più assolute (vi ricordo le strade non tutte asfaltate), ma la bellezza diversa di questi posti mi aveva già incantata! La nostra scelta, essendo in Kenia ad agosto primavera, è stata Watamu (consigliata ovviamente dall’agenzia) posta più ad occidente e quindi per il periodo, meta fresca e non piovosa, sempre ventialata perfetta per il kitesurf!

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Ed eccoci arrivati presso il Twiga Beach Resort e Spa di Watamu, un villaggio a conduzione italiana, piccolo (al massimo arriva a ospitare ad oggi circa 150 persone) posto direttamente sulla spiaggia, cucina italiana ottima ma anche con piatti tipici kenioti. Gestito da Settemari Club, il resort 4 stelle-soft inclusive è situato all’interno del Parco Marino di Watamu oasi marina protetta dal WWF, è in stile arabeggiante immerso in un rigoglioso giardino tropicale. Lungo la costa, il nostro resort ci è parso una piccola perla romantica: lettini in legno alcuni con tetto, oppure posti sotto palme da cocco per godersi una fresca ombra di pure godimento e relax. La piscina ha varie altezze, quindi adatta a tutti, con acqua salata, vista dall’alto ha la forma di un pesce stilizzato! L’animazione non è per niente insistente e non  disturba affatto il vostro relax, comunque per due ore alla mattina e due ore al pomeriggio, si può giocare e divertirsi con loro. Ve lo consiglio caldamente!!!

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La spiaggia lunga, affascina per la sua particolarità delle maree che ogni sei ore circa regala lunghe camminate su sabbia bianchissima quando in bassa marea regalandoti anche la possibilità di vedere pesci, stelle marine, abitanti del fondo marino, conchiglie… mentre con l’alta marea puoi fare bagni in acque calde ed escursioni in barche e se sei uno sportivo kitesurf a volontà! Quindi dall’Italia siamo partiti con viaggio e alloggio organizzato… per tutte le varie attività ed escursioni, c’è solo l’imbarazzo della scelta sia dentro il resort sia fuori!!!

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I FAMOSI BEACH BOYS

Ogni resort posto su questa bellissima costa, è dotato di security con guardie armate sia all’entrata sia sulla spiaggia. Questo ti permette di restare tranquilla ma soprattutto ti permettono di restare in spiaggia con la tranquillità di non essere avvicinata in ogni momenti da famosi “Beach Boys”, ragazzi del posto che fanno di lavoro le guide turistiche. Non sono per niente improvvisati, parlano un italiano perfetto: il loro è un vero e proprio lavoro con a capo quasi sempre italiani e offrono di seguirti nei vari safari, ti organizzano escursioni in mare o su terra. Tendono ad essere insistenti, ma una volta che li conosci ovviamente lontano dal resort, ti posso anche regalare momenti felici e racconti dei loro villaggi, da loro puoi acquistare souvenir di ogni tipo. Infatti sempre sulla spiaggia ci sono baracche adibite a negozietti curati dalle donne dei posto.

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Sia loro sia i beach boy hanno divise logate, segno che sono a capo di vere e proprie attività. Se doveste fare un viaggetto da queste parti, portatevi qualche vestitino per bambini da regalare, oppure prodotti anche di bellezza o semplicemente deodoranti o profumi femminili perchè le donne del posto chiedono di questo e non soldi. Noi abbiamo fatto amicizia con loro e sono gentilissimi e sempre sorridenti, sempre pronti ad un ballo od a una canzone e ti rendono le giornate spensierate e felici! Noi abbiamo acquistato souvenir, collane e parei… forse gli acquisti più felici che abbia mai fatto!

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Dopo aver fatto amicizia con loro, ogni giorno facevamo una passeggiata alla mattina perchè c’era la bassa marea e l’oceano ti permetteva di osservare le meravigliose qualità della natura: lungo la lingua di sabbia che si creava con il restringimento dell’acqua, potevi incontrare stelle marine, pesci particolari, granchi, polipi, aragoste, coralli e spugne…

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CULTURA SWAHILI

Nella nostra seconda serata, il resort ci ha emozionato regalandoci una serata con balli, canti e cena Swahili: abbiamo iniziato con uno spettacolo di danza tipica dove anche il gruppo di cuochi hanno partecipato dandoci il benvenuto. La cucina swahili abbonda di pesce il più delle volte aromatizzato e piccante oppure con condito con il cocco. Avendo avuto anche influenze arabe, il riso soprattutto pilaf, accompagna questi piatti, a volte aromatizzati con il cocco. Ma a farne da padrona come contorno, c’è una tipica polenta di farina bianca cucinata solo con acqua e servita a volte con fagioli. Molti piatti di carne di pollo, agnello e manzo sono bolliti, sempre profumati. Anche i dolci sono per lo più cucinati con il cocco, abbonda il frutto della passione. The e caffè serviti sono kenioti. La sala per la cena è stata allestita con tovaglie dalle tipiche stampe africane e tutta a lume di candela, un’altra bellissima “coccola” organizzata dal resort. A finire la serata, il gruppo di ballerini ci ha regalato una serie di balli e canti tipici del Kenia. Un’altra sera, il villaggio ci ha regalato un altro spettacoli di abili giocolieri e trapezzisti: un gruppo di ragazzi che di professione fanno esercizi spettacolari senza protezioni e realizzando acrobazie di salti e capriole senza tappeti che attutire i colpi.

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SAFARI BLU

Per noi organizzato presso il villaggio (ma è possibile anche dai Beach Boys), il safari blu è un safari organizzato lungo un braccio dell’oceano che si restringe poi in baie e costeggia la costa del parco marino protetto di Watamu, sempre organizzato in base alle fasi delle varie maree. Dal resort con un pulmino, siamo andati nelle vicinanze di Malindi dove siamo saliti su una tipica imbarcazione turistica con una guida del posto molto preparata e gentilissima. Non è possibile accedere fino alla barriera corallina perchè molto distante dalla costa e quindi in aperto oceano, ma la gita permette comunque di tuffarsi in acqua per ammirare i bellissimi pesci. Infatti come ci ha spiegato la guida, è grazie a questa barriera corallina distante dalla costa, che in Kenia non hanno subito i devastanti danni dello scorso tsunami. E bastano pochi metri per osservare come cambia il colore del mare passando dal blu intenso fino a diventare trasparente e cristallino con l’avvicinarsi alle acque poco profonde della barriera. Durante lo snorkeling si vedono molti pesci colorati e di diverse dimensioni (e la guida ci ha informato che non si tratta di barriera e fondi marini come quelli di Sharm El Sheik). Spostandoci poi dove l’oceano crea delle naturali piscine con acque basse e più calde e quindi perfette per un bagnetto… qui comunque abbiamo anche avvistato uno squaletto innocuo ma pur sempre affascinante! Risaliti a bordo, eccoci entrare nella riserva naturale dove l’oceano incontra le acque dolci del fiume.

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E qui i nostri occhi si aprono su scenari da cartoline: strisce di sabbia bianchissima formano spiagge incontaminate da cartolina; la riserva naturale è caratterizzata da lagune, dove lungo le insenature, vediamo le famosissime mangrovie, ovvero piante dalle radici aeree che assorbono il nutrimento dall’acqua salata infilandosi per vari metri sotto terra nella sabbia.

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Nel momento del nostro arrivo, con la bassa marea, abbiamo potuto notare questa particolarità delle piante che al ritorno dopo il pranzo, con l’alta marea, ci hanno regalato un altro tipo di paesaggio perchè le radici erano coperte di acqua, svelando solo la parte più verde di queste piante.

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Per il pranzo a base di pesce e per niente al sacco, siamo stati ospitati presso una spiaggia attrezzata con tavoli all’ombra, bagno e cucina tutta alla griglia. Primo piatto polipo al sugo di cocco strepitoso, poi aragoste alla griglia, focaccine dolci e calde e addirittura il caffè in moka!!! Al ritorno abbiamo costeggiato ancora la costa ma come detto sopra, la meraviglia del paesaggio è cambiato con l’arrivo dell’alta marea, regalando ai nostri occhi una bellissima e verdeggiante flora. Durante questa escursione abbiamo anche ammirato le cicogne.

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SAFARI IN SAVANA

Per noi sempre organizzato presso il villaggio. Sveglia alle 3 di notte e partenza per il parco nazionale di Tsavo perchè noi abbiamo scelto di fare il safari di un solo giorno… ma credete ne vale la pena!!!… ebbene si perchè arrivare in Kenia e non fare il safari non è possibile!!! E’ uno di quei sogni nel cassetto che se riesci a fare prima o poi, va goduto fino in fondo… anche questo è mal d’Africa, una terra che nelle favole e nei racconti che si leggono da bimbi sembra inarrivabile! Il Tsavo National Park è grande quanto la nostra Toscana ed è un paesaggio tipico della savana con questa terra rossa che conferisce un’atmosfera surreale al paesaggio. Siamo arrivati alle 6 del mattino e subito prima dell’entrata del parco ci siamo imbattuti nei primi elefanti e con un branco di antilopi… Con la jeep completamente aperta, siamo entrati nel parco per fare un’escursione di ben 6 ore ma credetemi volate perchè troppo impegnati a scorgere gli animali qua e la lungo la savana, oppure lungo al fiume e guardando anche sulle piante!!!

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Elefanti, antilopi, giraffe e tantissime zebre ci hanno quasi subito accolti e fermandoci lungo il fiume abbiamo ammirato una scenografica alba nella savana che credo non mi capiterà mai più nella mia vita. Da cartolina!!!

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E quando i nostri occhi si sono stancati di osservare questi bellissimi colori, ecco un gruppo di rinoceronti neri immersi nell’acqua, quasi sembrano pietre, attirano la nostra attenzione… Proseguendo lungo la vastissima savana, incrociamo gruppi di antilopi, gazzelle e dik dik che con la loro galoppata aggraziata ci fanno tornare a costeggiare il fiume fino ad incontrare con lo sguardo i coccodrilli pigramente posti sulle secche del fiume. Rimessi in marcia, all’improvviso, il mio sguardo viene colpito da una forma in movimento al di là del fiume e io che urlo (si fa per dire perchè nella savana ti scatta un rispetto verso la natura che non pensi di avere, credetemi!!!) il LEONE!!!!

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Infatti avvistato sull’altra sponda, tutti gli altri ospiti hanno potuto godere della tranquilla passeggiata dell’indiscusso re della savana!!! peccato per noi troppo lontano e non più avvistato. Infatti tutte le guide sono tra di loro in collegamento con delle radio perchè ovviamente non c’è altro segnale, e si tengono aggiornati permettendo a noi turisti di essere portati il più possibile vicino agli avvistamenti degli animale. Continuando lungo la savana che si è nel frattempo sempre più riscaldata, incontriamo iene e struzzi oltre che a una gran varietà di uccelli che riprendono il loro volo al solo sentire il rumore della jeep. All’improvviso rallentiamo perchè ci attraversano la strada un centinaio, e non sto esagerando, di babbuini con femmine e cuccioli fino a fermaci del tutto davanti al capo branco in coda a controllare tutto il gruppo! Prima di fermarci per il pranzo, incontriamo anche un gruppo di bufali. Unico animale non avvistato è stato il ghepardo! Arrivati a destinazione, ci godiamo un buon pranzo in una bella struttura dove vi sono anche gli alloggi per chi vuole fare il safari di due o tre giorni. Il ritorno con il pulmino, avviene lungo una strada principale per un lungo pezzo asfaltata che passa attraverso vari villaggi.

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CONSIGLI

Noi, avendo anche un ragazzino di 13 anni, abbiamo voluto prenotare volo e villaggio in agenzia; vi consiglio poi in loco di scegliere e quindi prenotare i vari safari o escursioni. E’ possibile farlo in villaggio oppure tramite i beach boy. Avendo prenotato solo una settimana, abbiamo purtroppo evitato escursioni a varie spiagge tra cui la “Spiaggia dell’amore”, non siamo andati a vedere le cittadine di Watamu e Malindi. Non è più obbligatorio vaccinarsi ma comunque noi abbiamo fatto tutta la profilassi del caso informandoci presso il nostro centro vaccini all’ufficio per viaggiatori. Anche perchè era da un po’ di anni che non viaggiavano fuori Europa. Abbiamo fatto antitetanica, antidifterica noi adulti perchè il ragazzino già coperto dai vaccini obbligatori; mentre tutti e tre abbiamo fatto epatite A (così siamo coperti anche qui in Italia), vaccino per febbre gialla. Per via orale abbiamo preso tre pastiglie per il tifo e un giorno prima della partenza abbiamo preso sempre per via orale il Malarone per una durata di 15gg. Partite sempre con la borsa dei medicinali: non dimenticate l’Imodium, i fermenti lattici, i sali minerali, tachipirina e oki. A differenza di cosa pensavano alla partenza, ovvero di essere martoriati da zanzare e/ moschini vari,  abbiamo messo in valigia anche l’anti zanzare tropicale che vi consiglio comunque di spruzzarvelo quando farete il safari in savana!!! Il visto per entrare in Kenia lo fate in aeroporto compilando un paio di fogli con tutti i vostri dati, il motivo del vostro viaggio e dove alloggerete; il costo è stato di 20 euro a testa mentre al ritorno sempre in aeroporto si devono pagare 50 euro a testa per la tassa di soggiorno; attenzione solo in contanti. Presentare sempre il passaporto! In Kenya potete cambiare i vostri euro in scellini: per noi il cambio fatto in resort e conviene se volete comprare souvenir.

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