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In Ognuno è perfetto si ride e si riflette con i toni giusti

Creato il 18 dicembre 2019 da Iltelevisionario

Il 16, 17 e 23 dicembre in prima serata Rai1 trasmette la miniserie Ognuno è perfetto con Edoardo Leo, Cristiana Capotondi, Lele Vannoli, Piera Degli Esposti, Gabriele Di Bello e Nicole Grimaudo, per la regia di Giacomo Campiotti.

Una commedia tenera ed emozionante che racconta l’incredibile avventura di Rick, un ragazzo di 24 anni con la Sindrome di Down, disposto a tutto per rincorrere i suoi sogni e inseguire ciò che ama.

La prima puntata è stata seguita da 4 milioni 617 mila telespettatori pari al 20,7 di share e la seconda da 4 milioni 460 mila spettatori con il 20,7% di share.

Per il critico Aldo Grasso la fiction racconta la disabilità senza cedere all’indulgenza:

Ognuno è perfetto è una fiction in sei episodi per tre prime serate in cui si racconta il mondo della disabilità con partecipazione e ironia (Rai1, lunedì, ore 21,38). Coprodotta da Rai Fiction e Viola Film, ispirata alla fiction belga Tytgat Chocolat, scritta da Fabio Bonifacci e diretta da Giacomo Campiotti, la serie vede all’opera un gruppo di talentuosi ragazzi desiderosi di realizzare i loro sogni. Rick (Gabriele Di Bello) è un ragazzo di 24 anni, ha la sindrome di Down e gli stessi desideri di tutti i suoi coetanei: è stufo dei «finti tirocini» e vuole un lavoro vero. Suo padre Ivan (Edoardo Leo) ha ceduto l’attività per dedicarsi interamente a lui e consentire alla moglie Alessia (Nicole Grimaudo) di riprendere la sua carriera. Grazie ad un amico, Rick trova lavoro nel reparto packaging dell’Antica Cioccolateria Abrate, una piccola azienda diretta da Miriam (Cristiana Capotondi) e fondata dalla famiglia di sua madre Emma (una bravissima Piera degli Esposti, sempre silente ma vero perno del racconto). Non è facile affrontare questi temi. C’è sempre l’incognita di cedere all’indulgenza, di trattare in modo sbagliato gli stili comunicativi, le dinamiche di socializzazione dei ragazzi e le loro possibilità di integrazione. L’inserimento della persona Down nel mondo del lavoro è ormai una realtà, anche se ancora avviene in misura ridotta rispetto alle reali possibilità di integrazione possedute da queste persone. Solo una narrazione serrata e scevra di sentimentalismi poteva superare i molti rischi. Grazie al lavoro, Rick scopre anche l’amore: tra una confezione di cioccolatini e l’altra, rimane ammaliato dal sorriso di Tina (Alice De Carlo), una giovane collega di origine albanese che ricambia da subito i sentimenti. Le seconde storie (i rapporti sentimentali fra gli adulti, i ricatti dei malfattori, le sorti della fabbrica di cioccolato) sono puramente al servizio della storia principale.

“Ognuno è perfetto”, anche la serie di Rai1, scrive Andrea Fagioli su Avvenire:

Ci sono registi che hanno una particolare sensibilità per temi difficili da trattare in televisione come la malattia o la diversità. Giacomo Campiotti, sessantaduenne varesino, è uno di questi. La sua filmografia parla da sola. Basti pensare alle tre serie di Braccialetti rossi o a Bianca come il latte, rossa come il sangue, che mettono in evidenza la dignità della persona umana in qualunque condizione ed esaltano valori come l’amore, l’amicizia e la solidarietà. Campiotti è un regista attento al sociale, ma anche ai temi dello spirito: ha portato in tv figure come Maria di Nazaret, Filippo Neri e Giuseppe Moscati. Solo lui, a questo punto, poteva dirigere una serie sui ragazzi Down come Ognuno è perfetto, con la sceneggiatura di Fabio Bonifacci, in onda su Rai 1 in tre puntate, lunedì e ieri sera per concludersi il 23 dicembre. La storia è quella di Riccardo, detto Rick (Gabriele Di Bello), un ventiquattrenne con sindrome di Down disposto a tutto pur di ritrovare la sua Tina (Alice De Carlo) anche lei Down. Rick, come viene detto all’inizio, «per amore attraversa paesi e frontiere, coinvolge amici e genitori, pronto a viaggiare su ogni mezzo e disposto a finire anche in prigione. Lui sa che la strada per ritrovare il suo grande amore e conquistare la sua libertà è lunga, ma sa che il suo cuore e il suo coraggio sono grandi e che con loro si arriva ovunque». Tra l’altro a pronunciare mentalmente queste parole è una stupenda Piera Degli Esposti, nella parte di Emma, inferma e muta, che per prima avverte il grande cuore di Rick ed è bello che sia appunto lei la voce narrante. Campiotti tratta tutto con delicatezza, ma senza nascondere i problemi. La strampalata e simpatica pattuglia di amici e colleghi del protagonista, tutti ragazzi Down che recitano a fianco di attori del calibro di Edoardo Leo e Cristiana Capotondi, vivono le gioie e i dolori, pulsioni comprese, di tutti i giovani di quell’età. Anche le famiglie loro intorno non sono perfette, a dispetto del titolo. C’è pertanto il realismo della vita, sia pure smorzato dai toni della commedia. Ognuno è perfetto è in questo una serie avanti nei temi e nello stile di fronte alla quale si piange e si ride, ma soprattutto si riflette.


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