Oggi la Royal Dutch Medical Association (KNMG) ha rilasciato nuove linee guida per l’interpretazione della legge sull’eutanasia del 2002 e ora si dovrebbe includere chi ha “disturbi mentali e psico-sociali” come “perdita di funzionalità, la solitudine e la perdita di autonomia “come criteri accettabili per l’eutanasia”. Chi soffre di solitudine dunque può chiedere l’eutanasia.
Le linee guida inoltre, si legge su Lifenewssite.com permettono ai medici di collegare anche la mancanza di “abilità sociali, risorse finanziarie e un social network” a “sofferenza insopportabili e durature”, aprendo così la porta della morte assistita sulla base di fattori “psicosociali” e non più soltanto alla malattia terminale.
Il documento conclude sostenendo che il “concetto di sofferenza” è “ampio” rispetto alla sua interpretazione ed esso dovrebbe includere anche “disturbi della vista, dell’udito e della mobilità, cadute, confinamento a letto, affaticamento, stanchezza e perdita di fitness”. Alex Schadenberg, direttore e presidente del Comitato Internazionale di Euthanasia Prevention Coalition ha dichiarato che quel che avviene in Olanda è ciò che accadrà ovunque se l’eutanasia e il suicidio assistito venissero legalizzati.