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In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Joker

Creato il 07 ottobre 2019 da Cannibal Kid
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Joker Regia: Todd Phillips Cast: Joaquin Phoenix, Zazie Beetz, Robert De Niro, Brett Cullen, Frances Conroy, Marc Maron, Bill Camp, Shea Whigham, Brian Tyree Henry In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Joker
ATTENZIONE: QUA E LÀ È PRESENTE QUALCHE SPOILER
E se Joker non fosse il capolavoro assoluto dei nostri tempi di cui tutti parlano?
AHAHAHAHAHAHAH
Non sto scherzando. Per una volta nella mia vita sono serio. Perché nessuno riesce mai a prendermi sul serio?
AHAHAHAHAHAHAH
La mia comunque è soltanto una domanda. Un dubbio. Un mettere in discussione le cose. Che è ciò che non solo un critico, ma una coscienza critica in generale dovrebbe fare. Mi sembra una pratica andata persa al giorno d’oggi. Prendiamo ad esempio il nuovo album di Nick Cave & the Bad Seeds, “Ghosteen”. È uscito venerdì scorso a mezzanotte e venerdì pomeriggio la critica unanimamente gridava al capolavoro. Io non dico che ciò sia vero o meno. Io però mi chiedo come si possa giudicare un’opera complessa, profonda, personale, lunga come questa in appena un pomeriggio. Un capolavoro, o presunto tale, è qualcosa destinato a durare. Ci va del tempo per valutare in pieno il suo valore. È persino offensivo nei confronti dell'autore esprimere istantaneamente un giudizio così definitivo e impegnativo. La prima volta che ho sentito “Ok Computer” dei Radiohead, tanto per dire, a me non aveva mica convinto in pieno. Ero rimasto un po’ perplesso. Che è ciò che fa la grande Arte. Ti spiazza. Ti spiazza in due. Soltanto con gli ascolti successivi, “vivendolo” sulla mia pelle giorno dopo giorno, mi è entrato dentro, ha definito la mia vita e ciò che sono e oggi lo posso considerare uno dei miei dischi preferiti, forse il mio preferito di sempre. Un capolavoro assoluto. Oggi, non il 16 giugno del 1997, il giorno in cui è uscito. Qualcosa di simile vale anche per i grandi film. 2001: Odissea nello spazio, Arancia meccanica, Shining, Eyes Wide Shut... i lavori di Stanley Kubrick alla loro uscita non hanno mica ottenuto il plauso a reti unificate della critica mondiale. Non hanno avuto quello che adesso sarebbe il “100% fresh di Rotten Tomatoes”. Anzi. Hanno diviso parecchio. C’è chi li ha definiti delle cagate pazzesche. Shining è persino stato nominato a 2 Razzie Awards, di cui uno per la peggior regia.
AHAHAHAHAHAHAH
No, non è una battuta. È successo per davvero. Molti tra quelli che oggi consideriamo capolavori, non sono stati considerati tali da subito. Ne sa qualcosa Van Gogh. E molti di quelli che oggi vengono subito definiti capolavori, pochi mesi dopo sono invece già finiti nel dimenticatoio. Il tanto osannato Roma di Alfonso Cuarón, uscito meno di un anno fa, ora chi se lo incula più?
AHAHAHAHAHAHAH
Dico ancora sul serio. E dico anche che non so se Joker sia un capolavoro o meno. Dico che per stabilirlo magari si dovrebbe attendere un attimo. È probabile che il mondo dei cinecomics d’ora in avanti non potrà più essere lo stesso. La rappresentazione dei villain non sarà più la stessa. D’altra parte, anche dopo l’uscita di Shrek, la rappresentazione dei cattivoni o presunti tali è cambiata per sempre. Solo per questo dobbiamo considerare Shrek un capolavoro?
AHAHAHAHAHAHAH
Ok. Questo forse un pochino faceva ridere, eppure Shrek è un film importante. Un capolavoro no, ma un film che ha segnato un prima e un dopo per il cinema d’animazione, e non solo. Lo stesso potrebbe valere per Joker. Non so se è un capolavoro, però credo possa essere considerato un lavoro di svolta per il genere dei cinecomics. Perché sì, Joker è un cinecomic.
AHAHAHAHAHAHAH
In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Joker
Che cavolo ridete? Non ci saranno effetti speciali e pagliacciate tipiche del genere, benché il protagonista per guadagnarsi da vivere si travesta da pagliaccio, eppure è pur sempre un'opera profondamente inserita all’interno del mondo DC Comics e di Batman. O meglio, del futuro Batman. È un film improntato su un notevole realismo, su una violenza disturbante, su una costruzione psicologica profonda, lontana dai tipici cinefumetti fracassoni che puntano tutto sull’intrattenimento, come fossero dei parchi a tema, per dirla con Martin Scorsese. Nonostante tutto questo, resta pur sempre un cinecomic. Un anti-cinecomic, se preferite. Un ribaltamento del genere. Qui il cattivo è l’eroe della storia. Il pregio principale del film è il suo ribaltamento di visione, non solo per quanto riguarda il protagonista, ma in generale rispetto ai valori comuni. Il Male diventa il Bene.
Non avevo mai provato una empatia per un personaggio dei cinefumetti come in questo caso. Cosa che la dice lunga sulla mia sanità mentale. Mi sono ritrovato parecchio in questo Arthur Fleck/Joker, nel suo essere costantemente escluso dal resto della società, dal mondo dei “normali”. Durante la stessa visione del film, al cinema quando gli altri ridevano, a me non veniva da ridere. Quando gli altri non ridevano, io invece ogni tanto scoppiavo in una fragorosa risata. Come per la scena in cui Arthur fa finta di saltare addosso al nano. O come quando il nano non riesce ad aprire la porta perché è troppo basso. Sono i momenti meno politically correct quelli che a me divertono di più. Quelli che il resto della ggente trova sconveniente. In questo clown triste mi sono quindi ritrovato in pieno. Je suis Joker.
AHAHAHAHAHAHAH
In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Joker
Nessuno vuole essere Robin” canta Cesare Cremonini, ma questo non è vero. Timothée Chalamet ad esempio di recente ha dichiarato che il suo sogno è quello d’interpretare Robin. La verità è che nessuno vuole essere Joker, nonostante nel film un sacco di persone indossino la sua maschera. Perché? Perché Joker è la persona più triste al mondo, sebbene rida spesso in maniera incontrollata, a causa della sua rara patologia, una specie di Sindrome di Tourette della risata. In altre parole, ha degli attacchi di ridarola. Come quando a scuola scoppiavo a ridere per qualche scemata del mio compagno di banco e non riuscivo più a fermarmi, fino a che la maestra non mi spediva in corridoio.
AHAHAHAHAHAHAH
Non era una storiella divertente. Era una drammatica storia vera che mi ha lasciato addosso ancora qualche trauma. Non è mica una cosa bella, essere cacciati dalla classe. Stare lì da soli in mezzo al corridoio, esiliati. Cosa avete da ridere tanto? Soffrite anche voi della patologia del Joker?
AHAHAHAHAHAHAH
In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Joker
Secondo me sì. Avete un problema serio e non ve ne rendete conto. Al cinema la gente ride quando sente gli altri che ridono, altrimenti si vergogna a farlo. È lo stesso meccanismo delle sitcom: mettono le risate registrate, per mostrarvi quando è necessario che voi ridiate. Come sottolinea lo stesso Joker all’interno del film quando il pubblico non ride alla sue battute, vi dicono cosa fa ridere e cosa no. Lo stesso vale per il giudizio su un’opera. Se qualcuno comincia a parlare di capolavoro, poi ecco che tutti si sentono in obbligo di gridare pure loro al capolavoro, per non sentirsi inadeguati. Per non sentirsi diversi. Per non sentirsi come il Joker. Perché nessuno vuole essere Joker. Non per davvero. A parte forse Joaquin Phoenix, cui questo ruolo calza a pennello. L’attore è riuscito nell’impresa, non da poco, di fare suo un personaggio già reso in maniera iconica da Jack Nicholson e Heath Ledger. E sì, pure da Jared Leto.
AHAHAHAHAHAHAH
Va bene, questa risata ci sta. Jared Leto non è che sia stato del tutto fenomenale nei panni di Joker indossati in Suicide Squad, lo ammetto. Sarà stata colpa del film, o sarà stata colpa del poco spazio dato al suo personaggio, o sarà che ha voluto strafare e alla fine è risultato troppo eccessivo e macchiettistico. Joaquin Phoenix ha invece fatto un lavoro straordinario nel costruire piano piano la follia montante di Arthur Fleck, che esplode quando smette di prendere i suoi medicinali. Che poi le sue esplosioni di violenza sono reali, o solo immaginarie? Come per Patrick Bateman in American Psycho, il confine tra realtà e fantasia è molto sottile e qui non è del tutto chiaro ciò che succede per davvero e ciò che la sua mente si immagina. La sua love story in stile Drive di Nicolas Winding Refn con la vicina di casa interpretata da Zazie Beetz è tutta una sua fantasia, questo a un certo punto ci viene mostrato chiaramente.
In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Joker
Gli omicidi invece sono reali, o meno? Certo, Joker viene arrestato e messo in manicomio, l’Arkham Asylum, ma se fosse soltanto per aver ucciso sua madre? In fondo è quello l’unico omicidio realizzato in maniera verosimile. Tutte le altre uccisioni sono splatter, sopra le righe, quasi tarantiniane, sono le parti più fumettistiche di un lavoro per il resto improntato su un forte (neo)realismo. Sembrano delle fantasie, così come il trasformarsi del protagonista in un eroe del popolo, con la sua maschera che diventa un simbolo di lotta alla kasta sullo stile di V per Vendetta e della terza stagione di quella grande serie che è La casa di carta.
AHAHAHAHAHAHAH
Cacchio ridete? Siete cresciuti a pane e Paso adelante e considerate La casa di carta una schifezza? Ma per favore! Fatto sta che è difficile stabilire ciò che avviene per davvero o meno nel film, ma il punto forse è proprio questo. Stiamo parlando di un personaggio palesemente finto, tratto dai fumetti, è così importante stabilire cosa è reale e cosa non lo è? E importa sapere se il Joker e Batman sono realmente fratellastri o è solo tutta un’invenzione della signora Fleck? Ed è anche importante stabilire se questo film è un cinecomic oppure no? E dobbiamo pure domandarci se è un dramma, oppure una comedy?
Pensavo che la mia vita fosse una tragedia, ma ora mi rendo conto che è una commedia” dice il Joker in quella che sta diventando la frase più citata sui social dai tempi di “Non può piovere per sempre” pronunciata dal Corvo Eric Draven. Attualmente è persino più citata delle perle di saggezza contenute nel libro di Giulia De Lellis.
Beh, adesso che ho fatto volontariamente una battuta non ridete? Siete proprio un pubblico difficile. Probabilmente molti di voi si saranno stupiti nello scoprire che questo film sia stato diretto da Todd Phillips, un regista finora noto più che altro per aver girato commedie goliardiche e “sceme” come la trilogia di Una notte da leoni, Old School e uno dei miei cult adolescenziali, Road Trip, io invece no. Sono contento che registi di lavori considerati cazzari oggi si stiano imponendo nell’ambiente del “cinema che conta”. Lo ha fatto Adam McKay, quello specializzato nei film con Will Ferrell come Anchorman, Ricky Bobby e il geniale Fratellastri a 40 anni.
AHAHAHAHAHAHAH
Sì, per me Fratellastri a 40 anni è un film geniale. Dopo essersi fatto le ossa con questi titoli comici, Adam McKay ha poi realizzato gli acclamati e politici La grande scommessa e Vice - L’uomo nell’ombra. Peter Farrelly, che insieme al fratello Bobby ha firmato gioielli di comicità demente come Scemo & più scemo, Tutti pazzi per Mary e Amore a prima svista, quest’anno ha conquistato l’Oscar di miglior film con Green Book. A questa rivincita dei registi comedy si aggiunge ora il nome di un Todd Phillips qui in grande spolvero che comunque, a guardare bene, nonostante i toni da tragedia e gli omicidi, ha realizzato un’altra grande commedia. Anche se c’è da riconoscere che, per quanto il film sia ben girato, Todd Phillips non è Martin Scorsese. E forse Joker non è il Taxi Driver dei nostri tempi. Il motivo? La sceneggiatura mi è sembrata un pochino deboluccia. Se la costruzione psicologia del protagonista è notevole e l’interpretazione di Joaquin Phoenix impressionante, la storia ha un andamento piuttosto scontato. Un personaggio così imprevedibile avrebbe meritato una vicenda e qualche svolta un po' più imprevedibile. Sarà anche qualcosa di mai visto all'interno del genere dei cinecomics, ma non è qualcosa di radicalmente nuovo per il cinema in generale. A meno che non si considerino mai esistiti, oltre a Taxi Driver, nemmeno film come Arancia meccanica, Fight Club, L'uomo senza sonno, o anche il recente Dogman del nostro Matteo Garrone o qualche revenge movie sudcoreano alla Old Boy. O ancora Il cigno nero, un viaggio nei meandri di una mente malata non troppo dissimile da questo, orchestrato da quel sottovalutato fenomeno di Darren Aronofsky.
AHAHAHAHAHAHAH
In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Joker
Il film è inoltre affetto da un paio di problemi che non dipendono nemmeno dal film stesso. Il primo è comune a molte pellicole in circolazione: il trailer rivela troppo. Il trailer di Joker era un autentico capolavoro, alcune delle frasi e delle scene migliori erano già stata svelate lì, il film nel complesso non sono sicuro che lo sia. Per questo motivo odio i trailer, per quanto non riesca a trattenermi dal vederli. Sono come una droga.
AHAHAHAHAHAHAH
L’altro problema, anch’esso oggi parecchio diffuso, è quello di cui parlavo in apertura. Il fatto che un film viene presentato nei festival, si comincia a gridare all'opera imprescindibile, tutti si sentono in obbligo di alzare ulteriormente la posta e si finisce per generare aspettative insostenibili. Esce Gravity e tutti a dire che si tratta della miglior fantascienza dai tempi in cui Philip K. Dick era in vita. Esce C’era una volta a... Hollywood e tutti a parlare del miglior Tarantino da quando ha smesso di bagnare il letto. Esce Joker e tutti a parlare di miglior film degli ultimi 3 mila anni. Magari è davvero così. O magari domani esce un altro lavoro che conquista il titolo di miglior film degli ultimi 3 mila anni e Joker non è più il capolavoro assoluto dei nostri tempi, ma solo un buon film, di cui il tempo ci rivelerà la reale importanza. Che poi, cosa c’è di male a essere “solo” un buon film?
AHAHAHAHAHAHAH
Chiedo sul serio: perché oggi i film devono per forza o essere dei capolavori totali, o delle merdacce assolute? Io ad esempio sarei contento anche se non fossi la miglior persona mai vissuta sul pianeta Terra, ma “solo” una buona persona. E mi andrebbe pure bene se non fossi considerato il più grande critico cinematografico di sempre dopo Roger Ebert, ma “solo” un blogger cinematografico rispettabile.
AHAHAHAHAHAHAH
Ok, quest'ultima cosa è talmente inverosimile che fa davvero ridere. Ve lo concedo. (voto 8/10)


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