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In seconda serata su Rai Storia "Italia in 4D" racconta gli italiani e la televisione

Creato il 17 agosto 2013 da Nicoladki @NicolaRaiano
Su Rai Storia (Digitale Terrestre e TivùSat), sabato 17 agosto alle 22.30, Rai Educational presenta "Italia in 4D", di Giuseppe Giannotti, Davide Savelli, Eugenio Farioli Vecchioli. A "Italia in 4D" l’inizio e lo sviluppo della grande storia d’amore fra gli italiani e la televisione. Nel 1954, relativamente tardi rispetto agli altri paesi, cominciano in Italia le trasmissioni televisive. La televisione è monopolio di Stato quindi, fin dal suo esordio, diventa terreno di conflitto politico e chi ne possiede le chiavi ha la possibilità di condizionare e influenzare i telespettatori.
Lo sviluppo del mezzo televisivo è rapido. Agli inizi del 1954, gli abbonati sono circa 90.000, ma appena quattro anni dopo - all’’inizio del miracolo economico – sono oltre un milione, per arrivare a quasi otto, a metà degli anni ‘60. Proprio in questo decennio la tv completa il processo di unificazione nazionale perché “è una delle forme più importanti di italianizzazione - sostiene lo storico Emilio Gentile - non solo insegna un linguaggio comune, ma contribuisce a diffondere anche uno stile di vita comune”. Con la TV, il paese si apre definitivamente alla modernità e alla società dei consumi. I conduttori televisivi diventano personaggi popolarissimi e acclamati dal pubblico.
Gli anni ‘70 sono un momento cruciale. Terminano i monopoli e iniziano ad affacciarsi sulla scena le prime reti televisive private e le prime radio libere. Proprio le radio, costituiscono un punto di rottura importante, “l’innovazione che propongono - spiega Giovanni De Luna - non è solo sul piano della contro informazione, ma anche nel modo stesso di raccontare la realtà, attraverso la sperimentazione di nuovi linguaggi”.
Negli anni ‘80 infine il matrimonio fra politica e tv è oramai completo. La politica diventa catodica, il carisma richiede telegenia e l'audience gareggia con le urne elettorali. È una trasformazione epocale, che prevede un allargamento del concetto di spettacolo. “C’è una totale mescolanza tra i politici e i loro sosia da palco - spiega lo storico Crainz - una cosa incredibile se si pensa che pochi anni prima, un famoso imitatore aveva avuto molti problemi proprio a causa della parodia che faceva di alcuni politici”.
"Italia in 4D" presenta quarant’anni di comunicazione, tra radio e televisione, sfide tecnologiche e parodie politiche, battaglie di libertà e monopolio dell’informazione.

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