Incantesimi e pozioni magiche nella serialità americana

Creato il 22 novembre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

22 novembre 2013

La magia ed il mistero, negli anni, è sempre stata una componente di spicco nella serialità d’oltreoceano. Esempi come Sabrina vita da strega, Buffy the Vampire Slayer (ed Angel il relativo spin-off ) e Streghe, hanno sempre avuto un grande impatto tra il pubblico. Dopo un periodo di stasi, questa dilagante moda è tornata prepotentemente sugli schermi americani (e presto anche su quelli italiani). Witches of East End ed American Horror Story: Coven, sono due esempi di questo fenomeno che continua a dividere il pubblico ed emozionare i più. Incantesimi, maledizioni e torbide vendette, sono il piatto quotidiano di queste due serie (diversissime tra loro) che sfruttano il fascino dell’occulto facendolo diventare una vera “droga”.

Witches of East End (di cui già abbiamo avuto modo di presentare sulle frequenze di Oggi al cinema), continua a mietere consensi sul web. Definita dai più addicted un supernatural trash, la serie tv convince per una trama dai mille risvolti, fresca ed invitante. Johanna (Julia Ormond) insieme a Freya (Jenna Dewan),  Ingrid (Rachel Boston) e Wendy (Mädchen Amick),  sono alle prese ancora con una torbida maledizione che si sta per abbattere sulla loro famiglia, mentre alle spalle prendono vita giochi di cuore e di potere. Le streghe di questo successo targato LifeTime in arrivo dal 4 dicembre su Sky, arrivano dritto al cuore dello spettatore grazie ad una miscela collaudata e di grande impatto. Ironica, peccaminosa e con un pizzico di segreti ancestrali nel calderone degli eventi, Witches of East End, stravince quindi per un ritmo incalzante, battute ad effetto, dialoghi mai banali, attori dal fascino invitante ed una vicenda che riesce sempre e comunque a tenere incollati davanti lo schermo. La magia che aleggia costantemente sulle spalle dei protagonisti, oltre ad essere uno spettatore onnipresente è il motore della vicenda stessa, che rende il tutto molto coinvolgente. Certo la serie ha le sue pecche narrative, ma grazie a questi particolari, ciò che risulta affrettato e troppo chic, passa in secondo piano.

Uno scatto dal set di American Horror Story Coven

Ben diverso invece è il discorso che va fatto per la terza stagione di American Horror Story; dopo le case infestate e paurosi ospedali, anche Ryan Murphy decide di cedere al fascino della magia. Coven rispetto alle streghe della LifeTime, sfrutta il lato meno patinato della magia, mostrando un folto gruppo di fattucchiere vendicative, paurose ma dall’innegabile fascino. Seppur la tematica teen scalpita per entrare nella vicenda grazie alle presenza di 4 giovani ed aspiranti streghe (Emma Roberts, Taissa Famiga, Gabourey Sidibe, Jamie Brewer), la congrega capitanata da una raggiante Jessica Lange, vive di propria grazie a quel fascino perverso che si rincorre in tutta la serie.

Anche se questa terza stagione brilla per un cast stellare data la presenza di Katy Bates e di una diabolica Angela Bassett, la trama non si fonda su solide basi risultando un’accozzaglia di idee gettate un po’ a caso. Non stiamo parlando di flop, badate, ma da un esperto come Ryan Murphy che ha deciso di sfruttare la magia per questa sua terza Storia Horror Americana, ci aspettavamo qualcosa in più. La serie infatti non incute timore, ma si fonda su personaggi dalla psicologia contorta e sfaccettata tralasciando una vicenda che colpisce nel profondo. Amore e morte, vendetta e perdono si fondono in un’unica formula magica, mentre alle spalle l’odio raziale e vecchi rancori aleggiano come zombi minacciosi.

La congrega di American Horror Story, nonostante tutto, stravince sulla sorellanza di East End; eppure per rendere dannatamente seducenti le streghe di Ryan Murphy, manca quella dose di trash che hanno le streghe della Lifetime tv. Il buon Murphy questa volta ha ecceduto nel no sense peccato di superbia.

di Carlo Lanna per Oggialcinema.net 


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