Incentivi Biogas

Creato il 23 maggio 2013 da Bioenergyitaly_blog
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L’installazione di impianti a biogas è sottoposta ad un meccanismo di incentivi biogas che rende più conveniente la conversione a questo tipo di produzione di energia e calore che sfrutta il biogas.

Gli incentivi biogas vengono visti di buon occhio soprattutto dalle imprese agricole che vedono nella produzione di tale fonte di energia una nuova forma di diversificazione del reddito e un modo per ottenere possibilità di guadagno e di risparmio a lungo termine.

Lo Stato italiano dà ancora dei grandi incentivi sul biogas.

  • Gli impianti che godono di incentivi biogas sono quelli piccoli impianti biogas da 100 a 300 Kw , in particolare se alimentati con reflui zootecnici.
  • Altri impianti che ricevono importanti incentivi biogas sono quelli da 300 kW che esprimono il massimo rapporto potenza/incentivo.
  • Gli impianti da 600 kW, la massima potenza incentivata ancora con una tariffa base di un certo rilievo.
  • Le potenze superiori invece hanno ricevuto sostanziosi incentivi biogas in passato, ora ridotti, pur permanendo un certo vantaggio nel poterne usufruire.

LE NORMATIVE SUGLI INCENTIVI BIOGAS

Un passo avanti in direzione degli incentivi biogas è avvenuto attraverso il Testo unico ambientale (decreto legislativo numero 152 del 2006) e successivamente attraverso il decreto legislativo numero 4 del 2008.

Tale decreto punta proprio sugli incentivi biogas e biomasse e sulla loro produzione attraverso materiale organico da raccogliere entro 70 chilometri dall’impianto di produzione stesso. È dunque possibile il conto energia anche per il biogas. La norma prevede che nei casi di impianti con potenza inferiore al MW l’incentivo biogas sia di 0,30 euro/Kwh.

Il quadro degli incentivi biogas messi in esercizio nel 2013

Le novità principali sono:

  • individuazione di tariffe onnicomprensive decrescenti al crescere della taglia dell’impianto
  • istituzione del registro nazionale a cui iscriversi per acquisire il diretto di accesso agli incentivi biogas fino al raggiungimento di un quantitativo contingentato
  • priorità agli impianti di aziende agricole alimentati da biomasse e sottoprodotti fino a 600 Kw di potenza elettrica (quindi incentivazione a impianti di piccola taglia)
  • il costo massimo cumulato di tutte le tipologie di incentivo (ad esclusione del fotovoltaico) è fissato a 5,8 miliardi di euro l’anno
  • gli incentivi biogas e biomasse sono erogati in modo diverso in funzione dell’utilizzo di prodotti, sottoprodotti o rifiuti.

Il nuovo sistema di incentivi biogas, in vigore dal 1 gennaio 2013, prevede la limitazione della somma annuale incentivante le energie rinnovabili a certi valori.
Chi vorrà accedere a questi incentivi biogas dovrà, per i piccoli impianti bioenergetici sotto i 5 MW, iscriversi a un registro aperto fino al raggiungimento della cifra predefinita annuale (nel 2013 sono 170 MW). Una serie di criteri selezionerà le richieste d’iscrizione e il requisito privilegiato è la proprietà dell’impianto  di aziende agricole, singole o associate, alimentate a biomasse o biogas e potenza inferiore a 600 MW. Al secondo posto, per gli impianti agro energetici, l’alimentazione degli stessi con sottoprodotti di origine biologica ben definiti in una tabella del decreto.

Gli incentivi biogas stessi per la produzione di energia elettrica sono poi differenziati per potenza (più euro per impianti piccoli) e vedono poi premi ulteriori se la tecnologia usata è capace di abbattere le emissioni in atmosfera a valori minimi prefissati, se operano in regime di cogenerazione ad alto rendimento (produzione di energia elettrica e calore utile), se utilizzano biomasse provenienti da una filiera. Gli impianti alimentati a biomassa fino a 200 KW e quelli a biogas fino a 100 KW non sono soggetti all’iscrizione al registro e ottengono direttamente l’incentivo per la potenza che hanno (biogas 18 €/MWh).

Tariffe Incentivanti

Gli incentivi biogas vengono erogati dal GSE ed hanno una durata di 20 anni. L’incentivo ha una formula di calcolo diversa a seconda che l’impianto abbia potenza elettrica nominale inferiore o superiore ad 1 MW (1.000 kW). Gli impianti di potenza superiore a 5 MW, inoltre, accedono al sistema di incentivazione a seguito di una partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso.