incipit

Da Guchippai

Ho incontrato per la prima volta Tom Barclay al funerale di mio marito, come mi avrebbe rinfacciato più avanti, anche se allora mi aveva fatto un'impressione così blanda che non ricordavo di averlo mai visto prima. Garrick, l'impresario delle pompe funebri, aveva l'abitudine di rivolgersi a un'associazione universitaria per farsi mandare un paio di ragazzi a dare una mano, ma per qualche ragione una delle matricole selezionate, un certo Dan Lacey, non era potuto venire, e suo padre aveva chiesto a Tom di sostituirlo.James M. Cain, La ragazza dei cocktail


se le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive, si sa, vanno dappertutto e a volte rischiano pure di andare in galera. Joan, la protagonista di questa storia, lo rischia per ben due volte, entrambe col sospetto di avere assassinato il marito di turno perchè, a torto o a ragione, è considerata un'opportunista. Joan racconta la sua storia: come il primo marito è morto guidando ubriaco, come si sia trovata sul lastrico con un figlio piccolo a carico, come si sia adattata a fare la cameriera servendo i clienti in abiti succinti e come abbia conosciuto due uomini, molto diversi sia per temperamento che per l'effetto che le fanno. sì, questa è la storia che Joan racconta e non vedo perchè non le dovremmo credere. di sicuro l'autore, che le credesse o no, provava una certa simpatia per lei. il libro, molto avvincente, ha avuto una genesi particolare. Cain lo scrisse quando era molto anziano, apportò diverse modifiche e scrisse versioni alternative di alcune scene, ma morì prima di essere soddisfatto e di pubblicarlo. solo trent'anni dopo il manoscritto è riapparso e il curatore ha dato coerenza all'insieme, scegliendo questa invece che quella scena, togliendo cose superflue e aggiungendone di quelle scartate. insomma: non sappiamo se l'autore avrebbe voluto che il libro fosse proprio così, ma certamente il libro, così com'è, è molto bello.

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