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Incipit

Da Foscasensi @foscasensi

A me non è toccata la bellezza sacra - quella colpisce un po' a caso, giusto? - ma c'è stata una finestra nei vent'anni in cui avevo perso un po' di peso e vestivo gonne di maglina. Una piazza piena di macchine, con i tigli che sudavano e il funzionario dell'ufficio ancora di più, le scale di marmo e l'odore di colla e di quel che c'è all'attaccatura della camicia. Ma non c'era da farci caso, a me interessava il pacco di fotocopie con la durata media degli esercizi del posto che mi macerava sotto il braccio. Non avevo bisogno poi di molto. Una calcolatrice, un paio d'ore di lavoro nel bar in piazza per mettere insieme numeri e parole ed ecco pronta l'apertura - forse - per la cronaca locale dell'indomani. E un caffè, sì, avevo bisogno anche di quello. Non avevo una gonna di maglina, in realtà. era un vestito quasi di cotone, le increspature si tendevano intorno alle spalle e poi cadeva, benevolo, insieme a piccole gocce saline dal bianco del braccio giù fino agli slip... "Signorina, signorina!". Stavo già tacchettando nel parcheggio. "Mi faccia la cortesia, faccia una telefonata al responsabile, prima di pubblicare quei dati!", e mi mette in mano un appunto.
E' cominciata così, con un pezzo di giornale scarabocchiato e, sopra, un nome da artista.


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