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Indignazione Sanremo!

Creato il 09 febbraio 2019 da Carlo_lock
Ho sempre scritto post su Sanremo in passato, in quanto manifestazione aggregante, nazionalpopolare proverbiale degli italiani. Sanremo è un po' la targa del momento storico, se vogliamo anche un'occasione di socialità, una di quelle occasioni che tengono uniti gli italiani come ai campionati mondiali di calcio.Per questo se ne parla e se ne deve parlare.Ne ho scritto spesso per parlarle male, non lo nego,  ma non per snobismo, semmai per la libera espressione di dire: "queste canzoni non mi piacciono, sono una merda".Non è una questione di questo o quell'artista, è questione che il XXI secolo ha generato un pop radiofonico e televisivo che ha ucciso armonia e melodia. Non c'è più orecchiabilità in favore di basi rap o che vogliono, anche quando non ci sono, insistentemente ricordarle. A questo punto, per non offendere giustamente chi ama personaggi come Fedez, Achille Lauro, Zen Circus, Rancore, Sfera Ebbasta,  Rocco Hunt. Ghemon, bisogna assumere una presa di posizione: o ci stai a questi cambiamenti o non ci stai.Si è liberi di non starci, come di starci. Io non ci sto. Non ci sto a un Festival che da anni non è più sufficientemente rappresentativo dei variegati gusti musicali della gente, anche di una certa età. Un Festival che non promuove le nostre origini, la melodia, la canzonetta facile e tanti bravi artisti che si impegnano fuori dai talent-show e fanno fatica a emergere. Sanremo ha sempre accontentato tutti i gusti con il coraggio di affiancare Vasco Rossi ad Albano e Romina, i Quintorigo a Gigi D'Alessio. Quest'anno più di ogni altro anno si respira ancora di più un violento tanfo di omologazione e di appiattimento. Sono questi di Sanremo 2019 gli artisti che rappresentano l' Italia oggi? Forse sì, ma la vera innovazione non sarebbe male, quella di far emergere qualcosa dal sottobosco underground, di poveri artisti (veri artisti!) che sono costretti a pubblicare su etichette indipendenti. Vogliamo un po' di musica elettronica, quella seria, dark-wave, la vera canzone napoletana, qualche canzone folk cantautorale, qualche canzoncina smielata in Do da cantare sotto la doccia, qualche cantante travestito non guasterebbe pure.Hanno censurato Caramelle per la storia della pedofilia e si sono dimenticati che nel '93 era passato un brano intitolato Caramella nella sezione Giovani, cantato da Leo Leandro, carina, passata quasi inosservata e dedicata a un adescamento di minorenne.Italia finta perbenista dalla memoria corta; Italia che non ama più la musica ed è pure triste che un professionista come Baglioni si sia prestato a questo gioco. Più che parlare a difesa dei migranti che è un suo diritto, si dovrebbe vergognare di avere assecondato e organizzato il Festival, a mio avviso, più brutto e noioso degli ultimi trent'anni. Ma d'altro canto, di fronte agli ascolti, il sacro share, dobbiamo stare sempre zitti. Grande successo di pubblico, forse la ragione è la presenza dei super-ospiti-vecchie glorie.

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