Magazine Cultura

Infanzie rovinate

Creato il 22 dicembre 2017 da Mcnab75
Infanzie rovinate

Non ho visto il nuovo Star Wars, e credo che lo vedrò fra qualche mese, nella stessa modalità scelta per vedere il famigerato Episodio VII: noleggiandolo su Google Play.
So che sono film da vedere sul grande schermo - sono il primo ad ammettere che un certo genere di pellicole danno il 50% in più se ce li godiamo al cinema - ma davvero non sono riuscito a organizzare la cosa. Quindi pace e amen.
Devo aggiungere che non sono un Vero Credente di Star Wars (né tanto meno di Star Trek), quindi non soffro più di tanto di aver mancato all'appuntamento con questa nuova uscita. Sono affezionato alla prima, storica saga, ho visto i film diverse volte e li rivedrei volentieri, ma non li ho mai mitizzati.
In compenso ne ho mitizzati altri ( Alien e Predator, sempre per restare nel campo della fantascienza, ma potrei citarne almeno altri cinquanta). Proprio in quest'ottica - quella del Vero Credente - ho guardato con sospetto i moderni progetti di riesumazione dei vecchi brand (perché di questo si tratta, oramai), per esempio il già citato Alien. Non mi è piaciuto che qualcuno toccasse i miei miti dell'infanzia, e i risultati mi sono piaciuti sì e no, però non le reputo operazioni di lesa maestà.

Delle tante critiche a Episodio VIII - che per me può piacere o non piacere, indifferentemente - quelle che ho trovato più ridicole sono proprio quelle di ex bambini, ora quaranta-cinquantenni, che si disperano perché al cinema non hanno più trovato la magia di quando erano adolescenti.
Purtroppo così vanno le cose: è soprattutto una questione di percezione, legata all'età.
Se proiettassero oggi i primi Star Wars probabilmente molti critici del ricchissimo (sono ironico) mondo dei social li boccerebbero con tanto di spernacchiamenti. Perché, ammettiamolo, anche i primi tre film della longeva saga non sono esenti da falle logiche, da deus ex machina talvolta imbarazzanti e da alcuni personaggi molto meno riusciti di quelli che - al contrario - ricordiamo tutti con affetto.

Questo - ribadiamolo - al netto delle critiche sulla trama o sulla regia, che possono anche starci, se mosse col gusto critico di un adulto.

Personalmente quello che mi dà fastidio, ma so di essere una mosca bianca, è il continuo dover ricorrere a prodotti/brand/saghe vecchie di decenni, senza riuscire mai a imporre al pubblico qualcosa di nuovo.
Perfino gli Avengers, sicuramente tra i più grandi successi commerciali degli ultimi decenni, sono pescati da fumetti in circolazione da moltissimi anni. Il cinema non si è inventato nulla di nuovo, nemmeno questa volta. Così come molti film del fantastico (ma non solo) in circolazione dal 2000 in poi. Anche per titoli di seconda fascia sono stati saccheggiati fumetti, libri, senza parlare dei remake.

Infanzie rovinate

Non c'è nulla di male in tutto ciò... forse.
Per quanto le trasposizioni cinematografiche siano spesso operazioni interessanti, mi spiace dover ammettere che sempre più difficilmente sceneggiatori e registi sanno inventarsi una storia nuova - davvero nuova - e proporla agli spettatori.
Non so se si può parlare di crisi creativa generale, o se semplicemente c'è la volontà dei produttori di investire in qualcosa che può già contare degli appassionati (dei fan) disposti a sganciare quattrini.
Secondo un'altra scuola di pensiero c'è la precisa volontà di spillare soldi a quella categoria di pubblico che ne ha ed è disposta a spenderlo: la fascia dei 35-50enni con passioni volgarmente definite "da nerd".
In tal modo operazioni come Episodio VIII rappresentano un sicuro investimento - e così infatti è stato.
Si fa leva sulle nostre infanzie, sui ricordi, sugli affetti, per monetizzare.
E - di nuovo - non c'è nulla di sbagliato in questo.
A meno che essa non diventi l'unica via per poter creare e commercializzare l'immaginario. Perché, se così fosse, entro breve tempo gli unici cultori del fantastico saranno sempre più anziani.

A proposito: siete sicuri che i ragazzini si siano appassionati di Star Wars, grazie a Episodio VII e VIII? Io non ne sono tanto convinto.
Credo che i brand del fantastico che interessano i 13-15enni di oggi siano altri, ma forse mi sbaglio.
Anzi, se mi sbaglio dimostratemelo (non vale se siete dei papà e avete obbligato i vostri pargoli a diventare fan di Star Wars 😀 )

Infanzie rovinate

Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
Segui la pagina Facebook di Plutonia: https://www.facebook.com/PlutoniaExperiment/
Segui il canale Telegram di Plutonia: https://telegram.me/plutonia
Pagina autore: amazon.com/author/alessandrogirola


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines