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Influenza Aprile 2019: sintomi con o senza febbre, rimedi naturali influenza intestinale, per bambini

Creato il 28 marzo 2019 da Rodolfo Monacelli @CorrettaInforma

Il picco ormai è un ricordo lontano, eppure non bisogna mai abbassare la guardia contro l’influenza di aprile 2019. è vero che la classica stagione influenzale può considerarsi praticamente chiusa, ma in questo periodo di transizione tra la stagione fredda e la primavera i protagonisti potrebbero diventare gli ormai famosi virus parainfluenzali. Facciamo un riepilogo della situazione, andiamo a vedere quali sono i sintomi più comuni e i rimedi naturali, anche per l’influenza intestinale che può comparire con o senza febbre, anche tra i bambini.

Influenza e parainfluenza: i pericoli di aprile 2019

Le statistiche diffuse dall’Istituto Superiore della Sanità dimostrano che verso la metà di marzo l’incidenza dell’influenza è scesa a 3,7 casi ogni mille assistiti: la cosiddetta soglia basale è ormai vicina, quindi si può dire che il periodo epidemico è praticamente giunto alla sua conclusione. Da quando è iniziata la sorveglianza quasi otto milioni di italiani (per la precisione 7,8 milioni di persone) hanno avuto a che fare con la sindrome influenzale, con 710 casi gravi: l’anno scorso i contagi furono di più. Ormai la soglia di attenzione delle persone nei confronti dell’influenza sta ormai scemando e la cosa è confermata dal fatto che in queste ultime due settimane il 67% delle perosne che hanno sofferto di una sindrome influenzale o similinfluenzale ha deciso di non farsi visitare dal medico.

I virus di tipo A sono ancora in circolazione in questa parte iniziale della primavera, ma possiamo dire che si stanno facendo sempre più largo i virus responsabili delle sindromi parainfluenzali, molto comuni in primavera ed autunno. I nemici numero uno diventano quindi i virus del genere Paramyxovirus e il virus RSV, che il principale responsabile delle infezioni che colpiscono le vie respiratorie dei bambini durante le stagioni invernali e primaverili. Influenza o parainfluenza, anche ad aprile 2019 bisogna stare attenti; il modo migliore per evitare il contagio o per rimettersi in forma il più presto possibile è come sempre conoscere meglio il proprio “avversario”: vediamo quindi quali sono i sintomi, le modalità di contagio e i rimedi naturali più efficaci.

I sintomi dell’influenza aprile 2019

L’arrivo dell’influenza si fa sentire con la comparsa improvvisa di febbre alta, accompagnata spesso da tosse e da dolori muscolari; tra gli altri sintomi classici della malattia ci sono anche il mal di testa, il mal di gola, il naso chiuso o che cola, la perdita di appetito e un senso di stanchezza o di malessere generale. Nei bambini si possono verificare anche episodi di vomito e diarrea. Le sindromi parainfluenzali si presentano praticamente alla stessa maniera, anche se i sintomi tendono ad essere più blandi: di solito gli adulti vengono colpiti solo nell’apparato respiratorio superiore (quindi raffreddore e mal di gola), mentre i bambini e le persone con il sistema immunitario indebolito l’infezione può colpire anche i tratti inferiori dell’apparato respiratorio (quindi, a seconda del virus responsabile della malattia, bisogna stare attenti alle eventuali complicazioni come polmoniti o bronchiti); la febbre compare raramente e non raggiunge mai temperature particolarmente elevate.

Gli adulti sani di norma guariscono dall’influenza nel giro di qualche giorno (più o meno una settimana, anche se la sensazione di spossatezza può prolungarsi per qualche giorno in più), mentre i bambini piccoli, gli anziani e le persone che soffrono di patologie croniche possono avere bisogno di un po’ pi di tempo per raggiungere un pieno recupero. Le cosiddette categorie a rischio poi sono quelle che corrono i maggiori rischi di complicanze, quindi la soglia di attenzione deve rimanere alta. Le sindromi parainfluenzali, oltre ad essere meno violente nei sintomi, hanno anche una durata minore: negli adulti sani di solito svaniscono spontaneamente nell’arco di tre o quattro giorni (per bambini e anziani serve sempre qualche giorno in più).

Contagio e prevenzione

Per sapere come fare prevenzione è necessario conoscere le modalità di contagio: sia i virus influenzali che quelli parainfluenzali si trasmettono tramite le goccioline di saliva espulse dai soggetti malati; il contagio può avvenire in maniera diretta (ovvero respirando queste goccioline espulse dal malato che si trova a distanza ravvicinata quando starnutisce, tossisce o parla) oppure in maniera indiretta (portandosi le mani non lavate agli occhi, al naso e alla bocca dopo aver toccato una superficie contaminata). Tralasciando il discorso sul vaccino (è l’arma più efficace per contrastare l’influenza, ma va fatto tra fine ottobre e fine dicembre), il modo per fare prevenzione è seguire dei semplici ma importanti comportamenti: lavarsi spesso e bene le mani con acqua e sapone oppure con i detergenti a base d’alcol, coprire il naso e labocca con un fazzoletto di carta quando si starnutisce o si tossisce, gettando immediatamente il fazzoletto dopo l’uso, non toccare gli occhi, la bocca o il naso con le mani non pulite, evitare i luoghi affollati, aerare le stanze in cui si soggiorna.

Questi suggerimenti sono validi sia per l’influenza che per la parainfluenza, visto che le modalità di contagio sono le stesse. Per evitare la cosiddetta influenza primaverile è importante cambiare spesso l’aria negli ambienti, bisognerebbe evitare di portare a temperatura oltre i 25 gradi (si evita così la secchezza delle vie respiratorie, che rende ai virus tutto più semplice) e fare in modo si non subire gli sbalzi di temperatura che si possono manifestare frequentemente durante questo periodo dell’anno; non sarebbe una cattiva dea quindi vestirsi a strati, così diventa più semplice adeguare il proprio abbigliamento alla temperatura. Pare scontato dirlo, ma se è possibile bisogna cercare di evitare il contatto diretto con le persone ammalate e nel caso in cui si venga contagiati bisognerebbe restarsene a casa, dando così al corpo il tempo di riprendersi ed evitando di contagiare gli altri.

Cure e rimedi naturali per rimettersi in forma

L’influenza e la parainfluenza nella maggior parte dei casi svaniscono spontaneamente nel giro di qualche giorno, senza per forza ricorrere ai medicinali. Il medico può comunque consigliare di prendere qualche farmaco per ridurre l’intensità dei sintomi: antipiretici per abbassare la febbre, antidolorifici per dare un po’ di sollievo, antitussigeni per frenare la tosse e così via. Ribadiamo che i farmaci vanno presi su indicazione del dottore (che può prescrivere la cura giusta anche in casi particolari) e ad ogni modo non devono essere assunti per periodi troppo lunghi. No agli antibiotici fai da te: l’influenza è causata da virus, quindi gli antibiotici non servono a nulla (a meno che non ci siano delle complicazioni, ma in questi casi, lo ripetiamo ancora una volta, va sentito il medico).

Quello che si chiede spesso la gente è se esistono dei rimedi naturali che possano aiutare il corpo a riprendersi meglio e in fretta dall’influenza di aprile 2019. Ovviamente la risposta è sì. La “medicina” migliore è il riposo: bisogna dare un po’ ascolto al proprio corpo, evitiamo gli sforzi e lasciamogli il tempo di recuperare e organizzare le sue difese. Per mantenere una buona idratazione (soprattutto in presenza di vomito o diarrea) bisogna bere molto, assumendo acqua, tisane e infusi (magari a piccoli sorsi), evitando però gli alcolici e le bevande che contengono caffeina. I suffumigi sono perfetti per liberare le vie respiratorie: bastano dell’acqua bollente e un paio di gocce di olio essenziale di eucalipto o di menta, ma va bene il bicarbonato. C’è chi ricorre agli impacchi caldi sul petto (magari con un po’ di gocce balsamiche) e ai pediluvi in acqua calda.

Poi è fondamentale l’alimentazione: bisogna seguire una dieta leggera (anche se tra i sintomi dell’influenza ci può essere anche la mancanza di appetito), nella quale non possono mancare i cibi ricchi di vitamina C (gli agrumi, ma non solo: ad esempio i kiwi e i broccoli ne sono ricchi) e il brodo di pollo, che va consumato caldo (in questo modo, oltre a fornire il necessario apporto proteico, aiuta a liberare il naso grazie al vapore). Il miele calma la tosse e ammorbidisce la gola: si può utilizzare anche per dolcificare le tisane e gli infusi al posto dello zucchero. Il miele può esser utile anche per rendere un po’ meno spiacevole la bevanda a base di latte caldo e aglio schiacciato (l’aglio è un toccasana meraviglioso) che è in grado di calmare la tosse e disinfettare gola e naso. Per fare il pieno di energia si può mangiare della frutta secca come mandorle, noci e pistacchi. Lo zenzero, un po’ come l’aglio. È uno dei rimedi naturali più famosi: abbassa la febbre, pulisce le vie respiratorie, contrasta il mal di gola, crea una barriera contro la nausea ed allevia i dolori muscolari: se non si riesce a masticarlo è possibile fare delle tisane (magari aggiungendo un po’ di succo di limone).

Influenza intestinale: cause e durata per adulti e bambini

Influenza, parainfluenza e influenza intestinale: a comporre questo poco simpatico trio c’è la gastroenterite virale. Si tratta di una malattia molto democratica (nel senso che può colpire indistintamente chiunque, dal neonato all’anziano) causata da virus molto differenti rispetto alla normale influenza (per questo non sarebbe corretto parlare di influenza intestinale) come il noravirus, che colpisce tutti a prescindere dall’età, e il rotavirus, che attacca soprattutto i bambini fino ai cinque anni. Secondo alcune stime ogni anno in Italia si verificano circa trecentomila casi: non siamo neanche vicini ai numeri registrati durante il periodo epidemico dall’influenza, ma si tratta di comunque di cifre molto elevate, considerando anche quanto può esser fastidioso questo problema. I crampi addominali, il vomito e la diarrea sono i sintomi più comuni, mentre la febbre non è molto comune. Anche la gastroenterite di solito guarisce spontaneamente nel giro di qualche giorno: la complicanza più diffusa (soprattutto nei bambini e negli anziani, che nei casi più gravi possono necessitare di un ricovero per avere una corretta idratazione tramite flebo) è rappresentata dalla disidratazione, mentre sono molto rare complicanze più gravi.

Si può essere contagiati virus dell’influenza intestinale in modo diretto da soggetti già malati, in modo indiretto tramite oggetti contaminati (ad esempio bevendo dallo stesso bicchiere utilizzato da una persona malata senza averlo prima lavato per bene) oppure consumando alimenti contaminati. I soggetti malati possono essere contagiosi anche prima che compaiano i sintomi (il periodo di incubazione varia a seconda del tipo di virus coinvolto) e qualche giorno dopo che questi sono comparsi, ma sono maggiormente coraggiosi durante la fase acuta della malattia. Anche se, come abbiamo detto, la malattia di norma guarisce spontaneamente in pochi giorni, in alcuni casi sarebbe opportuno chiamare il medico: dovrebbero farlo gli adulti se il vomito si presenta per più di due giorni, se si nota la presenza di sangue nel vomito o nelle feci, se si notano segnali di disidratazione eccessiva e se compare la febbre oltre i 40 gradi; se il soggetto malato è un bambino bisogna chiamare il dottore se la febbre va oltre i 39 gradi, se si nota un’eccesiva irritabilità, se sente un dolore troppo forte, se ci sono segnali di disidratazione, in caso di dissenteria e in caso di letargia.

Farmaci, rimedi naturali e alimentazione

Per quanto riguarda i farmaci possiamo ripetere più o meno quanto detto prima per l’influenza e la parainfluenza: su consiglio del medico è possibile prendere medicinali sintomatici (paracetamolo per abbassare la febbre, antidiarroico per limitare le scariche…), ma di solito non è necessario. Anche in questo caso il riposo riveste un ruolo fondamentale, così come l’alimentazione: è importantissimo bere molto per scongiurare il rischio di disidratazione causato dal vomito e dalla diarrea; si può bere acqua, tisane, infusi, spremute, tè verde e brodi (anche a piccoli sorsi se si fa fatica a tenere i liquidi). Durante la fase più acuta della malattia non bisognerebbe mangiare: passata questa fase bisognerà riprendere gradualmente l’assunzione di cibi solidi, iniziando con cibi estremamente semplici da digerire (banane mature, carote bollite) e cibi secchi (fette biscottate, cracker); si può poi passare al pesce e alle carni bianche, purché cucinate in modo leggero. Sono assolutamente da evitare i latticini (ad eccezione del parmigiano, che potrebbe rappresentare una buona fonte di proteine), il caffè, i dolci e la caffeina. Attenzione anche alle verdure: per un po’ si dovrebbe stare alla larga da quelle molto ricche di fibre, che potrebbero peggiorare la situazione stimolando la motilità intestinale e la flora batteria. A proposito di flora batterica, per favorirne il riequilibrio è possibile assumere i probiotici.

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