Magazine Salute e Benessere

Inquinamento da plastica: il WWF lancia una petizione mondiale

Creato il 08 febbraio 2019 da Informasalus @informasalus

plastica mare

Circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno finiscono negli oceani e, se non saranno presi provvedimenti, entro il 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesce. Per far fronte al gravissimo problema della dispersione di plastica in mare, il WWF ha lanciato una petizione mondiale all’insegna degli hashtag #StopPlasticPollution e #plasticfree invitando i cittadini a chiedere ai capi di stato di stipulare un Global Deal giuridicamente vincolante fra Paesi delle Nazioni Unite per fermare la dispersione di plastica in natura entro il 2030. Come spiega il WWF, è il primo passo di una campagna globale dell’associazione.

“Per anni questo problema è stato ignorato – si legge nell’appello – Oggi, abbiamo urgente bisogno che le Nazioni Unite stringano un Accordo per porre fine alla dispersione di plastica in mare entro il 2030”. Secondo l'associazione deve essere stipulato un trattato globale, dettagliato, con obblighi chiari e precisi su prevenzione, controllo e rimozione dell’inquinamento marino da plastica dagli oceani del mondo. L’accordo dovrà definire obiettivi stringenti per ogni singolo Paese, di riduzione dell’inquinamento da plastica, e vincolare i Paesi a creare piani d’azione nazionali per raggiungere gli obiettivi di lotta alla plastica.

“L’inquinamento marino dovuto alla plastica – evidenzia il WWF - è un problema globale e transfrontaliero. Grandi rifiuti di plastica o microplastiche sono stati rilevati in ogni angolo degli oceani e del Pianeta, senza che confini nazionali possano trattenerli. I rifiuti di plastica prodotti da ogni Paese possono finire virtualmente ovunque nel mondo. Questo è il motivo per cui il problema dell’inquinamento marino da plastica non può essere risolto a livello nazionale o regionale o solo con misure volontarie. Richiede un’azione coordinata, una responsabilità condivisa e un approccio comune”.

Il Mediterraneo rappresenta “un’area trappola” con livelli record di inquinamento da microplastiche che minacciano la vita marina e la salute umana. È pari al 95% la percentuale di plastica contenuta nei rifiuti del Mar Mediterraneo che soffoca habitat e specie. Nel Mediterraneo c’è una concentrazione di microplastiche record, pari a  1,25 milioni di frammenti per km2, quasi 4 volte superiori a quelle registrate nell’isola di plastica del Pacifico settentrionale. Oltre il 90% dei danni provocati dai rifiuti alla fauna selvatica è dovuto alla plastica. Sono 134 le specie marine vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo: fra tutte la tartaruga marina, che scambia i sacchetti di plastica per prede. L’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo. Gli italiani ogni anno consumano 2,1 milioni di tonnellate di imballaggi di plastica.



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog