INRI, il nuovo libro di Fernando Carrasco: da Gerusalemme alla Siviglia romana, seguendo la Croce

Da Rottasudovest
Un nuovo libro ambientato a Siviglia, stavolta in Hispalis, l'antenata romana del capoluogo andaluso. Lo ha scritto il giornalista sivigliano Fernando Carrasco, da trent'anni nella redazione sivigliana di ABC, e si intitola INRI. E' un romanzo che mescola la Storia, con la esse maiuscola, con la fantasia, personaggi storici e personaggi nati dall'immaginazione di Carrasco, grandi città come Gerusalemme e la piccola provincia romana, come Hispalis o la vicina Itálica.  Tra i protagonisti dell'azione c'è l'imperatrice Flavia Iulia Elena, la madre di Costantino il Grande, il sovrano che introdusse il Cristianesimo a Roma dopo secoli di persecuzione. Siamo nel IV secolo dopo Cristo e l'Imperatrice ha un sogno: deve trovare la croce di Cristo, la Vera Croce, e va a cercarla fino a Gerusalemme. "A partire da quel momento, la storia passa per Gerusalemme, Ostia Antica, Marsilia (oggi Marsiglia), Hispalis e Itálica" racconta Carrasco al quotidiano web sevilladirecto.com. Tra i personaggi storici, oltre a Sant'Elena "appaiono anche l'arcivescovo di Gerusalemme e l'imepratore Costantino, in secondo piano. Poi ci sono tre uomini e una donna, inventati: Livia, la serva di Flavia Iulia Elena, insieme a un centurione di Itálica, che era a Hispalis, e altri due soldati".  La parte più complessa del libro, lungo ben 800 pagine, è stata la ricreazione del mondo romano. Per avere un'idea della Siviglia dell'epoca, per esempio, Carrasco rivela di essere andato "per due settimane consecutive all'Antiquarium del Metropol Parasol (nel piano sotto terra, le Setas conservano i resti dell'antica Siviglia) per annotarmi tutto! L'Antiquarium mi è servito per ispirarmi la seconda parte del libro, che si svolge a Hispalis. Si descrive com'era questa parte, la fabbrica per salare che c'era, perché lì vicino passava il fiume. Ho cercato di ricostruire tutto questo percorso. Appare anche l'Hospitium, che allora era come una palestra con sauna, per i patrizi di Siviglia. Tutto questo lo ricreo in un romanzo ed è anche un modo di dare valore a questa parte di Siviglia, la Siviglia romana. Non volevo non riflettere questa Siviglia, mi sentivo in debito". INRI è completamente diverso dai due libri precedenti di Carrasco, El último imán de Ishbiliya, di cui si era parlato su Rotta a Sud Ovest, ed El hombre que esculpió a Dios; per scriverlo sono stati necessari tre anni di preparazione e di scrittura. Anche per la distribuzione rappresenta un salto di qualità: i primi due libri erano in vendita solo a Siviglia e dintorni, INRI sarà anche a El Corte Inglés di Madrid. "Le reti sociali stanno aiutando molto per la diffusione, mi hanno scritto persino da Messico e Stati Uniti, chiedendomi se ci sarebbe stata una versione e-book" dice lo scrittore a Sevilla Directo "ma al momento no, scommettiamo sulla carta. La carta per me continua a essere molto bella". Peccato, però, Carrasco, l'e-book è anche un buon sistema per diffondere il libro tra chi è già passato a questo supporto.  INRI non è il primo libro scritto da un autore sivigliano ambientato a Siviglia e Carrasco rifiuta l'idea che si tratti di localismo: "Perché? La cattedrale del Mare è un libro magnifico, scritto da un signore di Barcellona che parla della sua città, vari secoli fa. E' un libro che è piaciuto tantissimo. Perché noi sivigliano dovremmo essere localisti? Perché non dovrebbe interessare la Siviglia romana a un lettore che non sia di qui? Non siamo localisti, semplicemente scriviamo sulla nostra città. E' dare valore alla nostra città, perché Siviglia è uno scenario magnifico per un romanzo".  Il libro è un romanzo "epico e storico, ma alla fine il messaggio che dò, essendo cattolico, è la Fede in Cristo. Anche se nel romanzo ci sono odio, vendetta, rancore o sete di giustizia... tutto alla fine si ingloba nella Fede. Il messaggio che voglio dare è che tutto può trovare sollievo nella Fede in Dio".  E, per dare prova della sua Fede e dei doveri che essa comporta, Fernando Carrasco presenterà il suo libro a Siviglia il 2 dicembre; ai partecipanti alla sua presentazione ha fatto una sola richiesta: un chilo di spesa di alimenti a lunga conservazione, che andrà alla mensa sociale della Confraternita del Dolce Nome, del quartiere di Bellavista. "Conosco bene quella mensa, ogni giorno dà da mangiare a 150 persone e lì c'è gente che sta attraversando grandi difficoltà. Ho pensato che se ognuno porta un chilo alla presentazione possiamo raccogliere molto. Per cui invito tutti a venire e a portare il proprio granello di sabbia, per aiutare le famiglie che stanno vivendo un brutto momento" spiega. Una bella prova di solidarietà in questi tempi difficili, che arriva ancora una volta da una città duramente colpita dalla crisi.


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