Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico

Creato il 13 ottobre 2013 da Straker

I disinformatori negano che con le attuali tecnologie si possa influire in modo sensibile sui fenomeni meteorologici. Inoltre affermano che il controllo del clima (tempo e clima non sono sinonimi) è una chimera. E’ ovvio che le asserzioni dei negazionisti sono false e destituite di ogni fondamento scientifico. Tuttavia il loro ruolo “istituzionale” consiste nel tentativo di nascondere la realtà, creandone una del tutto fittizia e mutila per mezzo di sofismi e di idonei ridimensionamenti.
Il cosiddetto "debunker" è, infatti, colui che indulge a parziali ammissioni per poi contraddire tutto. Così ci accorgeremo che il piccolo chimico, Simone Angioni, e tanti altri come lui, riconoscono che è possibile indebolire una grandinata o generare una pioggia, in questo caso usando lo ioduro d’argento o il ghiaccio secco (biossido di carbonio in forma solida). Secondo gli occultatori, però, sono azioni circoscritte e saltuarie, dall’impatto ambientale irrilevante e dagli esiti incerti. Omettono di ricordare che per le piogge artificiali si adoperano attualmente soprattutto batteri geneticamente modificati [1] che sono all’origine di gravi infezioni. E’ naturale che, dopo tanti decenni di interventi sui fenomeni atmosferici, i depistatori non possono del tutto contestare l’esistenza di strumenti ad hoc. Nondimeno essi non vanno oltre: si fermano alla preistoria della geoingegneria di cui minimizzano risultati e danni.
Sappiamo bene che non è cosi. Sappiamo che le pratiche per stimolare le precipitazioni sono la foglia di fico per nascondere la geoingegneria illegale, quella che devasta il pianeta. Le inseminazioni atte a favorire le piogge erano un fenomeno relativamente diffuso negli anni ‘70 del XX secolo soprattutto negli Stati Uniti d’America, Israele ed Italia (Puglia, “Progetto pioggia”). Spesso questo cloud seeding, che è ancora oggi praticato, ma è un'attività marginale, fu eseguito come preludio ad altri interventi dagli scopi ben diversi, anzi opposti.. E’ stato dunque un cavallo di Troia per introdurre in modo surrettizio operazioni igroscopiche.

Il termine “igroscopico” deriva dal greco e significa letteralmente “che cerca, che cattura l’umidità”. Le scie igroscopiche sono a base di composti prosciuganti (gel di silicio, trimetillalluminio, litio, carbonato di calcio, composti del bario etc.) che reagiscono con l’acqua presente in atmosfera. Attraverso le reazioni chimiche, si spezza il legame molecolare tra idrogeno ed ossigeno, abbassando spesso in modo notevole l’umidità dell’aria ed impedendo così la formazione di nubi. Risultato delle reazioni chimiche è anche il rilascio di altri composti dannosi, anzi mortali.
L’umidità e le nuvole, soprattutto i cumuli che sono i serbatoti della pioggia, sono nemiche dei sistemi radar e satellitari che operano in un particolare range di frequenze (banda KA). Le nubi naturali, infatti, disturbano e diradano i segnali elettromagnetici. Il fenomeno è denominato scattering. I militari hanno risolto il problema, distruggendo le formazioni nuvolose. Le squadriglie di velivoli inibiscono le perturbazioni, con la diffusione di composti tossici e nocivi. Di solito per queste operazioni gli aerei volano a bassa o bassissima quota, alla base delle nuvole: ciò avviene perché le correnti ascensionali portano poi i composti verso le formazioni imbrifere che sono dissolte e sostituite da una patina grigiastra.
Le scie disseccanti, durature e no, provocano un effetto serra perché creano uno schermo che imprigiona la radiazione infrarossa (associata ad energia termica) proveniente dal suolo. Queste scie velano la luce solare, interferendo con la fotosintesi e con i processi biologici di tutti gli esseri viventi. Si conclamano con cieli opachi o striati e causano siccità o, quando l’energia di un fronte perturbato si concentra in un’area limitata, disastrosi nubifragi. [2]
Non confondiamo le micidiali scie igroscopiche con il cloud seeding atto a propiziare le piogge. Non guardiamo il filo d’erba, ma la foresta.
[1] Pseudomonas syringae: il batterio dei nubifragi artificiali, 2010
Escherichia coli: il batterio killer che arriva dal cielo, 2011
[2] L’umidità atmosferica può essere pure ridotta mediante le microonde. Vedi "Le microonde, arma contro la biosfera", 2008

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