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Insieme raccontiamo

Creato il 25 gennaio 2018 da Cristiana Marzocchi
INSIEME RACCONTIAMOCon questo raccontino ho partecipato ad " assieme raccontiamo" Di Patricia MollEra sfinita. Stanchezza, stress, rompimento di scatole... non ne poteva più. Aveva solo voglia di riposarsi e dimenticare tutto e tutti almeno per un po'.
Si gettò sul letto al buio e fu allora che....u assalita da una crisi di pianto irrefrenabile ; si sentiva sola, era sola , senza nessuno al mondo con cui parlare .Nella  mente  di Giulia apparvero i fotogrammi della sua vita di adulta :  i genitori che aveva perso in un incidente aereo, la laurea in legge che le aveva permesso di diventare la titolare di uno studio legale cui aveva accluso uno studio con commercialisti e uno notarile, e poi il matrimonio  con Stefano, rivelatosi assai presto quello che una volta si definiva 'cacciatore di dote'  menefreghista ,  spesso assente  e con una cerchia di amicizie equivoche. Da due anni aveva chiesto il divorzio al marito e se ne era andata, lasciandogli l'appartamento  di sua proprietà in cui avevano vissuto assieme e si era trasferita nella villa di famiglia  sulla collina di Fiesole , ma  lui rimandava sempre e insisteva affinchè ricominciassero  una vita in comune, presentandosi talvolta  nel suo studio con omaggi floreali e proposte di viaggi che avrebbero potuto rappacificarli, come diceva lui ai suoi collaboratori. I singhiozzi si affievolirono e cadde in una sorta di dormiveglia che le permise di sentire un grido d'aiuto e i forti colpi alla porta, Scese le scale trafelata, non prima di aver cercato il cellulare che poi ricordò aveva perso o le avevano rubato nel pomeriggio , apri la porta senza togliere la catena di sicurezza e le apparve una ragazza scarmigliata e tumefatta che la pregò di aprirle perchè temeva che 'lui' potesse averla seguita.Esitò giusto un attimo, poi decise di aiutare quella donna e la fece entrare, mentre lei iniziava a raccontarle che lui aveva tentato di strangolarla quando gli aveva detto che la loro storia non poteva continuare a causa della sua eccessiva gelosia e delle continue interferenze nel suo modo di vivere...Giulia la fece sedere nel soggiorno e le disse di calmarsi , mentre andava a prenderle un bicchiere d'acqua e quando uscì dalla cucina se la trovò davanti, con una  pistola con silenziatore  stretta fra le due mani che le intimò di dirle il nome  cognome e indirizzo  di suo marito se voleva salvarsi la pelle ; Giulia tentò di tergiversare , ma la donna tolse la sicura dall'arma e non le restò che dire :" Stefano Mastrangeli via dei Pandolfini 51" . La delinquente sparò tre colpi precisi, poi buttò all'aria ciò che stava in un secretaire , tranne un migliaio di euro e alcuni gioielli che si mise in tasca. Uscì guardinga dalla casa ben nascosta in un bosco di querce senza incontrare anima viva, raggiunse l'auto  e partì ripassando mentalmente ciò che avrebbe dovuto fare il giorno dopo.Alle 13 del giorno seguente usando uno dei suoi famigerati cellulari 'usa e getta',  chiamò il numero che le aveva fornito il 'cliente', immaginando che anche lui , visibile da molte persone, usasse uno strumento del genere, e gli disse : missione compiuta , ora aspetto il saldo della somma stabilita e, signor Stefano Mastrangeli di via Pandolfini, non pensi neanche per sogno di fregarmi". Riattaccò

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