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Inter, due “gemelli diversi” per la difesa: Marquinhos o Manolas?

Creato il 02 febbraio 2017 da Dariofratoni

Il calciomercato non finisce mai. La sessione invernale è finita da circa 48 ore, ma l’attenzione si è già spostata sui possibili acquisti dell’estate. Il mercato, si sa, fa sognare i tifosi nella speranza di un futuro migliore, distogliendoli magari da un presente non all’altezza delle aspettative. In casa Inter il tempo delle “vacche magre” sembra essere giunto al termine con l’avvento della nuova proprietà Suning: Joao Mario, Antonio Candreva, Gabigol e, per ultimo, Roberto Gagliardini rappresentano investimenti importanti per una squadra costretta dal Fair Play Finanziario a limitare le spese negli ultimi anni. Una limitazione che ha però portato ad un crollo dei risultati sportivi: l’ultima apparizione in Champions League del club nerazzurro risale alla stagione 2011/2012. Il terzo posto, obiettivo annunciato ad inizio stagione, è ancora possibile grazie alle sette vittorie consecutive targate Stefano Pioli. Eppure le ambizioni della proprietà cinese non si fermano qui e, per assecondarle, è necessario migliorare il reparto difensivo, un po’ “snobbato” in estate: la dirigenza nerazzurra pensava che la coppia Murillo-Miranda fosse sufficientemente affidabile, ma le amnesie difensive del colombiano hanno probabilmente fatto cambiare idea. Due i nomi che circolano da diverso tempo in orbita nerazzurra: Kostas Manolas e Marquinhos. Due profili diversi con un passato comune (presente, per il greco) alla Roma. Proviamo a scoprire insieme quale sarebbe il profilo ideale per il club nerazzurro, mettendo a confronto le caratteristiche dei due giocatori.

Strappare un giocatore al Paris Saint Germain non è mai facile. Marquinhos, secondo diverse indiscrezioni, non sarebbe intenzionato a rinnovare il suo contratto con il club parigino (in scadenza nel 2019) ma questo non significa che la società dello sceicco Al Khelaifi sia pronta a privarsene abbassando il prezzo del suo cartellino.Iil brasiliano rappresenta uno dei centrali più promettenti anche in ottica futura: nato a San Paolo il 14 maggio del 1994, la sua rapida esplosione con la maglia della Roma nella stagione 2012/2013 lo ha immediatamente portato sotto i riflettori dei grandi club europei. Un’ annata difficile per la società capitolina, con Zeman in panchina nella prima parte di stagione. Il giovane difensore fu uno dei pochi a salvarsi in quella stagione, tanto da vedere il valore del suo cartellino salire vertiginosamente: dai 6 milioni pagati dal direttore sportivo Walter Sabatini per acquistarlo, dopo solo un anno il PSG decise di investire su di lui oltre 30 milioni di euro per affiancarlo al connazionale Thiago Silva. Tra le caratteristiche migliori troviamo senza dubbio la velocità: l’altezza (circa un metro e ottanta) gli permette di avere un ottimo scatto e poter quindi recuperare facilmente diversi metri agli attaccanti avversari. Grandi doti di posizionamento e una buona capacità nell’uno contro uno, gli interventi in scivolata sono uno dei pezzi forti del suo repertorio. Da buon brasiliano, dimostra una buona capacità anche palla al piede ed un’ottima precisione nei passaggi. Inoltre in carriera è stato schierato con ottimi risultati anche da terzino destro. La statura ed il tipo di fisico longilineo può essere un problema contro attaccanti molto dotati fisicamente, ma è probabilmente il prezzo da pagare per avere l’esplosività nello scatto e nei recuperi che lo caratterizza. Sotto la guida di Miranda potrebbe essere il tassello ideale per la difesa nerazzurra, anche se il costo rimane ovviamente elevato.

I tifosi giallorossi sembrano ormai rassegnati all’idea di dover salutare Kostas Manolas a fine stagione. Dopo Pjanic, un altro top player potrebbe lasciare la Roma e rinforzare una diretta concorrente italiana, anche se il difensore greco piace molto anche al Manchester United, con Josè Mourinho pronto ad offrire cifre da capogiro per portarlo in Inghilterra. Arrivato nella Capitale nel 2014 per sostituire Mehdi Benatia, il centrale greco classe 1991 ha da subito messo in mostra le sue doti migliori: forza fisica e capacità di anticipare l’avversario. Quando è concentrato, in pochi riescono a liberarsi della sua marcatura. Anche per lui le ottime doti atletiche gli permettono recuperi impensabili per altri difensori: rispetto al suo collega brasiliano, però, i dieci centimetri di altezza a suo favore lo rendono bravissimo sulle palle inattive (anche in attacco). La sua irruenza lo porta però qualche volta fuori posizione, lasciando in inferiorità numerica la propria retroguardia. Inoltre il difensore greco è sembrato a suo agio quando ha avuto al suo fianco un vero e proprio leader difensivo in grado di dettare i tempi di pressing e, in generale, di guidare l’intera linea difensiva: una capacità che potrà forse essere acquisita con il tempo ma che al momento risulta assente. Gli interventi in scivolata, che fanno innamorare i tifosi, non si insegnano: una dote naturale per il centrale greco. I 50 milioni di euro necessari per portarlo a Milano rappresentano un investimento sicuro per uno dei migliori centrali del panorama mondiale. Qualunque sarà la scelta del direttore sportivo Piero Ausilio, il futuro della difesa dell’Inter sembra essere radioso come non mai.

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